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Home Page > Famiglia e Economia > La Polonia punta sulle nascite, riflessioni a pochi mesi dal Congresso Mondiale delle Famiglie
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Si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo 2019  il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF). Fra i relatori spicca la presenza dell’ambasciatore polacco in Italia Konrad Glebocki visto che la Polonia è oggi purtroppo il paese con il più basso numero di nuovi nati in Europa, al punto da essere inclusa nella lista delle prime dieci nazioni al mondo che entro il 2050 subiranno il calo demografico più consistente, fino a sfiorare natalità zero. Un triste primato che la Polonia rischia di condividere con Moldavia e Bulgaria. Ma la Polonia è anche il Paese dove vige una legislazione molto dura in materia di aborto che pone forti limitazioni alla possibilità di interrompere una gravidanza. Limiti che negli ultimi tempi si è cercato di restringere ancora di più, consentendo la possibilità di abortire soltanto nei casi di stupro o di grave pericolo per la vita della madre. Tentativi che ovviamente hanno scatenato la reazione indignata dell’Europa.

La voce del buon senso La situazione demografica a Varsavia è drammatica, al punto che nei mesi scorsi il governo è corso ai ripari lanciando uno spot e invitando la popolazione a fare figli. Lo spot ha fatto molto discutere. Il Ministero della salute di Varsavia ha diffuso un video in cui si invitano le famiglie a «fare come i conigli e produrre una prole numerosa e sana». Ma come sempre avviene in certi casi ci si scandalizza della forma anziché preoccuparsi della sostanza del problema. I dati non lasciano spazio a dubbi. L’ultimo rapporto dell’Ufficio Centrale di Statistica evidenzia come da gennaio a luglio di quest’anno siano nati 229000 bambini contro i 235000 dello stesso periodo del 2017. Considerando che i decessi l’anno scorso sono stati in tutto 410000, il risultato finale è un calo di circa tredicimila polacchi.

La causa principale del declino di nascite, come del resto avviene anche in Italia, è da attribuire alla volontà dei giovani di ritardare il più possibile il matrimonio e il progetto di una famiglia per esigenze di carattere economico. Fra i giovani che scelgono liberamente di non sposarsi e avere figli a breve termine, è aumentato il numero di coloro che hanno scelto comunque di andare a vivere da soli lasciando i genitori. Andando avanti di questo passo si stima un calo della popolazione polacca di oltre due milioni nei prossimi venticinque anni.

Il governo, oltre allo spot provocatorio, ha messo in campo degli incentivi economici per le famiglie, rivolti a favorire la natalità. E va detto che nel 2017 una timida ripresa si era iniziata a vedere, con un leggero incremento di nuovi nati rispetto al 2016. Ma la doccia fredda del 2018 e la registrazione di una nuova flessione, ha fatto perdere quelle timide speranze che si erano accese.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie rappresenterà quindi un valido momento di confronto utile a capire il perché di questa situazione e se certe politiche sono davvero capaci di invertire la tendenza. Il sospetto è che spesso e volentieri, misure apparentemente efficaci, possano rivelarsi soltanto un pannicello caldo, utile ad alleviare il dolore ma non a curare la malattia. E le cause della malattia stanno forse in un’Europa che ha ormai perso la cultura della Vita favorendo il disfacimento delle famiglie attraverso l’affermazione di diritti che sembrano andare in senso diametralmente opposto: verso una cultura di morte o un concetto di Vita basato essenzialmente sull’autodeterminazione dell’individuo. Forse è arrivato il momento di stravolgere le fondamenta di questa Europa libertaria e laicista che sta divorando se stessa.

Americo Mascarucci

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