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Home Page > Famiglia e Economia > Le donne di successo nello spettacolo. Un figlio il rimpianto più grande
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Diverse sono le star che, pur conducendo una vita invidiabile agli occhi di tutti, hanno confessato di avere avuto, tuttavia, un unico grande rimpianto, sempre lo stesso: non aver mai avuto figli.

Non ne ha fatto mistero in diverse trasmissioni televisive, anche recenti, Katia Ricciarelli. La cantante ha più volte raccontato di aver avuto effettivamente la possibilità di diventare madre, non appena iniziato la relazione con Pippo Baudo, con cui è stata sposata per molti anni. Ma quando la Ricciarelli rimase incinta sembra che con il conduttore la relazione fosse appena iniziata e questo li avrebbe spinti a non accogliere la nuova vita nascente.

Ma, dopo tanti successi riscossi nei teatri di tutto il mondo, alla domanda «Cosa le è mancato di più nella vita?» la Ricciarelli ha risposto sempre con molta serenità e sincerità, in diverse trasmissioni: «un figlio». Un’amarezza evidente, nel momento in cui ha dichiarato di aver interpretato l’impossibilità di rimanere incinta, dopo l’aborto, quasi come una “punizione”.

La voce del buon senso Stesso rimpianto confessato da Raffaella Carrà, la quale non ha mai fatto mistero del fatto che presa dal successo per molti anni si è trovata a fare i conti col desiderio di maternità troppo tardi. «Da bambina il mio grande sogno era diventare una coreografa di balletti classici. Volevo dirigere altri da dietro le quinte e invece mi sono trovata davanti alle telecamere, e con sorpresa sono arrivati il successo, i viaggi, i concerti, i bagni di folla, i fiori, i riconoscimenti. Tutto questo mi aveva fatto credere che avrei potuto fare qualunque cosa quando ne avessi avuto voglia. E invece non era così, presto mi sono dovuta ricredere. Un figlio non si può programmare come si fa con uno spettacolo televisivo o un concerto».

Infatti, ha raccontato come, nel momento in cui il desiderio di avere un bambino si era fatto dirompente e cominciava a sognare un futuro da mamma, una visita ginecologica con il terribile verdetto del medico la invitava a rassegnarsi perché per il suo fisico era troppo tardi, aveva distrutto tutte le sue speranze e l’aveva resa consapevole della grande rinuncia a cui era andata incontro.

Queste e tante altre testimonianze legate al rimpianto dei figli mai avuti, dimostrano che la maternità è iscritta nel cuore delle donne, connaturata al suo essere stesso e nel momento in cui questa sua peculiare dimensione viene rinnegata o soffocata per dare spazio a qualunque altra cosa, considerata apparentemente più allettante, le lascia un enorme vuoto di fondo che né carriera né partner, né soldi potranno mai colmare.

Manuela Antonacci

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