13/05/2019

Meloni, flash-mob a Montecitorio per sostenere la natalità

«L’Italia ha bisogno di figli come l’essere umano ha bisogno di ossigeno», con questa frase Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha cercato di riassumere il senso del flash-mob organizzato, in occasione della Festa della Mamma, davanti al palazzo di Montecitorio, dal titolo Mamme, facciamogli la festa!, dove diversi esponenti e sostenitori del partito hanno circondato con dei passeggini il palazzo di Montecitorio, in cui ha sede la Camera dei Deputati, per spingere la maggioranza a promuovere delle iniziative a sostegno della famiglia.

Fratelli d’Italia ha presentato nero su bianco le sue proposte a favore della famiglia naturale anche nel programma elettorale per le prossime europee: un assegno di maternità, cioè un assegno mensile per ogni figlio a carico; incentivi all’assunzione di neomamme e donne in età fertile; asili nido gratuiti aperti fino a tardi anche l’estate; deducibilità del lavoro domestico; tutela delle lavoratrici autonome; latte artificiale gratuito. È l’Unione europea, in primis, secondo la leader di Fratelli d’Italia, a dover investire in risorse per aiutare le famiglie, mentre chiede al governo italiano di non lasciare fermi sei miliardi di euro di assegni familiari e di darli piuttosto alle famiglie numerose e ai lavoratori autonomi.

Fratelli d’Italia, durante il flash-mob organizzato a Roma, ha anche esposto un grande striscione che riportava i due temi della proposta, a favore del sostegno alla natalità e alla tutela della maternità: «Tutela della famiglia e reddito di maternità europeo». Ma, come si legge sulla pagina Facebook dell’evento, «Sostenere la famiglia e la natalità vuol dire anche difendere la famiglia naturale, tutelare la vita fin dal concepimento, contrastare l’inaccettabile pratica dell’utero in affitto, che la burocrazia europea vorrebbe imporre a tutti gli Stati, contrasto all’ideologia gender».

Insomma un programma a sostegno della vita tout-court e della libertà educativa, che ci auguriamo possa essere accolto e preso seriamente in considerazione, perché la crescita demografica dell’Europa sia considerata finalmente una priorità.

Manuela Antonacci

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