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Home Page > Famiglia e Economia > Molteni (Lega): “Creare un fronte trasversale in Europa per difendere la vita e la famiglia”
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Il prossimo parlamento europeo avrà bisogno di una maggioranza il più possibile ampia che sia unita nel tutelare la vita e difendere lo sfaldamento della famiglia. Ne è convinta l’onorevole Laura Molteni, deputato della Lega e candidata alle prossime elezioni europee nella circoscrizione Nord-Ovest, che comprende Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia. Una carriera politica, quella della Molteni, sempre votata alle istanze pro life e pro family, che sono «i valori fondamentali della società, a cui deve guardare l’Europa, anche se molti Stati hanno assunto politiche ben diverse e lontane dalla vera difesa di questi temi», come ha spiegato nella breve intervista a Pro Vita & Famiglia.

Onorevole Molteni, quali sono per lei le priorità politiche sui temi della vita e della famiglia?

La voce del buon senso «Il mio percorso politico parte fin da quando ero ragazza e si è arricchito con l’abilitazione all’insegnamento della religione. Una formazione di base, quindi, che mi ha sempre portato nel corso degli anni a tutelare la vita e la famiglia quali valori portanti della nostra società. Fin da quando ho iniziato a far politica, quindi, ho proseguito su questa strada a tutti i livelli istituzionali, con emendamenti, proposte, sostegno concreto a realtà e associazioni pro vita. Alla base della mia azione c’è sempre stata la consapevolezza che la vita è un bene non disponibile, nel senso cioè che non dobbiamo e non possiamo trattare la vita in qualsiasi modo ci faccia comodo, come fosse un mero oggetto. Per quanto riguarda la famiglia mi sono sempre rifatta a quello che è il dettato costituzionale, con l’articolo 29, e quindi intesa innanzitutto come società naturale e con la peculiarità di essere fondata sul matrimonio. A questo si aggiungono tutte le battaglie promosse negli anni, soprattutto in Parlamento, contro l’uccisione e la manipolazione degli embrioni, contro la pratica dell’utero in affitto, contro derive che possono portare a visione eutanasiche. Allo stesso tempo un mio grande impegno è sempre stato per le cure palliative, come quando si è trattato di affrontare il dibattito sul testo unificato sulle cure palliative, legge che serve a ridare dignità ai pazienti, ai malati terminali e alle famiglie fino all’ultimo atto di vita, affinché venga vissuta nel miglior modo possibile. Mia premura, in tal senso, è stata quella di evitare che questo Testo potesse aprire spiragli per pratiche come l’eutanasia o l’eugenetica».

Quali invece le istanze di cui ha bisogno il prossimo Parlamento Europeo?

«Anche in parlamento europeo sarà mio compito portare le stesse istanze, le stesse battaglie. Cercherò di porre tutti i paletti necessari affinché non venga stravolto il concetto di tutela della vita e della famiglia, anche se in tanti Stati europei sono state messe in atto politiche e atteggiamenti ben diversi e lontani dalla vera difesa di questi valori. Troppo spesso, infatti, in alcuni casi [come la vicenda di Vincent Lambert, ndr)] si aprono delle finestre sull’eutanasia e sull’eugenetica e questo è altamente pericoloso perché vuol dire che si va a scegliere anche quale è il tipo corretto di vita che può essere vissuta e quale invece non è degna di esserlo. Questo non va assolutamente bene perché la vita è un bene inviolabile. Tutte le eventuali proposte politiche che andranno in questa direzione avranno sempre il mio voto contrario».

Può l’Europa diventare un esempio e una guida per difendere la vita e la famiglia?

«Me lo auguro e ci sono tutte le potenzialità perché ciò avvenga. Io cercherò di farmi tramite, anche verso gli altri membri del mio partito, così come verso gli altri esponenti politici, per la creazione di una sorta di gruppo trasversale, che riunisca cattolici e non, convinti su queste tematiche. Occorrerà quindi individuare tutti i politici, di tutte le nazionalità, che hanno questa sensibilità e questa attenzione verso i temi pro vita e pro famiglia per fare massa critica in parlamento e avere dunque un fronte comune e unito contro le pratiche eutanasiche, di aborto o di sfaldamento della famiglia. Quello che mi auguro è che questo fronte di cui parlo possa essere il più possibile maggioritario».

Salvatore Tropea

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