01/06/2018

Notizie ProVita di Giugno – Fedeltà

È in distribuzione il numero di giugno della rivista Notizie ProVita

parliamo della fedeltà

Sono diversi i temi interessanti che vorrei segnalare all’attenzione dei nostri Lettori questo mese: il potere censorio e di manipolazione delle menti dei padroni del web 2.0; gli scandali sessuali che coinvolgono le ong, le quali dovrebbero svolgere azioni umanitarie; la guerra dichiarata ai medici che sollevano obiezione di coscienza all’aborto.

Il Primo piano, però, abbiamo voluto dedicarlo alla bellezza del matrimonio vero, esclusivo e per sempre. L’opera di decostruzione dell’uomo è stata avviata dalla cultura della morte da tempo immemore: in fin dei conti è cominciata con la tentazione e il peccato originale di Adamo ed Eva. Ma negli ultimi decenni la morte ha fatto conquiste sostanziali: aborto, eutanasia, droga libera... E per prima cosa, in ordine non solo temporale, il divorzio, perché la distruzione dell’essere umano passa attraverso la distruzione della famiglia, e quindi del matrimonio.

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La fedeltà, il dono di sé reciproco, esclusivo e per sempre, è stata particolarmente presa di mira, prima con la “rivoluzione sessuale” del Sessantotto, poi con la legalizzazione del divorzio, ora con le varie normative che lo velocizzano e lo semplificano, e infine con concrete proposte, come il disegno di legge n. 2253 depositato in Senato il 25 febbraio 2016, tese a eliminare l’obbligo della fedeltà sancito dall’art.143 del Codice Civile: «Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione». Del resto la giurisprudenza (si veda per esempio Cass., Sez. I, n. 16172, 15 luglio 2014) ha da tempo assunto un orientamento da cui si desume che un matrimonio può sussistere anche in concomitanza di adulterio e che non è più automaticamente addebitabile la colpa della separazione al coniuge infedele.

La fedeltà, allora, è un altro di quei valori che la cultura della morte vorrebbe cancellare e che tutti noi dobbiamo ribadire, difendere e promuovere. Con la certezza che l’incarnazione e la resurrezione di Cristo a quel serpente antico all’opera fin dalla creazione del mondo ha già schiacciato la testa una volta per tutte (cfr. Gn 3, 14-15).

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Toni Brandi

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