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Home Page > Aborto > “Ora et labora in difesa della vita”, appuntamenti di settembre
Volantino Ora et Labora in Difesa della Vita.

Volentieri rilanciamo l’invito che ci ha mandato Giorgio Celsi  ad aderire alle iniziative della sua associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita”.

Per chi crede la forza della preghiera per la vita è travolgente. Per chi crede la testimonianza con la preghiera nelle pubbliche piazze è determinante.

1) Venerdì 2 Settembre dalle ore 14,30 alle ore 20 e sabato 3 settembre dalle ore 8,30 alle ore 18 manifestazione e preghiera a Roma davanti alla Casa Circondariale di Rebibbia.

2) Venerdì 9 Settembre, dalle ore 9,30 alle ore 11,30 testimonianza e rosario per la Vita fuori dall’Ospedale Borrella di Giussano (provincia di Monza) in via Milano 65, a cui farà seguito il Battesimo di Intenzione dei bambini abortiti nel suddetto ospedale. Ricordo che in questo nosocomio nonostante non ci sia il reparto di Ostetricia-Ginecologia e nonostante abbiano già chiuso il Pronto Soccorso e interi reparti, si eseguono per far cassa dai circa 6-7 aborti due volte la settimana; il martedì e il venerdì, grazie ad un’equipe di medici, infermieri, anestesisti – veri professionisti nel sopprimere la vita concepita – pagati profumatamente a “gettone”, provenienti da altri ospedali, soprattutto da quello di Carate.

3) Lunedì 12 Settembre dalle ore 8 alle ore 12 testimonianza e a Pregare davanti all’Ingresso dell’Ospedale Nuovo San Gerardo a Monza, in Via Pergolesi 33, con la presenza di Padre Ermanno, un Missionario Salesiano da poco tornato dall’ Etiopia.

Ma perché la preghiera davanti a Rebibbia?

Presso la Casa Circondariale di Rebibbia  in quei  giorni si terrà il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale nonviolento: “ma non violento de che?” I Radicali hanno sì, un’Associazione che si chiama: “Nessuno tocchi Caino”, ma poi vogliono che si uccida Abele con l’aborto e l’eutanasia; dov’è la loro coerenza? Avrebbero il coraggio di definirsi non violenti davanti ai 6.000.000 di bambini abortiti grazie a loro, a norma di legge dal 1978, o alla povera Eluana Englaro che, sempre per merito loro è stata lasciata morire di fame, di sete e di paura?

Tutto questo male è stato perpetrato a spese dei contribuenti, con la complicità dei media e  dello Stato che invece di difendere la vita dei suoi cittadini dal concepimento al suo termine naturale, continua ad emanare leggi contro la Vita stessa e contro la famiglia naturale.

“Mi ha poi inorridito – ci scrive Celsi – il fatto che i radicali si paragonano arbitrariamente a Gandhi, lui sì, emblema della non violenza”.

Ebbene,  saremo lì, davanti a Rebibbia, a testimoniare e a pregare con il Santo Rosario per la conversione dei Radicali,  saremo lì per dire NO alla cultura Radicale di Morte, quindi:

No al testamento biologico, NO alla legalizzazione della droga, NO ai matrimoni omosessuali, NO all’ideologia gender, NO alla pedofilia

Precisamente stazioneremo in via Bartolo Longo angolo via Majetti: fuori da Rebibbia saremo il Popolo della Vita che si contrapporrà al popolo delle tenebre e della morte! “A noi la battaglia, a Dio la Vittoria”.

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