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Home Page > Famiglia e Economia > Parla Rinaldi, neo-europarlamentare leghista firmatario del nostro manifesto: «Cosa voglio fare»
Rinaldi

Piuttosto che pensare a salvare le banche, l’Europa dovrebbe adoperarsi per salvare le famiglie, in particolare le più bisognose, quelle povere o con figli disabili o disoccupati. A ribadirlo è Antonio Maria Rinaldi, l’economista neoeletto europarlamentare nelle file della Lega. A Pro Vita & Famiglia, Rinaldi ha illustrato in sintesi i punti di quello che sarà il suo impegno a Strasburgo nei prossimi cinque anni.

Molti hanno criticato la sua partecipazione al Congresso Mondiale delle Famiglie. Le ha dato soddisfazione il fatto di essere stato a Verona e poi di essere stato eletto all’Europarlamento?

«Soprattutto mi ha dato enorme soddisfazione il fatto che chi mi ha criticato ha perso. Evidentemente era completamente disconnesso dalla realtà. Nel loro Dna, nella loro cultura, gli italiani hanno l’attaccamento alla famiglia e la considerano il vero centro della società. Il fatto di avermi criticato solo per aver partecipato al Congresso di Verona, evidentemente mi ha fatto guadagnare molte più simpatie rispetto a chi, invece, mi ha denigrato. Probabilmente chi denigra ha la possibilità di poterlo esternare nei media, invece la stragrande maggioranza silenziosa degli italiani la pensa in maniera diversa».

Adesso avrà la possibilità di mettere in atto la proposta “salva-famiglia” contenuta anche nel Manifesto per le Europee…

La voce del buon senso «In occasione del Congresso, nel mio breve intervento, ho fatto una considerazione logica: dove va questa Europa, così sensibile ai problemi e alle istanze del mondo finanziario e bancario, al punto da non lesinare mai la disponibilità a creare, ad esempio, dei fondi per la loro salvaguardia, mentre, al contrario, è sempre rimasta insensibile nei confronti delle famiglie, che sono realmente il mattone fondamentale della società? Sarebbe quindi opportuno creare anche dei fondi per andare incontro alle famiglie che hanno particolari esigenze, problemi di lavoro, con figli disabili, con giovani che non riescono a trovare lavoro. Sono questi i veri temi che interessano i cittadini e credo che il concetto di Europa, all’inizio, sia stato proprio quello: dare aiuto per far crescere tutti quanti e non lasciare nessuno indietro. Nelle mie piccolissime possibilità, porterò avanti con forza questo principio: aiutare le famiglie più bisognose. È anche una sorta di “impegno morale” che prendo nei confronti delle centinaia di milioni di famiglie che ancora credono in questa istituzione e che è giusto aiutare nella difficoltà. Il sistema economico è in difficoltà, non per colpa degli individui ma per colpa di queste élites finanziarie che hanno creato il caos, quindi è giusto che si ponga rimedio anche nei loro confronti».

La sua proposta salva-famiglia in che cosa consiste?

«La mia idea “embrionale” è nella possibilità di dare dei contributi, ad esempio, nei confronti delle persone che hanno perso il lavoro o dei giovani, per quanto riguarda l’accesso allo studio e per migliorare la propria posizione di conoscenza. Dovrebbe esserci la possibilità di aiutare le famiglie numerose o che hanno persone con disabilità a carico, a cui lo Stato non dedica le attenzioni che dovrebbe. Di un fondo per aiutare le famiglie, credo che ce ne sia veramente tanto bisogno. Credo sarà un’occasione di confronto con le associazioni, per verificare quale siano le effettive priorità di aiuto e di sostegno alle famiglie».

Marta Moriconi

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