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Home Page > Famiglia e Economia > Ass. Family Day: «Bene il Procuratore Generale della Cassazione su utero in affitto»
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COMUNICATO STAMPA

 Cassazione, bimbi con due papà. Pro Vita e Generazione Famiglia:
«Bene PG: utero in affitto contrario a ordine pubblico»

 

Roma, 06 novembre 2018

«Esprimiamo la nostra soddisfazione per la posizione del Procuratore Generale rispetto alla sua chiara condanna della pratica dell’utero in affitto finalmente indicato come “contrario all’ordine pubblico”»: questo dichiarano Pro Vita, Generazione Famiglia e CitizenGo Italia in una nota congiunta, appoggiando la richiesta del PG della Cassazione circa l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Trento che aveva detto sì alla trascrizione del nome del sedicente secondo padre sull’atto di nascita di due bambini nati in Canada con la tecnica della “gestazione per altri”.

«L’auspicio è che la Corte accolga la disposizione del PG. Inoltre», ha proseguito Toni Brandi, presidente di Pro Vita, «il fatto è rilevante essendoci altri conflitti aperti in ulteriori Comuni. Le Sezioni Unite accogliendo i ricorsi del PG di Trento, del sindaco della stessa città e del ministro dell’Interno Matteo Salvini, detterebbero la linea da seguire: la trascrizione non è ammissibile. I primi cittadini smettano di compiere altri atti illegittimi».

Il presidente di Generazione Famiglia, Jacopo Coghe, risponde invece alla rete Lenford, che paventa il rischio di uno stato etico: «Si tratta di difendere il diritto dei bambini ad avere il papà e la mamma e a non essere comprati al mercato degli uteri, non è più un fatto privato dunque, ma riguarda la comunità e i diritti fondamentali dell’uomo».

Filippo Savarese, che guida CitizenGo Italia, si dice «certo che questa impostazione è anche merito di tutto ciò che le associazioni pro family stanno facendo per sensibilizzare l’Italia, tra cui la recente campagna di manifesti di Pro Vita e Generazione Famiglia contro l’utero in affitto».

Ufficio Stampa di Pro Vita Onlus e Generazione Famiglia

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Rassegna Stampa

Tra i media che ne hanno parlato, Avvenire, In Terris, AgenParl, Generazione Famiglia, Il Giornale di Como

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2 Commenti, RSS

  • Paolo Fresia

    dice su:
    08/11/2018 alle 17:57

    Mi rammarico molto che non capiate che per un bambino o bambina, avere due genitori riconosciuti e legalizzati e’ sempre meglio di uno, per la tutela del minore. Non credete che con questa battaglia potrete eliminare i gay, le madri che vogliono fare le surrogate, e le famiglie arcobaleno. Esisteranno sempre, ma solo all’ombra della legge, con meno tutele e protezioni. A che fine?

    • Redazione

      dice su:
      09/11/2018 alle 07:19

      Noi ci rammarichiamo molto che lei non capisca che:
      – “per un bambino o bambina, avere due genitori riconosciuti e legalizzati” non vuol dire niente: ai bambini servono una mamma e un papà
      Chiamasi mamma colei che ha tenuto in grembo la creatura per 9 mesi e l’ha partorita.
      Chiamasi papà colui che ha depositato nel grembo della mamma il suo seme, in un contesto – si spera – d’amore oblativo, o almeno di affetto sincero.
      Eventuali venditori o datori di sperma e di ovuli non sono né padri né madri, anche se hanno del dna in comune col bambino. Men che meno gli eventuali acquirenti del bambino stesso possono essere chiamati padre o madre.
      – Con questa battaglia non vogliamo eliminare nessuno, ma vogliamo far valere i diritti dei bambini a una mamma e a un papà
      – Gli schiavisti, i venditori di bambini, i ladri, i furfanti sono sempre esistiti e sempre esisteranno, certo. Per questo quando vengono beccati, vanno puniti e basta.
      La famiglia è solo e solamente l’unione di due persone atta a generare la prole. Le coppie omosessuali che vivono con bambini non sono una famiglia. Sono una “comunità”, una formazione sociale. Chi vuole può continuare a chiamarle “famiglie”, ma il dato di fatto reale non cambia: non c’è alcuna capacità generativa tra due persone dello stesso sesso. C’è cpacità di amare? Forse. Ma chi dice di amare i bambini e nega loro alla radice un padre o una madre non ha capito il significato base dell’amore che è “volere il bene” dell’altro.

      E le dirò di più: la comunità LGBT non si rende conto che è usata e strumentalizzata dall’opulenta industria della fertilità (che fa milioni nella tratta e nella manipolazione degli esseri umani): se fossero le coppie etero a premere per la legalizzazione dell’utero in affitto, non se li filerebbe nessuno.
      Mandare avanti i gay – “poveri perseguitati dall’omofobia dilagante” – invece paga… e Lorsignori prevedono incassi favolosi.

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