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Home Page > Aborto > Proteggere la vita è un compito da veri uomini
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La nostra società ha un concetto alterato della virilità, ritiene che essa risieda nell’ostentazione di chissà quali doti fisiche o in una più spiccata capacità di far soldi o di risultare “tipi intraprendenti”, cosa in cui, purtroppo, molte donne ripongono le loro uniche speranze.

Ma gli standard più alti della virilità sono ben superiori a queste misere aspirazioni!

Un articolo di National Right to Life News, attraverso un’accurata riflessione, mostra come il ruolo dell’uomo nella società sia principalmente quello di proteggere la vita, anzitutto quella dei più deboli, tanto più se figli.

I decenni in cui viviamo vedono la figura dell’uomo, devirilizzato dal non avere voce in capitolo nella scelta femminile di togliere la vita al figlio di entrambi (discriminazione di genere), come quella di un giocatore ormai “in panchina”, che non scende più in campo, nè è più attivo nella vita della famiglia e della società.

La legalizzazione dell’aborto, infatti, fornisce fornisce una sorta di via di fuga per gli uomini che non sono disposti ad accettare la responsabilità di prendersi cura della vita che hanno contribuito a creare, e dà un aiutino a chi, non desiderando quella gravidanza, usa questa legge per minacciare le donne, convincendole a togliere la vita al loro figlio.

E in tutto ciò bisogna considerare anche che le lobby abortiste condannano come “guerra alle donne” ogni voce maschile dissenziente rispetto all’aborto, mostrando così un’immagine immensamente distorta degli uomini pro vita.

Ma, come sostiene giustamente l’articolo, «Indipendentemente da quale parte specifica un uomo giochi nella decisione di abortire, non sarà risparmiato dal possibile trauma dei suoi effetti collaterali».

Infatti, i traumi post aborto (che colpiscono le donne fino, in alcuni casi, a provocarne la morte) colpiscono anche gli uomini… e gravemente!

Riflettiamo meglio sul ruolo degli uomini nella società e, invece di vedere in tanti “Ken” il prototipo della perfezione maschile, riconosciamola piuttosto in chi si spende notte e giorno per la difesa della vita e per il bene della famiglia.

A chi fosse interessato a conoscere una storia che spiega bene i traumi post-aborto dei papà e la loro unica e molto sofferta via d’uscita, consiglio di leggere questo articolo.

Luca Scalise

 

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Un Commento, RSS

  • Franco Sapone

    dice su:
    22/11/2017 alle 20:01

    Nella prossima futura normativa sulla possibilità di abortire dovrebbe essere previsto questo: se la donna non è sposata con l uomo che l ha messa incinta, dovrebbe aver diritto , se vuole portare avanti la gravidanza, di ottenere una sorta di sostegno economico alimentare da lui o dalla di lui famiglia, se lui non ha reddito, ma la di lui famiglia. Inoltre prevedere che il padre sia consultato e se contrario all aborto adotti il bimbo

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