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Home Page > Famiglia e Economia > Quanto costano i figli: Fratelli d’Italia propone una soluzione
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Quanto costano i figli in Italia?

Quando ha due anni, per lui spendi più di 830 euro al mese. A nove sfiori i mille euro, a 15 li superi. E arrivato alla maggiore età, serve ben più di uno stipendio base per mantenerlo. I conti li ha fatti in esclusiva per Libero Marino Maglietta, dell’associazione Crescere Insieme“, scrive il quotidiano. L’associazione Famiglie Numerose ha calcolato una media di 8.307 euro all’anno per ogni figlio, per Federconsumatori, dalla nascita ai 18 anni un figlio “costerebbe” 170.000 euro. Riportando una lunga serie di voci che rendono disastroso il bilancio familiare, per gli alti costi di asilo, educazione dei figli e altri servizi (con pochissimi aiuti e agevolazioni per la famiglia, aggiungiamo noi), Libero ricorda che in Italia “le nascite registrano la nona consecutiva diminuzione dal 2008, anno in cui furono 577.000”.

Ogni anno, è stato calcolato, scompare una città come Padova, circa 240.000 abitanti.

A tal proposito ci ha colpito il piano di sostegno alla famiglia e alla natalità (pare sia il più imponente della storia d’Italia) proposto da Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, presenta le ambizioni del suo partito per invertire una tendenza demografica in discesa impressionante.

Intervistata da In Terris, l’ex ministro della Gioventù ha detto: « Il crollo della natalità è la più grave emergenza nazionale che l’Italia si trova ad affrontare. …. Le nostre proposte sono molto concrete: asili nido gratuiti per tutti e aperti fino all’orario di chiusura dei negozi e anche d’estate; istituzione del ‘reddito bimbo’, ovvero un sostegno diretto di 400euro mensili per i primi sei anni di vita di ogni bambino; introduzione del quoziente familiare in ambito fiscale; deducibilità del costo del lavoro domestico; congedo parentale coperto all’80% fino ai sei anni di età del bambino; incentivi alle aziende che assumono donne in età fertile; progressiva eliminazione dell’Iva sui prodotti dell’infanzia.

Il piano costa circa 15 miliardi di euro e abbiamo già trovato le coperture: rimodulazione degli assegni familiari, un buon utilizzo dei fondi europei, la riduzione dei costi dell’accoglienza, lo sblocco del limite per l’uso del contante, il riordino delle partecipate, la web tax e il recupero dell’evasione dei grandi gruppi».

Ma il costo di un figlio, purtroppo oggi può essere inteso nel senso di quale sia il prezzo di un bambino al mercato dell’utero in affitto.

Su questo la Meloni è stata netta: «Per la sinistra è una realtà da accettare che esistano donne che vendono i loro figli e coppie che li comprano strappandoli dal grembo materno. Per noi invece l’utero in affitto è una barbarie che deve diventare reato universale. 

Fratelli d’Italia ha già depositato in questa legislatura una proposta di legge che prevede di introdurre la punibilità del reato anche se commesso all’estero, applicando le stesse pene già previste dalla legge 40 per chi viola sul nostro territorio nazionale il divieto di ricorrere a questa pratica».

E poiché il tema della natalità è strettamente legato a quello del lavoro, Cenci ha chiesto alla Meloni anche la sua posizione sulla globalizzazione e la delocalizzazione: «L’Italia non teme la concorrenza sui mercati mondiali fin dai tempi delle Repubbliche marinare. Noi non siamo contro il libero mercato ma contro la globalizzazione incontrollata e senza regole, che indebolisce l’economia reale e rivede al ribasso i diritti dei lavoratori. Quando saremo al Governo intendiamo portare avanti una politica economica basata sulla difesa del lavoro, dell’industria e dell’agricoltura italiani dalla concorrenza sleale e dalle direttive europee che li penalizzano.
Noi vogliamo sostenere la produzione industriale e agricola riconoscibile come marchio Italia e chi non delocalizza all’estero. Vogliamo introdurre la flat tax ridotta solo per le imprese che producono nella nostra Nazione con la manodopera locale e la superdeduzione del costo del lavoro per le imprese ad alta densità di lavoro. In altre parole: più assumi in Italia, meno paghi di tasse».

Rinviamo al post di In Terris chi voglia sapere cosa abbia detto la Meloni a proposito dell’immigrazione. Ci sembra però molto interessante – anche se non strettamente legato ai temi bioetici che trattiamo, la sua risposta a proposito di Europa e sovranità nazionale: «Fratelli d’Italia vuole introdurre in Costituzione questa clausola di supremazia, già prevista nell’ordinamento tedesco, per sancire che le norme europee che ledono i nostri interessi nazionali non sono applicabili. Dobbiamo seguire l’esempio della Germania: nella Costituzione tedesca c’è una norma che impedisce di recepire le direttive Ue che vanno contro l’interesse nazionale.

Cambierebbe anche l’art. 75 della Costituzione, che vieta di svolgere un referendum popolare sui trattati internazionali,  introducendo una ‘riserva di sovranità’ che impedisca l’adesione a trattati che mettano in discussione la sovranità popolare».

Redazione


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