Attendere prego

Home Page > Famiglia e Economia > Risposta a Diaco, le adozioni al posto dell’utero in affitto? Perché no
diaco_utero_in_affitto

Pierluigi Diaco, il noto giornalista e opinionista, ha chiesto adozioni per le coppie gay e non l’utero in affitto, con tanto di appello al ministro della Famiglia Lorenzo Fontana.

Le parole sono importanti, e allora vediamole insieme.

«Pur non giudicando le coppie gay che ricorrono all’utero in affitto – ha detto Diaco – ammetto che questa strada non la percorrerei mai: offende la dignità delle donne. Urge, però, una legge che permetta alle coppie gay e ai single di addottare un bambino. Mi appello al Ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana».

Il messaggio lanciato dal suo profilo twitter fa del giornalista e conduttore, già unito civilmente al suo compagno, un caso vero e proprio, ma non il primo (già Platinette, per dirne una, aveva espresso la sua contrarietà sulla gestazione per altri). Se è vero che non sono tanti quelli che si espongono su questi temi, è vero anche che considerare la sola dignità della donna, accantonando quella del bambino, non può bastare.

La voce del buon senso Certo, chi ritiene che la pratica dell’utero in affitto una pratica dignitosa per la donna, non si rende conto di quel che dice nella migliore delle ipotesi ed la prima battaglia da fare. Questa considerazione della persona umana ci riporta indietro di millenni, se non fosse che la tecnica ha fatto la sua evoluzione e che nel passato certe cose non sarebbero mai state possibili, non essendo ancora state sperimentate.

Ma Diaco fa un’operazione mediatica astuta, e qui sta il tranello comunicativo.

Rivolgendo un appello pubblico al Ministro Fontana affinché metta mano alla legge sulle adozioni aprendo a single e coppie omosessuali, fa finta di proteggere le donne, sollecitando di procedere comunque a una rivoluzione antropologica altrettanto grave.

E la dignità del bambino, caro Diaco? E svincolare la natura dal fattore di carattere biologico che cosa comporterebbe? Attenzione, non è meno grave dal punto di vista della crescita, privare un bambino della mamma o di un papà. Quando è successo, in vari modi e per vari motivi, non si può certo dire di aver offerto il meglio per la totalità di quella persona in via di sviluppo. Sono situazioni da sempre ritenute gravi e da evitare.

Tutti noi abbiamo usufruito, del valore sociale, culturale, educativo di quella “differenza di genere” che c’era tra i nostri genitori, e sappiamo bene che l’equilibrio tra i sessi offre molto alla struttura neuro-biologica del bambino. Ma soprattutto, se quel bambino potesse parlare, come di fatto può parlare una donna offendendosi di essere considerata un utero in vendita, cosa direbbe caro Diaco? «Voglio la mamma», perché i bambini sono banali, non si arrogano diritti e non hanno pretese, ma hanno chiara la verità.

Marta Moriconi

Sostieni Pro Vita

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (4 votes, average: 3,75 out of 5)
Loading...

4 Commenti, RSS

  • Simone Sdondi

    dice su:
    18/10/2018 alle 11:13

    Premettendo che il diritto è quello del bimbo di avere dei genitori che se ne prendano cura e non delle coppie ad avere dei figli, personalmente preferirei vedere un bimbo affidato ad una coppia anche gay piuttosto che istituzionalizzato in una struttura. In Francia sono venuto a conoscenza che esiste una diatriba sul fatto che vengano assegnati alle coppie gay un maggior numero di minori con handicap rispetto alle coppie etero: non entro nel merito di questa situazione ma la espongo per dare un senso a ciò che affermavo sopra.

    • Redazione

      dice su:
      18/10/2018 alle 15:22

      Lei sa , vero, che gli “Istituti”, cioè gli orfanotrofi non esistono più da anni? Lei sa, vero, che la lista d’attesa dei coniugi etero che vogliono adottare è lunga chilometri?
      E lo sa perché è così difficile adottare? In parte per i disservizi e le lungaggini burocratiche; ma in parte anche perché l’adozione non è per tutti. I bambini adottabili sono bambini che hanno vissuto un qualche trauma e la coppia che si offre di ospitarli deve dar loro il massimo di garanzie, per evitare trauma su trauma: deve essere una coppia stabile (le coppie omo sono molto più volatili di quelle etero sposate), devono abìvere un equilibrio psicologico e affettivo tale che essi dimostrino di non volere il bambino per sé, ma di volere dare se stessi al bambino. Ciò significa innanzi tutto non “far finta di essere la vera mamma e il vero papà”, ma essere realisticamente genitori “adottivi”. E i bambini che hanno già subito il suddetto trauma, hanno bisogno più degli altri di un punto di riferimento maschile e femminile…

  • Simone Sdondi

    dice su:
    01/11/2018 alle 13:22

    Lo so, ne sono consapevole. Ma odio le generalizzazioni e mi viene in mente un caso ipotetico: perché non permettere l’adozione ad uno zio o zia single o in coppia omo del bimbo/i rimasto/i eventualmente orfano/i? Ci sarebbero già dei legami.
    Ripeto: l’adozione va vista in funzione dei bimbi, non di chi li vuole adottare, non scarterei a priori le coppie omosex. E’ vero, sembra che tante siano più instabili, ma non è così per tutte, basterebbe una seria valutazione, come d’altronde dovrebbe esserlo per le coppie etero.

    • Redazione

      dice su:
      02/11/2018 alle 18:31

      Proprio perché l’adozione deve essere nell’interesse dei minori (tant’è vero che anche le coppie etero vanno vagliate accuratamente), e soprattutto perché l’adozione riguarda bambini che hanno subito un qualche trauma grave, è necessario che essi possano essere inseriti in un ambiente “naturale” con una figura maschile e una femminile cui fare riferimento e rapportarsi.

      Posso andare a convivere con lo zio. Appunto: lo zio (il cugino, il nonno) che non è un padre e non sarà mai un padre. Possono vivere in comunità – case famiglia. Ma l’adozione deve avvenire – se avviene – in una famiglia vera, naturale. Questo è l’interesse del bambino.

      Se “va a vivere con” non è e non deve essere adozione.

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati