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Home Page > Aborto > Sconfiggere l’aborto e la crisi con le politiche pro famiglia
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Il nuovo Governo ha parecchio da fare e forse non ha bisogno di consigli. Ma noi vogliamo lo stesso mostrargli l’esempio ungherese: in Ungheria il sostegno crescente per la famiglia sta dando i suoi frutti nel tessuto sociale e il numero degli aborti e dei divorzi sta davvero calando.

Nel 2010 se ne registravano 40.449, oggi sono 28.500. Il numero dei divorzi da 23.873 è sceso a 18.600, mentre il numero dei matrimoni da 35.520 è salito a 50.600.

E, come ha ribadito Katalin Novàk, ministro ungherese per la famiglia, la gioventù e gli affari internazionali, la diminuzione degli aborti e dei divorzi e l’aumento dei matrimoni non solo producono una società più sana (sappiamo bene il disagio psico-fisico che producono aborto e divorzio nei soggetti coinvolti – pensiamo ai bambini figli di divorziati…), ma anche più ricca, perché l’incremento demografico sconfigge anche la crisi economica.

La  Novak ha inviato un messaggio di questo tenore a una conferenza  del 21 maggio scorso a Roma sul tema “La vita umana, la famiglia e lo splendore della verità: i doni di Dio“, tenutasi presso l’Accademia per la vita umana e la famiglia Giovanni Paolo II (JAHLF), dove si parlava dell’Humanae Vitae e della Veritatis Splendor nei loro, rispettivamente, 50° e 25° anniversario.

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Notizie ProVita nel giugno 2016 ha parlato con la Novak delle politiche pro famiglia ungheresi

Aiutare la famiglia vuol dire sostegno alla maternità, norme reali per la conciliazione lavoro-maternità,  agevolazioni fiscali –  sia per la casa, sia per incoraggiare le giovani coppie a sposarsi -, sussidi per le vacanze, campi scuola gratuiti per i bambini, libri di testo sovvenzionati… Ogni famiglia, in media,  ha visto così un aumento del 63,8% dal 2010 dei propri redditi netti.

Le statistiche sugli sviluppi demografici ed economici del Paese tra il 2010 e il 2017 indicano un aumento del numero di nati vivi e del tasso di fertilità generale.

L’Ungheria spende il 4,8% del suo PIL per il sostegno alla famiglia, laddove la media OCSE è del 2,55% (2011, fonte: database della famiglia dell’OCSE).

Ecco alcuni esempi delle politiche pro famiglia ungheresi.

A ogni nascita si attribuisce un bonus (dal 1 gennaio 2011 i genitori in attesa del loro primo figlio hanno diritto a un bonus dal 91° giorno di gravidanza). Il congedo parentale retribuito dura tre anni e si offre un’assistenza domiciliare per garantire che l’avere figli non escluda le persone dal mercato del lavoro. Nel solo 2017 circa 90.000 genitori hanno goduto di tali benefici.

Sono state diminuite le spese generali (costi di gas, elettricità, acqua, spazzacamino e raccolta rifiuti).

Un genitore con un figlio guadagna il 13% in più (26.000 HUF) in media rispetto a un adulto senza alcun minore.

A partire dal 1° gennaio 2016, ogni famiglia con tre o più figli, o che si impegna a avere tre figli, riceve un contributo una tantum di 32.260 euro per comprare casa e ha diritto a prestiti agevolati.

Un assegno fiscale per i neo sposini consente di ridurre la base imponibile su cui devono pagare le tasse, il tutto per due anni.

Un baby bonus di 137 euro depositato su un conto a tassi di rendimento agevolati,  intestato a ogni bambino, può essere incrementato dai risparmi dei genitori e dagli ulteriori contributi dello Stato e dopo 19 anni fornisce un tesoretto che i genitori e il ragazzo possono usare per gli studi o altre esigenze.

Il  programma “Elizabeth” è un programma che consente di andare in vacanza a chi non se lo può permettere con i suoi mezzi:  pensionati, famiglie numerose, persone con disabilità e bambini. Nel 2017 più di 100.000 bambini hanno beneficiato di campi di vacanza quasi senza costi.

Il governo ungherese ha esteso questi sussidi anche alle madri ungheresi che vivono fuori dai confini del Paese.

Le donne sono agevolate anche nella pensione di anzianità, perché lo Stato riconosce loro il maggior carico di lavoro e vuole altresì dare l’opportunità alle nonne di fornire un aiuto attivo ai propri figli, principalmente nel prendersi cura dei loro nipoti.

Redazione

Fonte LifeSiteNews

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