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Home Page > Famiglia e Economia > Scontro Svezia–Ungheria sulla famiglia
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Uno scontro senza pari e che non sembra placarsi quello tra i governi ungherese e svedese delle ultime settimane. Una breve cronistoria può aiutare a capire cosa c’è in gioco. Il governo ungherese gode di una ampia maggioranza e si prevede che alle prossime europee verrà confermata, il governo svedese è in carica grazie a una minoranza parlamentare che vede contro tutti i leaders della minoranza pronti a farlo capitolare dopo le europee. Forse per questa debolezza, il ministro dello sviluppo sociale svedese, alcuni giorni fa ha definito le politiche pro famiglia di Orban simili a quelle dei regimi degli ‘anni Trenta’, paragonando Orban al Furher e la sua maggioranza al partito nazional socialista del secolo scorso.

La voce del buon senso Orban e il suo governo, dopo l’immensa positiva risposta ricevuta per mezzo di una consultazione popolare sulle politiche famigliari, aveva annunciato ulteriori misure anche economiche a favore della maternità e delle famiglie ungheresi affermando di voler favorire «la nascita di bambini ungheresi». Il complesso delle misure del governo ungherese per le politiche famigliari si assesterà quest’anno al 2.5% del Pil e porterà l’Ungheria al primo posto tra i Paesi che spendono di più in questo campo. A queste misure guardano con attenzione la Bulgaria, che ha spedito la scorsa settimana il suo vice primo ministro a consulto con Katalin Novack, gli Usa hanno voluto un incontro di lavoro a Washington con la stessa Novack e i Conservatori Canadesi che vorrebbero introdurre misure simili dopo la possibile vittoria elettorale del prossimo inverno.

La Svezia invece, come accennato, ha bollato il modello di aiuti alle famiglie ungheresi come nazista. Ne è seguita una ridda di dichiarazioni e vari convocazioni di ambasciatori ma nessuna smentita da parte del governo di Stoccolma. La morale è presto detta: esiste una parte dell’Europa convinta che la crescita demografica e la famiglia siano non solo un retaggio del passato, ma soprattutto una vergogna propria del peggior regime totalitario europeo del secolo scorso. Così favorire la nascita di cittadini autoctoni si trasforma nel peggior razzismo violento e aiutare le famiglie e la loro stabilità equivale a minare la coesione sociale. Ovviamente Orban e il suo governo vanno per la loro strada e sanno che la loro sfida difficile e lunga sarà far crescere il tasso di natalità e di coesione famigliare nel Paese nel prossimo decennio, dopo la tragedia comunista e post comunista. Tuttavia, le accuse svedesi mostrano una incompatibilità di fondo che scava enormi  e nuove trincee in Europa tra coloro che partono dall’evidenza dell’umana natura e quelli che seguono il furore ideologico per i quali bambini, genitori e famiglie sono il nemico ‘nazista’ da eliminare. Povera Europa.

Luca Volontè

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