Attendere prego

Home Page > Campagne > Trento, insegnante lesbica – Comunicato stampa di Giuristi per la Vita, ProVita, Nuovi Orizzonti e MEVD
Sacro_Cuore_Trento_insegnante_lesbica_Scalfarotto_transgender_gender

In seguito alla ormai nota vicenda della scuola Sacro Cuore di Trento e della docente che, scaduto il suo contratto, ha cercato di indirizzare l’attenzione sullo spettro dell’omofobia, anche noi di ProVita assieme ai Giuristi per la Vita, Nuovi Orizzonti ed il MEVD, intendiamo esprimere la nostra opinione, al di là di ogni possibile interpretazione strumentale di quanto accaduto.

___

COMUNICATO STAMPA

I Giuristi per la Vita, l’associazione ProVita Onlus, Nuovi Orizzonti ed il MEVD – Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana, esprimono la propria posizione a riguardo dell’incresciosa  vicenda che ha coinvolto l’Istituto Sacro Cuore di Trento.

Com’è noto, infatti, una virulenta campagna mediatica diffamatoria – ormai giunta a livello nazionale – ha insinuato che i responsabili della scuola paritaria trentina avessero licenziato una giovane insegnante a causa del suo orientamento sessuale.

La FLC CGIL di Trento ha parlato di «ennesimo episodio di discriminazione e di violazione della dignità delle persone in Istituti paritari che colpisce tutto il mondo della scuola», chiedendo la «revoca del licenziamento e il ripristino dei diritti civili e sociali», e minacciando non solo «iniziative legali» ma anche «la richiesta di revocare i finanziamenti pubblici». Il Ministro dell’Istruzione in un comunicato ufficiale diramato il 20 luglio scorso ha dichiarato che interverrà sulla vicenda dell’Istituto del Sacro Cuore di Trento «con la dovuta severità».

I “Comitati per l’altra Europa con Tsipras” hanno formalmente chiesto al presidente della Provincia, Ugo Rossi, che ha delega all’istruzione, «un intervento di pubbliche scuse alla docente discriminata», e insieme al partito “Sinistra Ecologia e Libertà”, hanno colto l’occasione per invocare un’accelerazione dell’iter parlamentare del disegno di legge Scalfarotto contro l’omofobia, e l’introduzione della propaganda gender nelle scuole. Tutto ciò, mentre le associazioni omosessualiste Arcilesbica, Agedo, Equality Italia e Famiglie Arcobaleno continuano un intollerabile e vergognoso linciaggio morale nei confronti del responsabile dell’istituto, Madre Eugenia Libratore.

L’inutile polemica si potrebbe tranquillamente chiudere precisando che nel caso in questione non si è trattato di alcun licenziamento, in quanto il contratto a tempo determinato con l’insegnante è cessato in data 30 giugno 2014, contratto nel quale, peraltro, la stessa docente aveva dichiarato di «essere consapevole dell’indirizzo educativo e del carattere cattolico dell’istituzione e di collaborare alla realizzazione di detto indirizzo educativo».

Peraltro, quand’anche si fosse trattato di licenziamento, il comportamento tenuto dall’Istituto  deve comunque considerarsi pienamente legittimo, laddove si consideri il principio sancito dalla Corte Costituzionale con la sentenza 29 dicembre 1972, n. 195, e ribadito nel 2011 da una pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, secondo cui una struttura scolastica paritaria ha diritto di «scegliere i propri docenti in base a una valutazione della loro personalità», e di «recedere dal rapporto di lavoro ove gli indirizzi religiosi o ideologici del docente siano divenuti contrastanti con quelli che caratterizzano la scuola».

Si ha l’impressione, in realtà, che questo caso sia stato artatamente montato con il solo ed unico fine di consentire al Sottosegretario on. Ivan Scalfarotto il rilascio al quotidiano “L’Adige” della seguente dichiarazione: «in presenza di una legge, la direttrice della scuola avrebbe forse avuto maggiore contezza della gravità del suo comportamento». A buon intenditor poche parole!

I Giuristi per la Vita, ProVita Onlus, Nuovi Orizzonti ed il MEVD colgono l’occasione per evidenziare:

a)      il principio sancito dall’art. 26, terzo comma, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il quale testualmente prevede che «i genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli»;

b)      l’evidente strumentalità della risibile richiesta avanzata dal segretario generale della FLC CGIL, Mimmo Pantaleo, di revoca del contributo pubblico erogato dalla Provincia di Trento all’Istituto Sacro Cuore, in quanto tale contributo, essenziale per la stessa sopravvivenza dell’Istituto, non può far venir meno i summenzionati principi di autonomia, né determinare un’indebita ingerenza della pubblica amministrazione nella gestione della scuola, o un’imposizione di scelte incompatibili con l’ispirazione religiosa che connota l’Istituto medesimo.

I Giuristi per la Vita, ProVita Onlus, Nuovi Orizzonti ed il MEVD esprimono la propria sincera e piena solidarietà a Madre Eugenia Libratore e a tutto l’Istituto Sacro Cuore di Trento, auspicando che il Ministro Giannini sappia valutare questo caso in modo imparziale, senza lasciarsi trasportare da indebite pressioni ideologiche, e chiedono al Presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, di denunciare senza indugi i metodi intimidatori, diffamatori, e intolleranti di tutti coloro che tentano operazioni di bassa speculazione demagogica, travisando i fatti di questa vicenda in maniera vergognosamente strumentale.

 

GIURISTI PER LA VITA

Il Presidente

(avv. Gianfranco Amato)

PROVITA ONLUS

Il Presidente

(Antonio Brandi)

NUOVI ORIZZONTI

Il Referente

(Silvia Piasentini)

MEVD

Il Referente

(Maria Alessandra Scolaro)

Scarica il comunicato in versione pdf.

Rassegna stampa:

La Voce del Trentino

Il Secolo Trentino

Biblioteca Neval

 

Blu Dental

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...
Sostieni Pro Vita

9 Commenti, RSS

  • MarcoX

    dice su:
    22/07/2014 alle 15:29

    Di fronte ad una così grande strumentalizzazione ideologica e una violenza intimidatoria ormai esplicita mi auguro che la regione Trentino-Alto Adige, le province Trento e Bolzano e tutti i comuni della regione si attivino per promuovere ed approvare quanto prima delle delibere/leggi volte alla tutela della famiglia come espressamente e inequivocabilmente definita dalla Costituzione italiana (art. 29), sulla scia di quanto già fatto dalla regione Lombardia.

  • Elena Giuffrida

    dice su:
    22/07/2014 alle 17:50

    Questa la lettera di protesta che ho spedito ad Orfeo e Gubitosi, nonchè per conoscenza anche a voi, al Giornale, al Corriere, al presidente Ugo Rossi della provincia di Trento:
    Caro Direttore nel servizio trasmesso oggi dal tg1 delle 13.30 circa i fatti noti che hanno coinvolto la scuola Sacro Cuore di Trento e una sua ex insegnante mi duole constatare che la Rai è venuta meno alla sua missione di servizio pubblico.
    Si è cercato di strumentalizzare un libero e doveroso atto di responsabilità esercitato dalla dirigente scolastica parlando di un licenziamento inesistente dovuto a intenti discriminatori.
    Cosa del tutto falsa e volutamente montata da chi mira a compromettere la libertà di opinione e di insegnamento, violando il diritto dovere della famiglia a essere la prima responsabile dell’educazione dei figli.
    Sono certo che non le sfugga la gravità dell’accaduto e perciò provvederà agli approfondimenti del caso.

    Per un ulteriore approfondimento Le copio la nota prodotta daGiuristi per la Vita, l’associazione ProVita Onlus, Nuovi Orizzonti ed il MEVD – Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana in merito ai fatti accaduti.
    COMUNICATO STAMPA
    I Giuristi per la Vita, l’associazione ProVita Onlus, Nuovi Orizzonti ed il MEVD – Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana, esprimono la propria posizione a riguardo dell’incresciosa vicenda che ha coinvolto l’Istituto Sacro Cuore di Trento.
    Com’è noto, infatti, una virulenta campagna mediatica diffamatoria – ormai giunta a livello nazionale – ha insinuato che i responsabili della scuola paritaria trentina avessero licenziato una giovane insegnante a causa del suo orientamento sessuale.
    La FLC CGIL di Trento ha parlato di «ennesimo episodio di discriminazione e di violazione della dignità delle persone in Istituti paritari che colpisce tutto il mondo della scuola», chiedendo la «revoca del licenziamento e il ripristino dei diritti civili e sociali», e minacciando non solo «iniziative legali» ma anche «la richiesta di revocare i finanziamenti pubblici». Il Ministro dell’Istruzione in un comunicato ufficiale diramato il 20 luglio scorso ha dichiarato che interverrà sulla vicenda dell’Istituto del Sacro Cuore di Trento «con la dovuta severità».
    I “Comitati per l’altra Europa con Tsipras” hanno formalmente chiesto al presidente della Provincia, Ugo Rossi, che ha delega all’istruzione, «un intervento di pubbliche scuse alla docente discriminata», e insieme al partito “Sinistra Ecologia e Libertà”, hanno colto l’occasione per invocare un’accelerazione dell’iter parlamentare del disegno di legge Scalfarotto contro l’omofobia, e l’introduzione della propaganda gender nelle scuole. Tutto ciò, mentre le associazioni omosessualiste Arcilesbica, Agedo, Equality Italia e Famiglie Arcobaleno continuano un intollerabile e vergognoso linciaggio morale nei confronti del responsabile dell’istituto, Madre Eugenia Libratore.
    L’inutile polemica si potrebbe tranquillamente chiudere precisando che nel caso in questione non si è trattato di alcun licenziamento, in quanto il contratto a tempo determinato con l’insegnante è cessato in data 30 giugno 2014, contratto nel quale, peraltro, la stessa docente aveva dichiarato di «essere consapevole dell’indirizzo educativo e del carattere cattolico dell’istituzione e di collaborare alla realizzazione di detto indirizzo educativo».
    Peraltro, quand’anche si fosse trattato di licenziamento, il comportamento tenuto dall’Istituto deve comunque considerarsi pienamente legittimo, laddove si consideri il principio sancito dalla Corte Costituzionale con la sentenza 29 dicembre 1972, n. 195, e ribadito nel 2011 da una pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, secondo cui una struttura scolastica paritaria ha diritto di «scegliere i propri docenti in base a una valutazione della loro personalità», e di «recedere dal rapporto di lavoro ove gli indirizzi religiosi o ideologici del docente siano divenuti contrastanti con quelli che caratterizzano la scuola».
    Si ha l’impressione, in realtà, che questo caso sia stato artatamente montato con il solo ed unico fine di consentire al Sottosegretario on. Ivan Scalfarotto il rilascio al quotidiano “L’Adige” della seguente dichiarazione: «in presenza di una legge, la direttrice della scuola avrebbe forse avuto maggiore contezza della gravità del suo comportamento». A buon intenditor poche parole!
    I Giuristi per la Vita, ProVita Onlus, Nuovi Orizzonti ed il MEVD colgono l’occasione per evidenziare:
    a) il principio sancito dall’art. 26, terzo comma, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il quale testualmente prevede che «i genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli»;
    b) l’evidente strumentalità della risibile richiesta avanzata dal segretario generale della FLC CGIL, Mimmo Pantaleo, di revoca del contributo pubblico erogato dalla Provincia di Trento all’Istituto Sacro Cuore, in quanto tale contributo, essenziale per la stessa sopravvivenza dell’Istituto, non può far venir meno i summenzionati principi di autonomia, né determinare un’indebita ingerenza della pubblica amministrazione nella gestione della scuola, o un’imposizione di scelte incompatibili con l’ispirazione religiosa che connota l’Istituto medesimo.
    I Giuristi per la Vita, ProVita Onlus, Nuovi Orizzonti ed il MEVD esprimono la propria sincera e piena solidarietà a Madre Eugenia Libratore e a tutto l’Istituto Sacro Cuore di Trento, auspicando che il Ministro Giannini sappia valutare questo caso in modo imparziale, senza lasciarsi trasportare da indebite pressioni ideologiche, e chiedono al Presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, di denunciare senza indugi i metodi intimidatori, diffamatori, e intolleranti di tutti coloro che tentano operazioni di bassa speculazione demagogica, travisando i fatti di questa vicenda in maniera vergognosamente strumentale.
    e questo link (https://www.notizieprovita.it/…/trento-insegnante…/)

    • Redazione Prolife

      dice su:
      23/07/2014 alle 10:53

      Grazie mille. Dobbiamo impegnarci tutti nel cercare di fare fronte unico contro queste strumentalizzazioni: sappiamo benissimo a cosa intendono portare

  • Giuseppe Poletti

    dice su:
    22/07/2014 alle 21:53

    «i genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli”;

  • esther espinoza

    dice su:
    02/09/2015 alle 00:23

    Battere dove duole il dente dove il nervo é scoperto: gli omosessuali sono malati, una volta erano messi in manicomio come gli alcoolisti; grazie al Cielo non lo sono più; gli alcoolisti si curano gli omosessuali no; ammettere di essere ammalato é necessario per iniziare un trattamento di guarigione.
    29 associzazioni di ammalati di eterofobia hanno redatto il piano contro la suddetta omofobia che, naturalmente prevarica contro le famiglie naturali. Vadano a vivere nei paesi omofili e vedranno che continueranno a non accetarsi e finiranno come gli autoctono là, per suicidarsi, perché la sfasatura della loro personalità é insopportabile. Il nemico loro non é il mondo fuori ma quello dentro loro stessi. Internet é pieno di testimonianza di casi di guarigione; nulla é impossibile se si vuole vivere.
    Intanto i sani devono seguire la masima benedettina: Ora et labora, anche quando piovano su di essi le pietre perché la lotta non é solo per gli etero ma anche per gli ammalatti eterofobici.

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati