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Home Page > Famiglia e Economia > Utero in affitto, parla l’economista Sapelli: «È manifestazione deleteria “dell’infausto liberismo dei diritti”»
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L’economista e storico Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica presso l’Università degli Studi di Milano e docente di Economia politica, interviene sulla questione dell’utero in affitto a seguito della campagna choc organizzata dalle Associazioni promotrici del Family Day, Pro Vita e Generazione Famiglia attraverso l’affissione di manifesti choc. La denuncia è rivolta soprattutto a quei sindaci che hanno trascritto in modo illegale gli atti di nascita di bambini con genitori dello stesso sesso.

Professore, anche per lei (come per Alain De Benoist e altri intellettuali francesi tra l’altro atei) con l’utero in affitto ci troviamo di fronte alla degenerazione del liberismo che è diventato una sorta di giungla dove imperversa la legge del più forte, si inseguono i desideri individualisti e non si sanno più riconoscere i diritti?

«Non serve essere intellettuali francesi per trovarsi d’accordo con questa affermazione. Esiste purtroppo un liberismo dei diritti che ha ormai da tempo oltrepassato quella che Benedetto XVI chiamava la ragione naturale. Questa questione dell’utero in affitto mi sembra una chiara ed evidente manifestazione deleteria di quello che io chiamo “l’infausto liberismo dei diritti”. Senza essere necessariamente dei bigotti, ritengo che se si potesse fare a meno di certe cose, l’umanità ne trarrebbe grande beneficio».

Peraltro, l’utero in affitto possono permetterselo soltanto le persone molto ricche visto che costa circa ventimila euro in America. Da economista come giudica questo aspetto?

«Guardi, il fatto che sia una pratica per i soli ricchi non mi rassicura affatto perché credo che, andando avanti di questo passo, il rischio concreto sia quello di arrivare, prima o dopo, ad un cambio di welfare. Intendo dire che, se facciamo passare il concetto che affittare un utero da parte di una coppia gay è legittimo, a lungo andare si finirà magari con il concedere pure degli aiuti di Stato per far sì che tutti possano farvi ricorso, ricchi e meno ricchi senza distinzioni. Visto come va il mondo non mi sentirei affatto di escludere questa possibilità. Noi economisti purtroppo non finiamo mai di vedere il peggio».

A Roma il sindaco Raggi sembra decisa a far rimuovere i manifesti di Pro Vita e Generazione Famiglia perché a suo giudizio offenderebbero i bambini. Ma questi non si offendono in primo luogo proprio incentivando questa compravendita di figli?

«Ognuno è libero di esprimere le proprie idee come meglio crede e la libertà di espressione dovrebbe essere sempre garantita finché ovviamente rispetta la legalità. Io personalmente seguo altri metodi, ma non per questo mi sento di condannare l’iniziativa. Anche perché oggi viviamo nella società delle immagini e mi rendo perfettamente conto che se si vogliono raggiungere certi obiettivi non si può troppo prescindere dal contesto».

Quali sono le sue armi di persuasione, per esempio?

«Sono un vecchio professore che crede ancora nella forza della parola e degli scritti, oltre che in quella della preghiera. Chi come me è cattolico e crede nel Signore, non può non affidarsi a Lui per chiedere che ci liberi da questo futuro. La preghiera ha ancora una grande forza che nessuno può rimuovere».

Americo Mascarucci

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10 Commenti, RSS

  • Nicola par

    dice su:
    17/10/2018 alle 19:16

    “” se facciamo passare il concetto che affittare un utero da parte di una coppia gay è legittimo,….” Giulio Sapelli.. Lo sai che ci sono coppie etero che ne fanno ricorso o non te l’hanno detto?

    • Redazione

      dice su:
      18/10/2018 alle 06:38

      I problemi sono due:
      1 – l’utero in affitto, in generale, che è una barbarie senza se e senza ma a prescindere da quelli che lo praticano (in numeri assoluti sono molti di più gli etero, ma in numeri percentuali sono molti di più i gay, perché il 99% degli etero i figli li possono fare facendo l’amore). E abbiamo sempre condannato l’orrenda pratica senza se e senza ma
      2 – Il problema della “omogenitorialità”: non solo attraverso l’utero in affitto, ma anche attraverso l’adozione, nel maggior interesse del bambino bisogna che questi venga allevato da un padre e una madre. Ha bisogno di relazionarsi con un maschio e una femmina. Le neuroscienze sono univoche a tale riguardo.

      Infine la violenza.
      Anche qui in numeri assoluti, sono molti (troppi) i casi di violenza nelle famiglie naturali (ma se si guardano i dati si tratta prevalentemente di famiglie allargate, divorziate, convivenze poco stabili ecc: famiglie “ferite” o “famiglie di fatto”).
      In termini percentuali, le violenze all’interno delle pseudo-famiglie LGBT sono molto più elevate. Lo ammette la stessa letteratura gay (Men who beat the men who love them: l’ha letto? David Island e Patrick Letellier, due attivisti gay, dicono che il 99,7% dei casi di violenza su omosessuali è stata commessa da altri omosessuali: le lesbiche subiscono 44 volte di più delle donne sposate, i gay 300 volte di più.)

      Per approfondire: https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/donne-che-fanno-violenza-alle-altre-donne/
      https://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/non-basterebbe-lamore-se-fosse-amore-2/
      https://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/non-basterebbe-lamore-se-fosse-amore/
      https://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/famiglia-omoparentale-ai-bambini-servono-mamma-e-papa/

      • Simone Sdondi

        dice su:
        18/10/2018 alle 11:04

        Sarà solo la mia opinione personale ma sulla GPA il polverone si è alzato solo da quando è stato tentato di introdurre la stepchild adoption con la legge Cirinnà sulle unioni gay; prima non se ne parlava, perché “si fa ma non si dice”.
        Sono assolutamente contrario all’ “utero in affitto”, condivido le vostre opinioni in merito, ma dissento sul fatto che le neuroscienze siano univoche sul tema dell’omogenitorialità e sulle violenze nelle famiglie atipiche.

        • Redazione

          dice su:
          18/10/2018 alle 15:07

          Lei dissenta pure, ma la letteratura scientifica è univoca (parliamo di neurobiologia e psichiatria, non di psicologia o sociologia quanto mai opinabili): i bambini hanno BISOGNO di rapportarsi a una figura maschile e a una femminile per scoprire e affermare la propria identità.

        • Redazione

          dice su:
          18/10/2018 alle 15:11

          La sua opinione è molto personale e può essere errata. Noi già nel 2013 abbiamo pubblicato un numero speciale della nostra rivista per denunciare senza se e senza ma l’utero in affitto (da chiunque sia fatto).

  • serena mor

    dice su:
    18/10/2018 alle 08:44

    1 – guardare le percentuali in questo caso non serve
    il 10% di 100 è più piccolo del 5% di 100000 giusto? in questo caso stiamo parlando di condannare una pratica che viene praticata in maggioranza da etero… ma avete messo due uomini sul manifesto e non una coppia etero, perché?
    2 – come già detto ci sono tanti bambini che nascono con un genitore, anche se so che la mamma (o il papà) c’era, non mi posso relazionare con uno dei due. perché anche se so che ho una mamma o un papà questa figura manca di fatto quindi volente o no non ti relazioni con essa, e ci sono molti studi a riguardo
    e guardi facendo l’ insegnate in molte scuole posso dirle che di questi casi ne vedo assai e i figli vedo che sono cresciuti o stanno crescendo senza problemi.

    • Redazione

      dice su:
      18/10/2018 alle 15:25

      1 – IL manifesto è volutamente provocatorio. Se fossero stati un uomo o una donna sullo sfondo nessuno ci avrebbe fatto caso. E comunque il tema della “omogenitorialità” è strettamente connesso a quello dell’utero in affitto.
      2 – Ci sono tanti bambini che nascono senza una gamba. Magari crescono benissimo e diventano anche atleti. Questo basta a fare una legge che consenta ai genitori di tagliar gambe sane ai bambini sani?

      • serena mor

        dice su:
        18/10/2018 alle 17:00

        1 – diciamo che vi fa più comodo perché andate a colpire come al solito i gay, visto che per la maggior parte sono coppi etero che la usano. altro che campagna choc!
        2 – appunto nascono già così senza una gamba e comunque una gamba si taglia per una valida ragione.
        ma certamente non può dire che un bambino che nasce con un genitore nasca male.
        perché quella si chiama educazione e non amputazione fisica di qualche cosa, il paragone non regge.

        come ci sono studi pagati per dimostrare ciò ci sono anche studi che dicono il contrario.
        anche in natura una volta partorito ci sono molti esempi in cui i piccoli crescono con un solo genitore.

        • Redazione

          dice su:
          19/10/2018 alle 06:24

          1 – A noi non importa se uno è gay o altro. Non vogliamo “colpire” proprio nessuno. Basta che si lascino in pace i bambini. E l’utero in affitto è una porcheria sempre e comunque, detto e ridetto. Il problema è che gli LGBT hanno una coda di paglia lunga 10 metri…

          2 – Il desiderio di un figlio non è una valida ragione per tagliare una gamba a un figlio. Il paragone regge benissimo, siete voi che non ragionate e avete dei paraocchi ideologici tremendi.

          Fate quel che volete con i vostri genitali, ma lasciate in pace i bambini

  • Eli N

    dice su:
    20/10/2018 alle 16:06

    Cara redazione, anche se concordo con voi con le vostre campagne e capisco che essere continuamente attaccati sia un notevole stress, penso che la signora Serena meritasse una risposta dai toni più cortesi ed educati. In ogni caso é certo che la campagna debba essere portata avanti contro l’utero in affitto in generale, anche se praticato da coppie etero, perché é un delitto contro quei bambini da chiunque venga praticato. Per quanto riguarda le coppie gay io credo, anche in base ai miei studi naturalistici, che la natura e l’evoluzione, che hanno milioni di storia precedenti a noi, facciano le cose decisamente meglio per ogni specie di quelle che noi possiamo inventarci. Come detto la redazione, se la nostra specie prevede una madre e un padre per la crescita equilibrata di un figlio è perché confrontandosi con i due sessi le sue strutture cerebrali si formano al meglio. Questo non vuol dire che un bambino che cresce, per disgrazia, con un solo genitore, non possa cavarsela nella vitaMa che comunque avrà Delle ferite che influeranno sul suo carattere, sulla sua autostima, che dovrà faticare più degli altri per risolvere. E, per esperienza, posso affermare che di tutte le persone che conosco, quelle cresciute con un solo genitore per morte o divorzi sono spesso le più fragili e insicure, quelle che si portano ferite di abbandono nel cuore o che, per mancanza di una Delle due figure genitoriali fanno più fatica a rapportarsi con l’altro sesso in rapporti sentimentali. Ciò non vuol dire che sono destinati ad avere dei rapporti sentimentali fallimentari chiariamoci. Solo che fanno più fatica ad ingranare, a fidarsi, a lasciarsi andare, rispetto a quelle famiglie dove sono presenti entrambi i genitori e in cui questi ultimi ovviamente si amano, si rispettano, e contribuiscono entrambi attivamente all’educazione dei figli. Allora, se questa é la situazione ideale per un bambino, perché privarlo di questo per dei fantomatici diritti degli adulti? Chi ama davvero un figlio credo che debba fare quello che é più giusto per lui, anche se vuol dire rinunciare a qualcosa per se. Spero di essere stata chiara e di non aver offeso nessuno. Poi se due persone dello stesso sesso si amano e voglio vivere insieme é bello per loro e giusto che possano farlo, ma i bambini hanno bisogno di mamma e papà, e anche molti omosessuali come Dolce e Gabbana o Platinette lo pensano, perciò non credo che sia un’idea omofoba!

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