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Home Page > Famiglia e Economia > Utero in affitto, Vendola e “la meravigliosa energia”della madre

Mentre la Corte d’Appello di Milano con un’ennesima sentenza tenta di sdoganare l’utero in affitto (purché non sia un “mercato”, cioè purché il “contratto” sia fatto bene, il che è ipocrita e contraddittorio. Si veda l’ottimo commento del prof. Scandroglio qui) i giornali (Corriere in primis) sono pieni delle foto di Vendola al mare col piccolo Tobia.

Il bambino è stato acquistato in California (da donna orientale. L’ovulo per assemblarlo in provetta è stato venduto da donna caucasica, invece) a seguito di utero in affitto, violando apertamente la legge vigente in Italia (c’è chi può, evidentemente, e chi non può…).

Assuntina Morresi, su L’Occidentale, ha scritto un commento sulla questione che merita d’essere letto. Ne riportiamo alcune note:

  1. Attenzione, nel leggere l’articolo del Corriere, perché è scritto “Con una cronaca zuccherosa da far venire il diabete“;
  2. Vendola non ha quindi, con il piccolo, né legami biologici né legali secondo le norme italiane, e forse proprio per questo continua a farsi fotografare con Tobia in braccio, anziché farlo riprendere con il suo papà biologico, Ed Testa: Vendola vuole essere considerato il padre del piccolo, nonostante non lo sia, anzi, nonostante l’utero in affitto in Italia sia un reato.
  3. Alcuni maligni in rete hanno suggerito che la sbrodolata su Nichi dolce papà sia stata confezionata per bilanciare la recensione di Monica Ricci Sargentini a un bel libro profondamente critico sull’utero in affitto, scritto da [una femminista doc, NDR] Marina Terragni (Temporary Mother), pubblicata sul Corriere lo stesso giorno. Altri, incredibilmente perfidi, alle parole del giornalista che racconta “I genitori non hanno voluto una baby sitter e non lasciano il piccolo neanche per un istante”, hanno commentato “per forza, con quel che gli è costato…” (da 100 .000 150.000 dollari, più o meno).
  4. Non è in discussione la capacità di amare e di essere genitori di Nichi Vendola e di Ed Testa. Siamo sicuri che il piccolo Tobia sia amato e curato: ogni bambino è sempre una benedizione, a prescindere da come sia venuto al mondo. Così come, però, siamo sicuri che ogni bambino abbia diritto alla sua mamma: ha diritto ai suoi abbracci, alle sue coccole, ha diritto a crescere accanto a lei.
  5. Lo stesso articolo del Corriere  chiude con un incredibile ma significativo lapsus, dicendo di Vendola: “La voce si piega poi in una profonda commozione quando ricorda la perdita della madre Tonia, scomparsa a dicembre dell’anno scorso. «Se n’è andata settanta giorni prima della nascita di Tobia, era felice per questa nostra decisione, mi addolora pensare che non abbia fatto in tempo a vederlo: adesso cerco di trasmettere al nostro bambino la sua meravigliosa energia»“. Ma il piccolo Tobia non potrà mai ricevere la “meravigliosa energia” di sua madre (quella vera, che ha dato l’utero in affitto e l’ha partorito, NDR), quella che invece Vendola ha conosciuto vivendo accanto alla sua, di madre, quella che lo fa commuovere al suo ricordo. Al piccolo Tobia è negata per un contratto. In nome dell’amore e dei desideri di altri.

Redazione

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Un Commento, RSS

  • Giuseppe Rigamonti

    dice su:
    10/08/2016 alle 21:14

    Povero Vendola, piange sua madre che gli è mancata, ma non comprende che al piccolo Tobia per colpa sua e del suo “compagno” gli ha negato la gioia di godere di sua madre. Mio nonno bergamasco mi diceva spesso, quand la me… la monta al scagn o la spusa o la fa dagn.

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