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COMUNICATO STAMPA

 Congresso Mondiale delle Famiglie:
ultima giornata e Marcia, 31 marzo 2019

Wcf Verona, la Dichiarazione finale sollecita l’impegno delle istituzioni per i diritti e la dignità dei bambini e delle donne

 

Verona, 31 marzo 2019

Nella tre giorni del Congresso Mondiale delle Famiglie che si è tenuto a Verona dal 29 al 31 marzo 2019, sono emerse delle esplicite e concrete richieste.

«Verona, la città dell’amore, ha dimostrato davvero di essere la prima Città per la Vita e per la Famiglia – hanno dichiarato il presidente Toni Brandi e Jacopo Coghe – Abbiamo ribadito i valori previsti dalla Costituzione ed espressi dal diritto naturale e, dopo il Family Day, abbiamo rilanciato il nostro ruolo per il bene comune sollecitando le istituzioni a un’attenzione che non sempre è stata all’altezza. Non ci sono solo i diritti a senso unico, ma i diritti di tutti, soprattutto quelli dei più deboli. La vera forza infatti non si misura da chi hai sconfitto, ma da cosa hai protetto».

La Dichiarazione di Verona, adottata per acclamazione a chiusura della manifestazione, contiene una domanda forte emersa dal tavolo sulla demografia: «Perché la UE prevede fondi salva-stati che, nella pratica sono salva-banche e non istituisce un fondo salva-famiglie», hanno dichiarato gli organizzatori del Congresso, Toni Brandi e Jacopo Coghe.

Tra le richieste della Dichiarazione di Verona: il riconoscimento della perfetta umanità del concepito; la protezione da ogni ingiusta discriminazione dovuta al sesso, all’etnia, alle opinioni politiche, all’età o allo stato di salute; la tutela delle famiglie in difficoltà economiche, specie se numerose, e delle famiglie rifugiate; il contrasto all’inverno demografico, tramite leggi che incentivino la natalità.

Il documento ritiene altresì “urgente” e “inderogabile” il perseguimento di ulteriori obiettivi, quali il contrasto alla pratica dell’utero in affitto tramite una moratoria internazionale e la protezione dei minori, a partire dai loro diritti ad avere una mamma e un papà, a non diventare oggetti di compravendita, di abusi sessuali e pedopornografia e a ricevere un’educazione che non metta in discussione la loro identità sessuale biologica e non li induca a una sessualizzazione precoce.

La Dichiarazione di Verona prosegue, sottolineando l’urgenza della tutela dei diritti delle donne, dal ricevere valide alternative all’aborto, alla protezione dallo sfruttamento sessuale e dalla pornografia, alla parità di trattamento salariale, fino alla conciliazione tra lavoro e maternità, attraverso più lunghi congedi parentali e – per chi lo desidera – flessibilità, part time o telelavoro. Le madri che scelgano di dedicarsi esclusivamente ai figli e alla famiglia, aggiunge la Dichiarazione, andrebbero tutelate con una remunerazione adeguata per il lavoro casalingo, laddove lo stipendio del coniuge non sia sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa.

Ulteriori punti del documento riguardano il radicale contrasto alla diffusione e alla legalizzazione di ogni tipo di droga e la difesa del diritto dei genitori alla libertà di scelta educativa per i propri figli (art. 26 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo), specie riguardo la sfera sessuale e l’affettività.

Comunicazioni e Relazioni esterne 
Congresso Mondiale delle Famiglie

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6 Commenti, RSS

  • Rosalba Catanzaro

    dice su:
    01/04/2019 alle 15:37

    Il Congresso mondiale delle famiglie e ” un luogo di confronto utile alla nostra umanità che da sola indica, anche attraverso il creato, che la famiglia naturale, è formata da un papà e una mamma. Tutto il resto si può riconoscere, ma non si può assimilare alla famiglia naturale. Le altre forme sono un altro tipo di unione.

  • angela maria

    dice su:
    01/04/2019 alle 17:04

    Sinceramente non mi aspettavo di veder scritto “orientamento sessuale” legittimando in questo modo una costruzione meramente ideologica e tutto ciò che ruota intorno ad essa. L’unica discriminazione nel mondo occidentale è quella verso il sesso biologico a favore dell”orientamento sessuale”. Mi chiedo se si tratti di un refuso o se sia intenzionale!

    • Redazione

      dice su:
      01/04/2019 alle 20:07

      C’è un refuso. Si doveva scrivere “tendenza sessuale” (perché nessuno vuol discriminare ingiustamente chi ha certe tendenze). Verrà corretto

      • Adriana Quirico

        dice su:
        02/04/2019 alle 22:55

        Sarà bene correggerlo velocemente, perché intanto quello che passa è il concetto scritto nel documento che ha già creato notevoli soprassalti nei fautori della famiglia naturale. Non è cosa da poco! Significa che si accettano famiglie diverse! Già i politici che hanno partecipato hanno asserito con forza che i “diritti acquisiti” non verranno tolti. E continuare a chiamare “diritti” l’aborto, le unioni civili, per arrivare all’adozione di bambini a coppie omosessuali il passo è breve. Abbiamo visto oggi che anche nelle Forze Armate si accettano matrimoni in pompa magna tra coppie omosessuali… Non è caccia alle streghe, ma è semplicemente chiedere un po’ di decenza nelle istituzioni.

  • Valeria Fusetti

    dice su:
    05/04/2019 alle 00:26

    Orientamento sessuale? Sarebbe anche questo un ” diritto acquisito” come l’ assassinio dei figli nell’ utero ? Se è un refuso quando verrà corretto ?

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