Attendere prego

Home Page > Eventi > ProVita con Non si tocca la famiglia: No alle DAT
04 02, 2017
Hotel Enea, Aprilia (RM)
eutanasia_Brandi_ProVita-min

La foto qui sopra ritrae il Presidente di proVita onlus, Toni Brandi, con alcuni membri dell’associazione Non si tocca la famiglia, organizzatori del convegno tenuto il 4 febbraio ad Aprilia sulla proposta di legge in discussione alla Camera per la legalizzazione dell’eutanasia.

Le DAT (Disposizioni anticipate di trattamento), o testamento biologico, vincolano il medico, anche se son o state rilasciate molto tempo prima.

Il paziente, o un suo “fiduciario”, possono obbligare il dottore  a sospendere la nutrizione e l’idratazione. In altre parole, si può obbligare il medico a uccidere il malato di fame e di sete. Il testo introduce a tutti gli effetti l’eutanasia passiva.

In virtù di un mal compreso “diritto all’autodeterminazione”, si permettono atti che invece di realizzare l’autodeterminazione piuttosto la distruggono: non c’è libertà senza vita. In nome di un assurdo “diritto a morire” si introduce il conseguente “obbligo di uccidere”. Atti giustamente puniti dal codice penale come “l’omicidio del consenziente” vengono mutati in atti pietosi e dovuti. Il malato si trasforma in peso sociale, titolare di un diritto alla vita non più indisponibile. Il medico si trasforma in boia.

ProVita sta raccogliendo firme per chiedere ai deputati di respingere il testo sulle DAT che introduce l’eutanasia, mette in discussione il diritto alla vita delle persone malate; violenta la coscienza del medico; trasforma in atti potenzialmente illeciti gli atti di sostegno vitale dovuti a tutti: il dar da mangiare e da bere. Infine, infrange il principio su cui si regge il convivere civile e pacifico di tutti i popoli: “Non uccidere”.

Redazione


Hai firmato la nostra petizione contro l’eutanasia?

Fai attenzione! Con i DAT ci vogliono imbrogliare!

Firma qui

Sostieni Pro Vita