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Home Page > Aborto > Aborto: le foto dei bimbi uccisi aumentano il sentimento pro-vita
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Per combattere l’aborto, bisogna far vedere di cosa si tratta realmente. Solo osservando bene le immagini dei bambini fatti a pezzi e gettati nella spazzatura immersi nel loro stesso sangue ci si può rendere conto di essere di fronte ad un esecrabile omicidio.

A chi si scandalizza e parla di terrorismo psicologico, bisogna ricordare che da anni e anni a scuola e in ogni luogo, per educare, si mostrano le foto degli ebrei sterminati nei lager nazisti.

Ebbene, l’aborto è il più grande genocidio della storia, che oltretutto avviene in maniera silenziosa, con l’avallo degli Stati “democratici” e con la complicità di quanti restano indifferenti, ritenendolo un fatto “normale”, anzi, un diritto.

Nello studio intitolato “Analisi statistica sull’efficacia delle fotografie delle vittime dell’aborto nell’attivismo pro-vita“, il Centro Canadese per la Riforma Bioetica (CCBR) ha recentemente dimostrato che la maggioranza delle persone cambia idea sul tema dell’aborto (in senso favorevole al diritto alla vita) dopo aver visto le foto dei bambini uccisi dall’operazione. In sintesi, il 90% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato l’avversione all’aborto ed il 30% si è detto a favore della vita, mentre il numero di chi si definiva pro-choice (cioè pro-morte) è diminuito drasticamente.

Obiettivo principale dell’inchiesta è sensibilizzare l’opinione pubblica e far capire che opponendosi all’aborto è possibile salvare miglia di vite umane innocenti. Da ciò ne consegue che anche nel voto politico occorre scegliere i candidati sensibili alla difesa del diritto alla vita dei bambini innocenti.

Anche se spiacevole e senza dubbio sgradevole alla vista, è necessario dare fastidio mostrando qual è il vero volto del “diritto” di aborto, di questa “conquista di civiltà” che le donne hanno ottenuto. Bisogna dire tutta la verità, senza aver paura di passare per fanatici o terroristi. Se crediamo davvero che l’aborto è un omicidio, non possiamo far finta di nulla, girare lo sguardo da un’altra parte o pensare di addolcire il tutto con un generico “sì alla vita!” o “viva la vita!”. Certo, la battaglia va fatta su più fronti, di fronte a persone diverse e con strategie comunicative adattate ad ogni caso. Ma non possiamo affatto omettere di mostrare le foto del delitto e dell’orrore. Se è vero, come è vero, che questo serve a salvare bambini, non dobbiamo avere alcun rispetto umano.

Federico Catani

Fonte: LifeSiteNews

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6 Commenti, RSS

  • mariagrazia mariagrazia

    dice su:
    24/09/2016 alle 13:45

    non è terrorismo psicologico, è mostrare la realtà delle cose

  • Emanuele Petrilli

    dice su:
    03/10/2016 alle 11:12

    Lo studio pubblicato in commento presenta come certo il fatto che l’esibizione di feti alla gente comune aumenta il loro sentimento pro-life, ma in realtà non è uno studio fatto con la dovuta cura e i suoi risultati non sono accettabili.
    Anzitutto, le persone intervistate prima e dopo non sono le stesse.
    In secondo luogo, soprattutto, dimostra solo che una campagna di sensibilizzazione determina un effetto di sensibilizzazione, il che è ovvio. Occorreva dimostrare che QUELLA modalità è più efficace di altre modalità, perché tutte si sono provate e testate in un campione di persone che vengono seguite prima e dopo la campagna.
    Personalmente, poi, non comprendo questa voglia di sdoganare l’uso di foto raccapriccianti. Trovo un controsenso per un prolife affermare che quello è un cadavere, e poi esibirlo per scopi di propaganda, come non faremmo con un cadavere di un adulto.

    • Redazione

      dice su:
      05/10/2016 alle 07:02

      La statistica, si sa non è una scienza esatta. Nella prima parte del suo commento posso anche darle ragione.
      Invece la sua conclusione non è vera.
      Facciamo un gran pubblicare di foto di campi di concentramento, di bambini morti di fame, di migranti (anche bambini) morti affogati. Mi pare che per quelle foto nessuno abbia mai protestato.

    • Esther Espinoza

      dice su:
      01/02/2017 alle 00:53

      “sdoganare foto raccapricianti”!
      sono parole di un abortiste cinico coriaceo

  • nicoletta castagna

    dice su:
    17/10/2016 alle 15:33

    Pienamente d’accordo sul fatto di sensibilizzare le persone al problema. C’è molta superficialità nel trattare la questione e non si comprende appieno quali conseguenze ne derivino, oltre a quella di una vita negata.

  • Aldo Murè

    dice su:
    10/01/2017 alle 13:37

    Tutti siamo d’accordo e pronti a fare e continuare campagne contro il femminicidio, e vediamo ogni tipo di immagini. … Quel piccolo innoccente deve solo subire le decisioni dell’egoismo? Non va trattato da essere umano, forse perchè non può dire al suo carnefice: “Ma cosa fai?”. Penso che tutti siamo gelosi della nostra vita… ma a pensarci, tutti potremmo essere stati abortiti… potremmo, in quel caso, essere contenti di vivere?????????????

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