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Home Page > Aborto > Aborto: per Soros va usato come arma contro i Paesi “cattolici”
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Oltre a quella LGBT, esiste – e da molto più tempo – la lobby dell’aborto.

E tra quanti finanziano politiche abortiste in tutto il mondo c’è il magnate George Soros. Sì, proprio lui, lo stesso che ha dato 100.000 dollari ad Arcigay. Il legame non deve stupire: ideologia omosessualista ed anti-natalista appartengono alla medesima cultura della morte che ha in odio l’essere umano nella sua essenza, tanto da volerne una drastica riduzione.

Dai documenti della Open Society Foundations, proprietà di Soros, Wikileaks ha potuto constatare che il miliardario ungherese naturalizzato statunitense in questi anni ha utilizzato l’aborto come arma per abbattere quei Paesi da lui ritenuti conservatori, cattolici, tradizionali e sovranisti.

In particolare Soros si è concentrato su un Paese: la Repubblica d’Irlanda.

La “conquista” dell’Irlanda è considerata dalla lobby abortista un obiettivo centrale: se infatti si riuscisse ad introdurre l’aborto nella legislazione del Paese, si potrebbe poi far venir meno la resistenza che ancora si trova in altri Stati, restii a cedere di fronte a queste grandi pressioni mortifere.

Tra i file rubati si legge, a proposito dell’EIRE, che «con una delle leggi più restrittive del mondo, una vittoria lì potrebbe contagiare gli altri Paesi fortemente cattolici in Europa, come la Polonia, e dimostrare che il cambiamento è possibile, anche nei luoghi molto conservatori». Come si vede, l’obiettivo finale è la liberalizzazione totale dell’aborto. In Irlanda infatti, a seguito delle grandi pressioni internazionali e finanziarie, nel 2014 il governo ha approvato una legge abortista, sebbene assai restrittiva. Ora però i vari “poteri forti” interni ed esterni stanno spingendo perché venga abrogato l’Ottavo Emendamento della Costituzione, approvato in via referendaria nel 1983 e in base al quale viene riconosciuto dall’ordinamento il diritto alla vita del nascituro, insieme a quello della madre.

Ma della volontà popolare a Soros non interessa nulla. Per questo finanzia la Campagna Diritto all’aborto, Amnesty International Irlanda e Planned Parenthood: tutti uniti per spalancare le porte all’aborto in Irlanda.

Cora Sherlock, vicepresidente di Pro-Life Campaign, ha dichiarato che oggi i gruppi di pressione abortisti hanno molte più risorse di quanto accadesse solo alcuni anni fa. E poiché non sono di certo i cittadini irlandesi a foraggiarli, è evidente che vi sia dietro la longa manus di personaggi come il miliardario della Open Society Foundations. Eppure, di fronte a queste vere e proprie violazioni della sovranità popolare e dello Stato, chi protesta? Chi osa o prova a ribellarsi? Chi ha il coraggio di ribadire con forza che ad esempio in Irlanda, fino al 2014 e dunque senza alcuna legge sull’aborto, c’è stato il più basso tasso di mortalità materna?

Ma non finisce qui. Dai documenti trafugati emerge che il miliardario si occupa anche di Polonia, Messico, Zambia, Nigeria, Tanziania ed altri Paesi americani ed africani: fiumi di denaro spesi per legalizzare l’omicidio di bambini innocenti. Tuttavia, per questi crimini contro l’umanità nessuno pagherà. E per gente come Soros non pare sia previsto alcun neo-processo di Norimberga.

Però in un punto il magnate ha ragione: bisogna far capire alle gente che il cambiamento è possibile. È vero. Noi ci crediamo e per questo lottiamo. La Polonia, che a ottobre dovrà decidere se abrogare o no la sua restrittiva legge abortista, potrà essere lo Stato da cui far partire la riscossa pro-vita in tutta Europa.

Federico Catani

Fonte: Actuall

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10 Commenti, RSS

  • Marina Ragni

    dice su:
    20/08/2016 alle 21:23

    Mi fa tornare in mente la parabola del ricco stolto del vangelo di Luca…..

  • mauro Calisesi

    dice su:
    30/08/2016 alle 17:43

    soros non e’ ne ungherese, ne naturalizzato statunitense, e’ un figlio di Caifa… chiaro no?

    • ennio antas

      dice su:
      12/09/2016 alle 09:18

      e allora? lei e’ un razzista ?

  • Giancarlo Rizzo

    dice su:
    01/09/2016 alle 15:14

    La domanda è: perché quest”uomo si accanisce contro la vita e contro l’umanità?

    • fabio ambrosetti

      dice su:
      20/09/2016 alle 00:53

      Ecco, Giancarlo: non si limiti a fare la domanda. Provi a dare una risposta (ammesso che ci sia). Così finalmente anche quelli come me, estranei a certe tematiche – potranno capire compiutamente il suo/vostro pensiero.
      Fino ad ora, in tutti gli interventi, c’è una sorta di detto/non-detto: è più quello che si lascia intendere, che quello che si dice.
      Cortesemente, mi fareste capire? Soros è contro la vita perchè? Perchè è un banchiere? Perchè è uno speculatore senza valori morali? Perchè odia la Chiesa (e perchè dovrebbe odiarla)?
      Alla base del suo giudizio c’è una motivazione più concreta dell’essere “un figlio di Caifa”? Glielo chiedo sinceramente, perchè temo che commenti “esasperati” facciano perdere valore alle vostre tesi, sulle quali invece può essere utile il reciproco confronto.
      Un saluto cordiale.

  • Nicola Toneatto

    dice su:
    17/09/2016 alle 20:08

    Caro Ennio Antas, non è un problema di razzismo. Calisesi ha constatato bene e se ne deduce che ha aperto gli occhi. Soros se la prende con gli Stati maggiormente e tenacemente cristiani. I potenti banchieri e proprietari di multinazionali ebrei tengono un comportamento quantomeno equivoco, non crede? la quasi totalità della gente si lascia incantare dai quotidiani servizi sui nazisti (chi ha in mano l’informazione in Italia? anche per questo si documenti e scoprirà delle sorprese) dove gli ebrei fanno (giustamente) del vittimismo ma loro come si comportano con gli altri popoli? Aprite gli occhi e svelti. Mi fermo qui.

    • fabio ambrosetti

      dice su:
      20/09/2016 alle 00:34

      Non so se con il suo intervento, il Sig.Calisesi volesse discriminare gli Ebrei, invece nel suo caso ho una ragionevole certezza. Ci vuole un bel coraggio nell’applicare il concetto di “vittimismo” nei riguardi della popolazione israeliana. Provi a immaginare – se ci riesce – cosa vuol dire compiere azioni “normali”, prendere l’autobus, fare la spesa, accompagnare a scuola i figli, e non sapere se qualche invasato le farà del male, nel tentativo di immolarsi.
      Facile parlare, quando l’unica preoccupazione è la giuria di XFactor…
      Sul modo in cui “gli Ebrei si comportano con gli altri popoli”, sarà anche come dice, ma allora – come Europeo – dovrebbe farsi un esamino di coscienza. Non è che ci siamo comportati in modo esemplare nella ex-Jugoslavia, in Ruanda, in Iraq, in Libia.
      Fantastica anche la scoperta “..chi ha in mano l’informazione in Italia”. Beh, un nome ce l’avrei (e non è ebreo), ma è sicuro che oggi i giornali e le tv siano l’unico o il più influente veicolo informativo?

  • Rosalba Guidelli

    dice su:
    28/10/2016 alle 15:38

    Io rispetto le vostre tesi, solo, vorrei che anche voi rispettaste chi ha concezioni morali diverse. Secondo l’insegnamento della Chiesa, la vita ha inizio dal concepimento. Questa è una tra tante concezioni possibili. La stessa Chiesa ha modificato la sua visione dell’inizio della vita: l’opinione di S.Agostino e di S. Tommaso d’Aquino era che il feto non fosse dotato di anima nelle prime settimane successive alla fecondazione. Chi reputa l’aborto un omicidio deve poter vivere secondo le proprie concezioni, anche attraverso misure di sostegno per chi, ad esempio, volesse portare avanti una gravidanza nonostante la prognosi infausta del feto. Altrettanto importante è che chi ha concezioni diverse possa vivere secondo la propria coscienza, e scegliere di abortite perchè non reputa l’embrione un essere umano dotato del diritto alla vita. Questo si chiama pluralismo, chi vuole imporre a tutti la propria concezione (che è solo una tra tante), dovrebbe andare a vivere in Iran.

    • Redazione

      dice su:
      28/10/2016 alle 18:28

      Gentile signora,
      ognuno è certamente libero di pensarla come vuole. Ma qui la Chiesa non c’entra proprio niente: la scienza oggettivamente e inoppugnabilmente riconosce che un ovulo fecondato è un nuovo individuo, unico e irripetibile, appartenente alla specie umana.

      Chi ritiene che l’omicidio sia possibile quando certe categorie di persone non sono considerate degne di vivere è libero di pensarla come vuole: nell’antichità gli schiavi non erano considerati persone, da Hitler gli Ebrei non erano considerate persone… c’è sempre qualcuno che considera qualcun altro non-persona e rivendica il diritto di eliminarlo. Alcuni possono avere il diritto d’uccidere? Per lei sì, per me no. Queste sono idee: ognuno ha le sue, possiamo essere non d’accordo e vivere in pace.

      Ma la realtà non si può negare. L’aborto (precoce o tardivo) è un omicidio.

  • Laura Patui

    dice su:
    21/08/2017 alle 15:25

    Gentile Rosalba Guidelli, lei mi lascia basita!!!
    In poche parole lei sostiene che sono i concetti morali a costruire la realtà!
    Come se le sue personali convinzioni determinassero l’esistenza o meno di qualcosa,
    le caratteristiche biochimiche di un soggetto, le potenzialità di vita di un essere.
    Certo…….pur di fare ciò che ci garba dobbiamo essere pronti ad ignorare la scienza, la medicina ecc…e inventarci la nostra comoda realtà.
    Sarà poi così comoda? Non credo: sarà terribilmente autodistruttiva!

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