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Home Page > Aborto > Blitz contro Pro Vita, imbrattata la sede romana. Video con Alfonsi ai carabinieri
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COMUNICATO STAMPA

Blitz contro Pro Vita, imbrattata la sede romana

Brandi (
Pro Vita):
«Video con Alfonsi dai Carabinieri. Non ci tapperete la bocca»

 

«È stato un vero e proprio assalto alla nostra sede quello di ieri pomeriggio della presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi, insieme a quanto pare ad alcuni assessori della sua giunta e ad alcune cittadine, per coprire il nostro regolare manifesto affisso in vetrina che hanno deciso di imbrattare con cartelli abusivi a sostegno della legge 194 e pieni zeppi di deliranti frasi libertarie come “Aborto legale e sicuro” o “Abbiamo il potere di fare scelte responsabili rispettatele” e “Nessuna donna può dirsi libera se non controlla il proprio corpo”». Questo ha dichiarato Brandi, il presidente di Pro Vita, che continuerà a esporre il grande manifesto in difesa del nascituro, uno di quelli già rimossi dal Comune nello scorso aprile, proprio nella sede dell’associazione presso Viale Manzoni, annunciando anche: «Abbiamo i video e saranno consegnati ai Carabinieri. I cittadini sappiano che chi dovrebbe rappresentare tutti in realtà rappresenta solo qualcuno, e non di certo i più deboli». 

«Quando politicamente non si ha nulla da dire», ha concluso Brandi, «si vuole chiudere la bocca agli altri. Con questa azione Alfonsi e compagnia bella hanno dimostrato tutta la propria insussistenza politica. Ci hanno attaccato con un blitz non solo fuori luogo, ma che contraddice l’ispirazione che lo muove: quale libertà chiedono se non concedono a una libera associazione in libero Municipio di affiggere quel che vuole? Se sono così libere, la presidente del I Municipio e le altre, perché non vengono a parlare invece di censurare e oscurare le opinioni altrui?».

Ufficio Stampa di Pro Vita Onlus

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6 Commenti, RSS

  • Nerino Tiso

    dice su:
    27/11/2018 alle 20:06

    Come sempre, chi sa di avere torto usa la violenza. Mi sembra che stiamo tornando indietro di 96 anni…

    • Redazione

      dice su:
      28/11/2018 alle 06:14

      Beh, in questo caso non c’è stata violenza: è stato un atto incivile (un’affissione abusiva) e fatto di nascosto, quando la sede era chiusa. Invece, siamo aperti tutti i giorni almeno otto ore e saremmo ben lieti di incontrare le signore abortiste e parlare con loro. Ognuno potrebbe esporre serenamente le sue opinioni, magari in un dibattito aperto al pubblico… ma no: loro preferiscono l’attacchinaggio abusivo senza contraddittorio….

  • Chiara Bellani

    dice su:
    28/11/2018 alle 09:13

    Sul tuo corpo decidi tu, fino al concepimento.Dopo,non puoi decidere sul corpo del bambino, se non per rispettarlo
    È tutto qui

  • emilio mariani

    dice su:
    01/12/2018 alle 12:53

    La presidente di un Municipio non può permettersi quell’azione. Pur avendo una sua opinione, rappresenta un’istituzione. A questo punto dovrebbe essere fortemente invitata a dare le dimissioni per indegnità.
    Emilio Mariani

  • Anna Divan

    dice su:
    09/12/2018 alle 23:50

    Che tristezza vedere donne che si battono contro le donne. Parlo da donna: come siamo ridotte male se pensiamo che la libertà sia uccidere il figlio, carne della nostra carne, che portiamo in grembo. E poi sono le stesse che si battono contro la violenza sulle donne. Perchè farsi strappare il figlio dal grembo non è violenza?

  • GIORGIO BILLO

    dice su:
    14/12/2018 alle 21:53

    Le Abortiste….ovvero, quando la Demenza Femminile sconfina nella Bestialità !

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