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Home Page > Filosofia e morale > ProVita: La vicenda di Charlie potrà accadere anche in Italia
Charlie Gard_eutanasia_bambini

Pubblichiamo il Comunicato Stampa diramato da ProVita Onlus in merito alla vicenda di Charlie Gard, al quale l’Ospedale ha concesso ancora qualche giorno di vita.

Comunicato Stampa sulla vicenda di Charlie Gard

L’Associazione ProVita Onlus deplora la decisione della CEDU di permettere l’uccisione del piccolo Charlie. Una gesto folle e disumano, triste presagio di quanto potrebbe accadere in Italia all’approvazione del ddl sulle DAT.

«Quello che si è verificato in Inghilterra è un vero e proprio cortocircuito nel quale un tribunale è in grado di decretare la morte di un bambino nonostante la volontà dei genitori di tenerlo in vita. È una storia che deve farci riflettere. Sembra lontana dal nostro contesto sociale, ma potrebbe diventare realtà anche in Italia se venisse approvata la legge sulle DAT attualmente in discussione al Senato», afferma il Presidente di ProVita Onlus, Toni Brandi.

«La sola differenza è che si invertirebbero le parti – prosegue Brandi – cioè sarebbero i rappresentanti legali del paziente a imporre ai medici l’interruzione delle cure, ma il risultato finale sarebbe drammaticamente lo stesso».

«La vicenda di Charlie Gard dimostra come anche nelle istituzioni europee prevalga la cultura della morte rispetto alla tutela della vita. ProVita esprime massima vicinanza ai suoi genitori per il dramma che stanno attraversando», conclude Brandi.

Ufficio Stampa ProVita Onlus


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17 Commenti, RSS

  • little angel

    dice su:
    01/07/2017 alle 09:18

    Tutela di vita …. in quelle tremende condizioni !!!! Povero charlie !!!! Ma voi sapete quanto fa male quella malattia …
    Siete i primi a non volere l’accanimento terapeutico ( anche perché la cura sperimentale non è stata mai provata nelle sue condizioni di grave encefalopaTia …. il piccolo sarebbe stato una vera e propria cavia !!) Ma a quanto pare per questo piccolo non vale lo stesso …
    Charlie non sente dolore perché il 96 % di tutta la sua vita è rimasto sedato. .. E senza macchine non puo fare niente da solo , neanche deglutire.
    Oltretutto, essendo cieco e sordo , non puo nemmeno sentire e vedere il grande amore dei suoi genitori , che soffrono qunto lui in questa orribile condizione.

    • Redazione

      dice su:
      01/07/2017 alle 11:30

      Meno male che lei ha tutte queste informazioni: a noi risulta tutt’altro. Charlie non soffre e non è sedato. Charlie comunica con i suoi genitori, li guarda, vuole il ciuccio, muove le manine. A Lucca c’è un bambino con la stessa malattia di Charlie: anche lui era “senza speranza”. Oggi ha 12 anni e dipinge, pur essendo tutt’ora gravemente disabile.
      Dato che le condizioni di Charlie sono comunque tanto gravi, perché negargli un viaggio della speranza in USA? Se lo pagano da soli, fra l’altro.
      Ma chi è lei, chi siamo noi, per giudicare la vita degli altri? Lei ha mai assistito da vicino una persona come Charlie? Uno di quelli che i benpensanti “pietosi” chiamano “vegetali” e che vorrebbero eliminare dalla faccia della terra? Sono PERSONE, con una vita fatta di GIOIE ( e dolori) esattamente come quella di tutti gli altri. Sono persone che vivono aggrappate ad ogni istante di vita e amano come nessun altro sa amare. Si impara di più da loro, a stargli vicino, che da tanti “fidanzati”…

      • Simona Caforio

        dice su:
        01/07/2017 alle 17:08

        Risposta meravigliosa! Non c’è niente da aggiungere.Grazie!

    • mariagrazia mariagrazia

      dice su:
      01/07/2017 alle 15:11

      14 bambini sono stati curati con la terapia.non varrebbe la pena di tentare? Oltretutto giusto o no uno stato ha preso il posto dei genitori e imposto un omicidio contro illoro volere.. l’unico altro caso in cui avviene questo è la pena di morte…

  • Mario ProVita

    dice su:
    01/07/2017 alle 14:32

    Le femministe dicono “Il corpo è mio e lo gestisco come voglio!”…

    … come reagiranno se lo Stato imponesse di non far nascere i loro piccoli?

  • little angel

    dice su:
    01/07/2017 alle 20:36

    E comunque so molto bene cosa si prova , visto che un cuGino tetraplegico e sordo …. No stante facciamo di tutto per aiutarlo , con ogni supporto possibile , sia medico , che psicologico , perfino terapie palliative , non solo non riesce a trovare sollievo , ma è anche distrutto , ogni mattina lo troViano con gli occhi rosso dalle lacrime …. Noi gli stiamo vicino tutti i giorni della settimana e tutte le notti ( infatti in questo momento sono vicina a lui … Nel vero senso della parola , adesso sta dormendo ) ma non riuscimmo in nessun a modo a vederlo felice , e la cosa è davvero straziante….
    Io non sono con l’eutanasia , ma trovo giusto che una persona , se consapevole e sul crollo delle forze, ma se soprattutto lo desidera , possa trovare sollievo.

    • Redazione

      dice su:
      01/07/2017 alle 21:56

      Il sollievo non è certo la morte. La morte è la fine di tutto.

    • mariagrazia mariagrazia

      dice su:
      01/07/2017 alle 23:30

      Umanamente è tutto comprensibile.. se poi hai in casa in famiglia un malato disabile grave ancora di più.. ma il caso di Charlie è diverso perché le disabilità non sono certe è l’esito di una eventuale terapia non è certo.. ma è certo che 14 bambini curati con quella terapia sono sopravvissuti,è certo che uno Stato non può prendere il posto dei genitori in scelte di questo genere.. un neonato se soffre fisicamente gode di cure palliative, psicologicamente non ha la coscienza della Sofferenza se ha vicini il papà e la mamma e se sente che loro lo amano..un neonato necessità solo dei genitori.. non cediamo alla paura della sofferenza, alla sofferenza si può dare un senso così come alla morte naturale, ma non si può dare senso ad un omicidio di Stato..

  • little angel

    dice su:
    03/07/2017 alle 11:23

    Ve lo ripeto , visto che vi ho detto le condizioni in cui si trova mio cugino , secondo voi che dovrebbe fare per non sentire male , visto che anche le più potenti cure palliative non funzionano e nemmeno il supporto psicologico ( oltre a uno specoalista , noi facciamo di tutto per stargli vicino e star gli sempre accanto )?

    • Redazione

      dice su:
      03/07/2017 alle 11:59

      Magari troppa tecnica e poco sentimento? Ci dia il recapito: magari un volontario passa di lì … magari senza laurea in psicologia e con un po’ di cuore… chissà

    • mariagrazia mariagrazia

      dice su:
      03/07/2017 alle 13:46

      non c’è una risposta, purtroppo questo stato non aiuta chi soffre e neanche chi gli sta vicino..di cure palliative ce ne sono molte, a volte neanche i medici conoscono tutte le possibilità che esistono, bisogna rivolgersi a specialisti in comfort care che qui da noi sono pochi..oppure ad associazioni che aiutano a districarsi e danno anche sostegno psicologico.. non sono esperta dell’argomento “morte” ma, solo per dire un esempio, non tutti sanno che ci sono forme di chemioterapia attuabili in gravidanza oppure interventi in utero che permettono di dare speranza a situazioni veramente drammatiche e se non si contattano medici competenti si rischia di fare danni..questo per dire che non ci credo che l’unica possibilità per non far soffrire fisicamente o psicologicamente una persona sia ucciderla, in caso veramente di grandi sofferenze passano anche alla sedazione.. è che per i medici spesso è più facile distaccarsi dalla sofferenza dei pazienti..

  • little angel

    dice su:
    03/07/2017 alle 17:08

    Non è vero che non mettiamo sentimento .. È come dire che tutti gli sforzi che facciamo io e i miei parenti sia completamne inutile … Oltre a uno specialista , noi andiamo sempre a trovarlo , parliamo con lui e ( per quanto possibile ) giochiamo con lui , oltretutto ha sempre qualcuno di noi vicino , giorno e notte.
    Soffre moltissimo soprattutto per il dolore fisico , al centro in cui si trova infatti sono tutti sconvolti ( medici compresi ) di come queste potenti terapie palliative su di lui non funzionino.

    • Redazione

      dice su:
      03/07/2017 alle 19:07

      cambiate centro. Ci dia l’indirizzo. Davvero abbiamo volontari un po’ in tutta Italia… chissà…

  • little angel

    dice su:
    05/07/2017 alle 19:32

    Vi farà piacere sapere che abbiamo cambiato più di 6 centri nell’arco di 3 mesi , e nonostante tutto il mio cuginone continua ancora a soferire … nessUna terapia ha funzionato , nemmeno sperimentale, e tutto ciò che facciamo sembra non funzionario , soprattutto per il dolore fisico .

    • Redazione

      dice su:
      06/07/2017 alle 07:22

      Ma perché non ci scrive nome e cognome di tutti questi centri: facciamo un’indagine seria e li mettiamo alla gogna. Davvero.
      Le abbiamo anche chiesto di poter far visita a suo cugino (magari i volontari lo confortano e troviamo qualche neurologo in grado di aiutarlo… chissà? Perché non tentare?) Lei non ci dà alcun riferimento… è inutile lamentarsi, senza “fare” qualcosa…

  • little angel

    dice su:
    06/07/2017 alle 10:26

    E voi vorreste far causa ad alcuni dei centri più importanti in Italia ? Hanno aiutato un sacco di persone , mio cugino è un caso a parte .
    Peraltro, mio cugino è molto timido e soprattutto in questo periodo di sofferenza è particolarmente irritabile , non gradisce le visite di un estraneo , altri volontari ci hanno già provato, senza successo.
    Inoltre è sempre stato seguito da ottimi neurologi.

    • Redazione

      dice su:
      06/07/2017 alle 14:49

      Non causa. Indagine. Ci dice ‘sti centri…

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