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Home Page > Filosofia e morale > Detenuto trans nel carcere femminile: come sarà finita?
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Un detenuto trans, che non si è sottoposto a operazione di riassegnazione del sesso, è stato condotto, dietro sua richiesta, in un carcere femminile: l’indottrinamento LGBT vuol farci perdere, oltre al senso comune, anche il senso del ridicolo.

Del resto questo è esattamente l’esito dell’applicazione delle premesse da cui parte la dottrina gender: se l’identità sessuale che percepisci è femminile, hai diritto di essere trattato a tutti gli effetti come donna; ergo, se recluso, vai internato in un istituto per donne. Chi si permette di sollevare obiezioni di fronte alla circostanza di un uomo che ha accesso a spazi femminili riservati, ​​è bollato seduta stante di transfobia e giudicato bisognoso di rieducazione. Il principio di fluidità di genere, che gli attivisti LGBT stanno riuscendo a introdurre nella società e a far applicare finanche dalla forza pubblica, non riguarda solo la vita privata degli interessati; la vicenda del detenuto trans ne è l’esempio lampante.

Il caso in questione è accaduto nel Regno Unito ed è stato riportato dal Daily Mail. Il detenuto trans è riuscito a farsi collocare in un carcere femminile semplicemente facendo riferimento alla propria identità percepita; e ciò è bastato perché, secondo le nuove regole, i pubblici funzionari sono tenuti a credere che anche le donne possono avere attributi maschili. Così la nostra “donna” è stata mandata in un carcere femminile, dove ha aggredito sessualmente quattro detenute. Chi avrebbe mai potuto aspettarselo? Beh, i segni che il detenuto trans sarebbe stato un problema sono stati evidenti fin da subito: le donne che si trovavano rinchiuse con lui hanno affermato di aver subìto una serie di commenti lascivi, avances, e baci “a tradimento”…

Per fortuna le autorità responsabili non erano del tutto accecate dall’ideologia: la permanenza del trans nell’ala femminile è stata di breve durata e il nostro “lei” è stato trasferito in una prigione maschile di categoria B (un grado sotto la massima sicurezza). Questo incidente, osserva il Daily Mail, «riaccenderà il dibattito sul fatto che gli uomini che affermano di essere donne debbano essere mandati nelle carceri femminili prima dell’operazione di riassegnazione del sesso».

Interessante, no? Qualcuno avrebbe potuto pensare che un incidente del genere (il gioco di parole è voluto) potesse riaprire il dibattito sul fatto che i trans vengano trattati da donne e viceversa, ma a quanto pare questo dato è ormai acquisito e perciò fuori discussione. Quindi, a voler essere ligi al principio di fluidità del genere: in base a come ci si sente, così si ha diritto di essere trattati; fosse anche in un divenire ciclico di generi nell’arco della vita (questo, in fondo, vuol dire fluidità). Così avremo detenuti in grado di passare da un istituto all’altro a seconda della fase che attraversano, con assegnazioni e riassegnazioni del sesso in onore della fluidità; magari a spese del servizio sanitario nazionale.

E c’è chi pensa ancora che sia tutto normale…

Vincenzo Gubitosi

Fonte:
LifeSiteNews

La voce del buon senso

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