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DDL_reato_omofobia

Ho scritto un pezzo sul disegno di legge contro l’omofobia, e ho cercato di spiegare perché io lo veda come il fumo negli occhi. Questo è il link:  https://www.notizieprovita.it/legislazione/un-giurista-laico-contro-la-legge-sullomofobia/ In verità ho sbagliato, il discorso da fare sarebbe dovuto essere più semplice: sono contrario al DDL perché non ne posso più. Non ne posso più di un modo di fare informazione che prima crea il mostro, passando poi la palla alla politica che, magicamente, nel giro di qualche mese, fingerà di trovare soluzioni a un problema che non esiste – o perlomeno non è così grave come dicono – non prima di aver diviso il popolo italiano tra guelfi e ghibellini. Qualche anno fa i telegiornali si sbizzarrivano a raccontare terrificanti storie di cani assassini. Pareva che di colpo nel mondo fossero comparsi i rottweiler, e che avessero deciso di sferrare un letale attacco all’umanità. Bimbi sfregiati, proprietari massacrati, povere vecchiette in visita dai nipotini che diventavano pappa del cagnone cattivo. Ma ecco che arriva l’eroico ministro di allora, Livia Turco, che estrae dal cilindro una bella lista di cani pericolosi, e declama la sua soluzione salvifica: museruola e guinzaglio per tutti. Io, che ho sempre avuto cani di un certo tipo (mai pericolosi, perché la pericolosità è colpa di un’educazione sbagliata data dal padrone, un po’ come una pistola: innocua se ci fai due tiri al poligono, letale se te la punti negli occhi e tiri il grilletto) dovevo portarli a passeggio che parevano la versione canina di Hannibal Lecter. Fatto il decreto et voilà, basta cani feroci. Problema risolto. Qualche giorno fa un cane è uscito di testa perché il padrone lo aveva lasciato legato sotto il sole estivo (trentacinque gradi, senza acqua) e ha espresso un pacato disappunto azzannandolo alla guancia destra. Sfigurato. Potrei dire che gli sta bene, ma non ha fatto notizia. Hai perso il treno, cagnone impazzito, niente 15 minuti di celebrità per te. Questa è la parabola tipica di ogni questione cacciata in groppa al popolo italiano: prendi un certo dramma, spaccialo per emergenza nazionale, dividi il popolo tra fazione A e B (e che si odino e siano immiscibili come olio e acqua, guai a permettere che la massa possa trovare pacifiche vie di mezzo) spara un provvedimento che dovrebbe risolvere l’emergenza, raccatta gli applausi del volgo. Stragi sulle strade! Oh, cielo! Gli ubriaconi al volante possono finire all’ergastolo con il già esistente reato di omicidio, ma no, facciamoci belli inventandoci il reato di “omicidio stradale”! Donne massacrate! Rincretiniamo il popolo, diamo risalto alle uccisioni delle donne (che ci sono sempre state e purtroppo sempre ci saranno) e creiamo il reato di “femminicidio”! Perfettamente inutile anche questo, qualsiasi “femminicida” può beccarsi l’ergastolo anche con leggi che già esistono, ma il popolo che ne sa, l’importante è fingere di trovare soluzioni! Ah che bello, diamo l’impressione che l’Italia sia diventata tutta di un colpo un inferno per gli omosessuali; da oggi avanti Savoia, che i media raccontino minuziosamente ogni angheria sopportata da questi poveracci. Per punire i colpevoli ci sono già i reati d’ingiuria, diffamazione, percosse, lesioni e omicidio, ma inventiamoci un reato nuovo per ingraziarci i voti del mondo gay: ed ecco il reato di omofobia! Siamo tutti pecore tra i lupi, non è difficile prendere casi di “ordinaria inciviltà” e spacciarli per emergenza nazionale. Alla disperata ricerca di voti tra le vittime. Non sopporto la presunzione, in tutto questo, di farci mettere gli uni contro gli altri, e non sopporto come gli italiani ci caschino in pieno. Un esempio? Con la questione omofobia, una fazione da’ dei “froci” agli omosessuali, mentre gli omosessuali danno dell’“omofobo” praticamente a chiunque non accetti le loro tesi prostrandosi con riverenza. Ogni posizione ragionevolmente intermedia è bandita; se cerchi di ragionare, una metà della gente ti darà del frocio e l’altra ti darà dell’omofobo. Una cosa soprattutto non sopporto: l’idea di raddrizzare un popolo attraverso la punizione. Negli USA c’è la pena di morte, eppure il tasso di criminalità non è inferiore rispetto agli altri Paesi. Può una pena qualsiasi raddrizzare l’inciviltà, se addirittura quella capitale non riesce a farlo? Il codice penale deve esistere, ma non può essere la cura per l’inciviltà. Dev’essere quasi una dichiarazione di fallimento, un “non possiamo educare tutti e siamo quindi costretti a inventare punizioni per chi sgarra, scusateci”. L’unica cosa che funziona è l’educazione. Prendere i bambini, fin dalla prima elementare, fin dall’asilo, ed educarli al rispetto verso la propria e altrui vita. Il ddl omofobia è la summa di tutto questo. di Alberto Calabrò banner loscriptorium

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