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Home Page > Filosofia e morale > Femminicidio: tre giuristi ne parlano in un libro
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Nel mondo dell’informazione si ravvisano spesso delle ondate, per cui in un determinato momento un tema diventa l’argomento sul quale focalizzare l’attenzione del pubblico. Il tutto, inutile dirlo, spesso va a dispetto della correttezza dell’informazione.

Negli ultimi anni c’è un tema che viene ciclicamente riproposto, ed è quello del cosiddetto “femminicidio”. La parola – formata dall’unione di femina e caedere, ossia uccidere – è stata coniata dalla femminista e comunista messicana Maria Marcela Lagarde e lascia erroneamente intendere che tutte le donne vengono sempre uccise in relazione al loro sesso di nascita.

Nel solco di questa controversa discussione si colloca il libro Femminicidio – Abuso e violenza: riconoscere e intervenire, a firma del Professor Marco Monzani, dell’Avvocato penalista Marcello Paiar e dell’Avvocato civilista e cassazionista Maristella Paiar. Un testo di recente pubblicazione che, pur prendendo spunto dal fenomeno citato, tratta di differenti forme di abuso e violenza e le va a trattare sotto il profilo giuridico, seppure con tono divulgativo e accessibile.

Contattato da La Nuova Bussola Quotidiana, l’Avvocato Marcello Paiar ha affermato: «Il fenomeno del “femminicidio” è tema che evoca comportamenti di enorme disvalore sociale che la stampa sempre più stigmatizza rendendo il fenomeno mass mediatico. Femminicidio però è termine che non trova riscontro codicistico puntuale poiché è un fenomeno che racchiude in sé più fattispecie delittuose quali, principalmente l’omicidio ma anche la violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia, le lesioni, le minacce e lo stalking, cioè gli atti persecutori. L’idea è stata quella di fornire quindi un quadro di natura criminologico-giuridica che potesse permettere a chi si trovasse in situazioni simili, nell’immediatezza di poter analizzare ciò che gli sta accadendo, di comprendere e oggettivare il fenomeno e di attuare possibili rimedi alla situazione emergenziale contingente, capendo come comportarsi e quali potrebbero essere le soluzioni e le azioni da compiere una volta ottenuta la tutela immediata».

Quando si parla di “femminicidio”, tenuti salvi i contorni della questione secondo quanto chiarito, è importante tenere a mente che si è di fronte a un fenomeno – scrivono gli Autori – «di difficile definizione, comprensione, decifrazione e contrasto; estrinsecamente complessa in questo coinvolge necessariamente più discipline, le quali dovranno incontrarsi, confrontarsi e riconoscersi vicendevolmente». Inizialmente, infatti, questo tema veniva trattato esclusivamente in ambito sociologico, antropologico e criminologico, mentre ultimamente ha cominciato a interessare anche il mondo del diritto.

Nel testo, dopo un primo capitolo significativamente titolato Il femminicidio esiste?, i tre Autori allargano lo sguardo, analizzando i fenomeni che fanno da corollario all’omicidio (lesioni, violenza sessuale, maltrattamenti…) e dedicando un intero capitolo alla vittima e alle conseguenze della vittimizzazione. «Tutti i casi di femminicidio trattati dallo studio – afferma ancora l’Avv. Paiar –, che non hanno riguardato casi di omicidio (il libro tratta infatti principalmente di fattispecie diverse dall’omicidio), hanno un tratto comune ben analizzato nel libro, anche sotto il profilo criminologico: le persone vittime, si sentono dapprima inadeguate, poi colpevoli ed infine, solo o anche grazie all’aiuto di un consulente psicologo o psichiatra, acquisiscono la consapevolezza di essere vittime. In tutti i casi il disagio è evidente così come la difficoltà della vittima di affrontare il suo “aguzzino” sia prima sia durante il processo. Spesso tuttavia si può giungere, lavorando in team, a risolvere situazioni di grave malessere anche durante la fase processuale giungendo a sensibilizzare gli aggressori e ottenendo così vera tutela per la vittima».

Vittima che, come illustrato nel capitolo Cosa fare? Tra coraggio e paura dall’Avvocato civilista Maristella Paiar, ha diverse possibilità d’agire in forma preventiva, prima che si giunga al peggio.

Giulia Tanel


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