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Home Page > Aborto > Festa della Donna: parliamo di aborto e maternità
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Oggi è la Festa della Donna. Una festa basata su un falso storico, ideologicamente connotata, che viene usata per proclamare rivendicazioni non servono davvero al bene, alla salute, all’affermazione della donna e della sua dignità.

ProVita non intende accordarsi alla folta schiera di coloro che oggi parleranno del cosiddetto “femminicidio” (altra bufala mediatica e ideologica) o di quelli che si lamenteranno del gender gap: le lamentazioni non fanno altro che incentivare un circolo vizioso narcisistico che non porta a niente. Quello che serve è un’azione. Un’azione chiara, precisa, sessualmente connotata a favore della donna, delle donne.

Donna che sessualmente differisce dall’uomo, fisicamente e psicologicamente (evviva la differenza!), ma soprattutto donna che è madre.

Non solo e non tanto in termini fisici: la donna è madre perché ha nelle sue corde l’accoglienza e la cura. Naturalmente, per alcune questa prerogativa è più spiccata, mentre in altre lo è meno, ma c’è. Negare la natura delle cose è il vero femminicidio, in nome di un gender neutral che appiattisce il mondo e lo rende sterile:  stiamo “perdendo” schiere di donne e di uomini, che  hanno pari dignità, ma sono immensamente diversi. Ma è questa  diversità che ha reso possibile il continuo progredire del genere umano.

Noi, Donne della Redazione di ProVita, intendiamo dunque oggi cogliere l’occasione di questa festa posticcia per rimettere al centro del dibattito due temi: il primo, quello dell’aborto; il secondo, quello della maternità.

Donna: l’aborto uccide tante bambine e nuoce gravemente alle madri

Il tema dell’aborto ha mille sfaccettature: quando si uccide una persona, le conseguenze che si generano a effetto domino sono di vasta portata e incontrollabili. Ci soffermiamo su due aspetti:

  • l’aborto uccide, in maniera selettiva, moltissime bambine. Esistono infatti ancora, nel mondo, dei Paesi dove avere una prole femminile non è considerato socialmente o economicamente “vantaggioso”, e dove la pianificazione familiare coatta comporta l’aborto sesso selettivo delle bambine. Perché, in questi casi, nessuno parla di femminicidio? Dove sono qui i paladini dei diritti delle donne? Forse le bambine nel grembo materno valgono meno di quelle già nate e cresciute?
  • L’aborto volontario comporta gravi rischi per la salute fisica e psicologica della donna: perché nessuno ne parla e anche il nostro Istituto Superiore della Sanità tace su tale evidenza? ProVita ha diffuso un libretto per informare in tal senso (Per la salute delle donne, a cura di Lorenza Perfori) e ha anche lanciato una petizione, perché le donne hanno il diritto di essere informate, e informate in maniera completa, veritiera e precisa sulle conseguenze che può avere l’aborto.

Donna e UE: legittimato il licenziamento in gravidanza

Veniamo ora all’aspetto della maternità che, lo sappiamo, non è né incentivata, né tutelata. Ebbene, come riporta il giornale comunista Contropiano, «il 22 febbraio scorso,  la pletorica Corte di Giustizia Europea – 47 membri e 11 avocati generali, per 4/5 maschi – ha sorprendentemente legittimato il licenziamento di una donna in gravidanza nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo. Una sentenza degna del peggior Ponzio Pilato, perché da un lato riafferma il valore ancora attuale della direttiva Ue 92/85 che vieta il licenziamento delle lavoratrici nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il termine del congedo di maternità, ma dall’altro dà semaforo verde ai licenziamenti quando “non connessi allo stato di gravidanza”. Insomma: incinta o no, se un’azienda inventa la giusta formuletta e giura e spergiura che non ti licenzia perché sei in gravidanza, padronissima di farlo. Vengono così superate persino le dimissioni in bianco che ancora oggi moltissime donne sono costrette a firmare all’inizio di un rapporto di lavoro, hai visto mai gli venisse in mente di fare un figlio».

Chiaro, no? Una donna non conta tanto in quanto persona e non viene sostenuta nel momento in cui rende un servizio alla collettività – mettere al mondo un figlio – ben maggiore rispetto a un impiego di 40 o più ore settimana: una donna conta in quanto produttrice di PIL. Sono le logiche di mercato a vincere, non la nostra umanità.

A questo proposito vi segnaliamo la Dichiarazione mondiale delle madri – che sono donne – che sarà presentata all’ONU in occasione di questo 8 marzo, con la firma – tra le tante – di ProVita onlus (per approfondire cliccate qua).

Donna, sii fiera della tua duplice X!

Ecco quindi che, noi Donne della Redazione, per questa Festa della Donna ci sentiamo di augurare a tutte di essere fiere della XX di cui siamo portatrici e di influenzare beneficamente il mondo con la femminilità, che è accoglienza, empatia, attenzione al più debole: il vero femminismo è questo.

E auguriamo altresì a tutti gli uomini che ci leggono di trovare, nella vita, donne che siano veramente tali e che consentano a loro di realizzarsi in quanto uomini.

Le Donne della Redazione


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