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Home Page > Filosofia e morale > Festival di Sanremo: hanno vinto anche le donne?
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Anche quest’anno il Festival di Sanremo si è concluso, con il suo solito can can di apprezzamenti e polemiche: ascolti da record, un Claudio Baglioni grande protagonista, una Michelle Hunziker che si è dimostrata una showgirl eclettica e che ha affascinato con i venti abiti indossati milioni di italiani, un Pierfrancesco Favino che è risultato essere all’altezza della situazione e le solite canzonette all’italiana delle quali tutti dicono di essere stufi ma che alla fine tutti ascoltano. Insomma, la 68esima edizione sanremese si è mantenuta nella media degli ultimi anni.

Ci preme qui tuttavia sottolineare una particolarità del Festival 2018, ossia la “quota rosa”, che ha avuto nella Hunziker la massima esponente. La svizzera ha infatti, a nostro avviso, rappresentato bene le donne: femminile e quasi mai eccessiva nel mostrare il proprio corpo, sorridente e calorosa, è stata il vero collante tra Baglioni e Favino e ha saputo accogliere e valorizzare i diversi ospiti che si sono alternati sul palco.

Naturalmente, per tutto questa è stata duramente criticata. Per esempio le “femministe” non hanno trovato nulla di meglio che muoverle accuse per aver indossato un vestito rosa, a loro avviso forse troppo stereotipato e poco incline al gender fluid.

E anche Selvaggia Lucarelli non ha trovato di meglio che attaccare la Hunziker su Il Fatto Quotidiano e sui social, criticando l’Associazione che la showgirl e Giulia Bongiorno hanno fondato già nel 2007: Doppia Difesa, che ha lo scopo, si legge sul sito, di «aiutare coloro – donne in particolare – che hanno subito discriminazioni, violenze e abusi ma non hanno il coraggio, o le capacità, di intraprendere un percorso di denuncia, perché vivono nel più totale isolamento ideologico e sociale, nel silenzio e nell’indifferenza generali che portano, assai spesso, a non essere per nulla consapevoli del proprio status di vittime. La Fondazione svolge la sua attività su un duplice binario, psicologico e giuridico, credendo anche nella necessità della sensibilizzazione».

Senza entrare nel merito del litigio in questione e senza soffermarci troppo sul tema oggetto di Doppia Difesa (i nostri Lettori conoscono la nostra posizione sul tema del cosiddetto “femminicidio” e le bugie che vengono diffuse in merito), è interessante notare l’acredine di una donna contro due donne che vorrebbero  solo aiutare altre donne. Insomma, un litigio tutto in rosa: perché?

L’accusa mossa dalla Lucarelli è la mancata diffusione del bilancio del 2017 (che peraltro deve essere approvato entro il 30 aprile 2018) e il fatto che l’Associazione spesso non risponda al telefono. Tutto falso, per la Hunziker, la quale afferma che la sua Associazione aiuta duemila donne l’anno e chiama in causa la politica: «Stupita dell’attacco? No, non mi sono stupita di niente. Perché, dopo anni di attività, Giulia si è candidata alle elezioni per la Lega ed è arrivato questo attacco politico. Quello che scrivono è falso…».

Ma veniamo a un’altra accusa mossa alla Hunziker: il fatto di aver citato la Madonna, «mamma di tutte le mamme». In televisione si può infatti fare e dire quello che si vuole, ma non chiamare in causa la propria fede o attaccare il mondo Lgbt (Favino è stato criticato  per aver fatto una battuta –  a detta dei più, “omofobia”- sul transgender Conchita Wurst, ospite nel 2015)… ma Michelle non si è fatta molto scomporre e, anche a Festival chiuso, ha continuato a testimoniare con forza la sua femminilità e il suo essere mamma, ringraziando in particolare la figlia Aurora Ramazzotti per il sostegno, e annunciando che vorrebbe un quarto figlio.

Concludendo, quindi, il Festival di Sanremo 2018 è stata un’edizione, nel complesso, più “rosa” e meno Lgbt di quelle tenutesi nel recente passato

Teresa Moro


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