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Home Page > Filosofia e morale > Il patrocinio al Gay Pride sì, al Congresso delle Famiglie no
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Mancano pochissime ore al gay pride romano e l’amministrazione capitolina, manco a dirlo, ha patrocinato e finanziato l’evento. L’assessore allo Sport e ai Grandi Eventi, Daniele Frongia, ha ribadito l’«importanza sia simbolica che concreta» del gay pride «per la sua lotta contro le discriminazioni e a favore dei diritti del mondo Lgbt. Da questo punto di vista» ha aggiunto l’assessore, «Roma è orgogliosa della manifestazione e dà il proprio patrocinio e la sostiene con i propri servizi di pulizia e sicurezza».

La voce del buon senso Alla manifestazione arcobaleno sarà presente, sia in qualità di segretario del Partito Democratico, che di presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che del resto appoggia tutti gli eventi del Pride Month. «Aderiamo al Mese dei Pride, all’Onda Pride, alle mobilitazioni e alle manifestazioni che si stanno tenendo in tutta Italia per garantire pari diritti e pari dignità alla comunità Lgbti. Noi ci siamo!», ha dichiarato il segretario dem in un tweet.

Vicino da tempi sospetti alle posizioni Lgbt, Zingaretti ha anche espresso il suo sostegno al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e al Roma Pride nella candidatura di Roma come sede del WorldPride 2025, nel 25° anniversario del primo storico Gay Pride romano, quello provocatoriamente celebrato durante il Grande Giubileo del 2000.

Sulla candidatura di Roma al WorldPride 2025, c’è piena convergenza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, come dimostra la mozione trasversale a sostegno dell’evento, firmata dai rispettivi gruppi consiliari, assieme a Sinistra x Roma.

La giunta capitolina offre quindi una conferma di come sia schierato il Movimento 5 Stelle su vita e famiglia. Il patrocinio al gay pride è ok, mentre i manifesti di Pro Vita & Famiglia non sono graditi. Una scelta di campo esplicita, che presenta però un minimo velo di ambiguità: il sindaco Virginia Raggi non sarà presente di persona al Roma Pride. Probabilmente ha compreso che metterci la faccia, nell’adesione a cause così controverse come quelle Lgbt non porta voti. Quello slogan “Renzi, ci ricorderemo”, risalente al Family Day 2016, ha evidentemente colpito nel segno… E a livello nazionale, per non dimenticare: vi ricordate che anche il patrocinio di Palazzo Chigi fu altamente criticato da tutti i 5 Stelle?

Luca Marcolivio

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3 Commenti, RSS

  • Antonio Massimo Marinetti

    dice su:
    08/06/2019 alle 17:25

    La dignità come persone siano esse nere o bianche, etero o omo è fuori discussione, ma essere discriminati per le proprie convinzioni, per le proprie idee proprio da coloro che lo sono stati (e che ancora lo sono) mi sa di propaganda politica e di dittatura sul pensiero e sulle coscienze.
    Ma che vogliamo da una società violenta, malata di sesso e morte.
    Che fa diventare il sesso egoismo, separato dall’amore e dalla procreazione, e fine a se stesso, senza rispetto per l’uomo, per le persone.
    Una società che condanna alla pena capitale i deboli, gli anziani, i disabili, bambini ancora non nati e già non voluti.
    Una società dove il tornaconto personale con ogni mezzo è un valore.
    Per questo si deve lottare, lottare per la verità, per il rispetto, per la cultura e l’educazione, per far crescere la maturità delle persone nelle loro scelte, per la vita.
    Scusate lo sfogo, forse sono anche andato fuori tema.
    Sinceri saluti.

  • Aldo Bonet

    dice su:
    09/06/2019 alle 05:43

    Va detto e ricordato però che al Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona c’è stata la senatrice del Movimento 5 Stelle Tiziana Drago che è intervenuta parlando e mettendoci la faccia e ha spiegato che nel M5S non sono tutti che la pensano in un certo modo: per fortuna.

    Certo che Di Maio deve aver capito (ora) che non è stata una scelta felice mettersi contro le famiglie naturali, anche perché, è stato istigato dalla astuta perfidia della giornalista Concita De Gregorio che gli ha messo in bocca la risposta alla domanda trabocchetto che gli aveva fatto: mica andrà a Verona da quelli che vogliono che la donna sia schiava a casa ad accudire e fare solo figli spero? No eh?.. Così incastrò Di Maio il quale non ha riflettuto che a votarlo ci sono state milioni di famiglie naturali che si sono sentite tradire e insultare come: medievali, sfigate e fanatiche. Senza pensare che, milioni di famiglie italiane devono vivere da medievali, da una vecchia politica cinica che le ha ridotte così.

  • Mario Provita

    dice su:
    09/06/2019 alle 19:24

    Spero che i lettori si ricorderanno di questo ed altri episodi simili, per le prossime elezioni.

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