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Home Page > Dipendenze > Il porno fa male: team di baseball a lezione
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Il porno ha effetti devastanti, e spesso incontrollabili, sulla vita delle persone. Spesso si parte da un’immagine o da un breve video, ma poi è facile che – da qui – si cominci a scendere verso il basso, con contenuti sempre più spinti e con soggetti che possono arrivare a essere minori. Castelli mentali? No, la triste realtà: il porno ingabbia le menti di sempre più persone, a dirlo sono i fatti (qui i numeri di Pornohub per il 2017), e si sta trasformando in una vera e propria emergenza sociale, complice la maggiore disponibilità di materiale: un tempo almeno bisognava mettersi in gioco e andare a comprare i giornaletti porno, sfidando il controllo sociale, ora invece è sufficiente una connessione internet e un pc o uno smartphone. Non a caso diversi Paesi stanno correndo ai ripari, vietando l’accesso a determinati siti.

Di fronte a tutto questo, i giocatori, gli allenatori e lo staff della Kansas City Royal – organizzazione di baseball professionista – hanno intrapreso una iniziativa interessante, all’inizio della formazione primaverile di quest’anno: tutti a scuola di anti-porno.

Scrive LifeSiteNews: «Il direttore generale della squadra, Dayton Moore, ha invitato il gruppo anti-porn Fight the New Drug (FTND) a parlare con la squadra delle devastanti cause del porno nei cuori e nelle relazioni degli uomini. Più di 200 giocatori, allenatori, allenatori e personale hanno partecipato volontariamente alla presentazione di FTND all’inizio della loro formazione primaverile quest’anno. […] Gli atleti professionisti sono i principali bersagli per il veleno del porno. L’ambiente ad alta pressione, l’adulazione dei fan e il costante viaggiare lontano da casa si combinano per creare terreno fertile per il vizio».

Insomma, al Kansas City Royals interessa certamente come giocano i suoi giocatori, ma interessa anche che stiano bene a livello complessivo. E una persona che fa uso di porno di certo un qualche grado di malessere lo presenta: il porno va a colmare un vuoto, lo si chiama in causa nella speranza di sanare una ferita e rinchiude chi ne fa uso in un circolo di autosoddisfazione che richiede di essere sempre alimentato con cose nuove, con cose altre… lasciando un segno indelebile lungo tutto il resto della vita, anche se si riesce ad uscirne.

«Tutti i miei amici hanno guardato [porno]», ha per esempio affermato Austin Womack, allenatore di baseball della lega minore, che ha dovuto lottare contro l’utilizzo compulsivo di video porno iniziato quando aveva 12 anni. «Non ero contrario fino a quando ho iniziato a combattere attivamente questa dipendenza… allora ho iniziato a capire che c’erano zone della mia vita che sono state influenzate negativamente dalla mia dipendenza da porno».

La realtà ci dice infatti che una persona soddisfatta e in pace con la propria sfera sessuale non solo non parla o pensa continuamente al sesso, ma vive lo stesso in maniera serena, attribuendogli il giusto significato all’interno di una vita di coppia. La sessualità è infatti importante nella vita di una persona, nessuno lo nega, tuttavia essa va vissuta come un aspetto della vita (e non come un assoluto) e soprattutto va inserita in relazione a un’altra persona in carne ed ossa, con la quale si è scelto di condividere una parte così intima di se stessi. Il porno rende le persone – sia chi ne fa uso, sia chi viene “utilizzato” – degli oggetti di piacere, dei meri contenitori: invece una sana sessualità è ben altro, ed è di gran lunga più appagante.

Teresa Moro 


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