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Home Page > Filosofia e morale > Medicina ed etica, tra utilità e felicità
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La toccante vicenda di Vincent Thomas residente a Detroit, 58 anni, afflitto da un mieloma multiplo, può essere un valido spunto per riflettere sull’importanza di certe scelte etiche in medicina.

E’ anche interessante per ponderare come esse si riflettano sul Servizio Sanitario di diversi Paesi: nella fattispecie, Stati Uniti e Regno Unito.

Il signor Thomas ha combattuto con il mieloma per parecchio tempo, finché il male è prevalso: gli hanno diagnosticato poche settimane di vita e hanno sospeso ogni medicina antitumorale (che ormai erano inutili). Ma per soprammercato il povero signor Thomas era quasi cieco per via di una spessa cataratta. Però, egli chiese ai suoi dottori di operarlo agli occhi: voleva disperatamente rivedere la sua famiglia prima di morire.

La riunione del Michigan Medical, l’ospedale che lo aveva in cura fu molto combattuta: la medicina poteva ridare la vista al paziente, ma per quanto tempo? E con quali costi? (L’operazione di cataratta costa circa 3000 dollari). L’anestesista, che aveva studiato Gran Bretagna, aveva detto che la cataratta di Thomas non sarebbe mai stata rimossa in quel paese, dove la medicina decide innanzi tutto in base all’utilità di determinati trattamenti e procedure (l’abbiamo visto, con Charlie Gard…). Quindi, per usare gli occhi solo qualche settimana, il costo dell’intervento non poteva essere giustificato.

Invece è prevalsa l’opinione che la medicina avrebbe potuto e quindi dovuto dare un po’ di felicità ad un uomo che essa non aveva potuto guarire.

L’intervento è andato bene. Il signor Vincent ha riacquistato la sua indipendenza, ha potuto perfino guidare la macchina, e ha rivisto i suoi parenti. E’ morto pochi mesi dopo.

Finché non prevale del tutto la mentalità eutanasica, ancora si pensa che il compito della medicina sia quello di prolungare la vita, di guarire, ma – dove non sia possibile – di curare. E nella cura rientra anche il miglioramento della qualità della vita, anche dei pazienti terminali.

Certo, con una bella eutanasia, il Sistema Sanitario americano avrebbe risparmiato il costo dell’operazione e al signor Thomas si sarebbe risparmiato l’incomodo di dover andare a trovare la famiglia.

Redazione

Fonte: BioEdge

 


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