05/09/2018

Pedofilia: arrivano le “Sex doll child”- Parla don Di Noto

Torniamo ad affrontare lo spinoso tema della pedofilia, e lo facciamo con colui che si può a giusta ragione definire il massimo esperto in Italia, don Fortunato Di Noto. Il motivo dell’intervista è presto detto: una nuova perversione sta cominciando a diffondersi anche in Italia, quella delle bambole per pedofili (un’evoluzione, per alcuni, delle sex dolls, che ora si possono addirittura “incontrare” in specifiche case d’appuntamento).

Don Fortunato, ad oggi le bambole per pedofili sono disponibili anche in Europa e, nello specifico, in Italia?

Le Aziende propongono i prodotti online. Da tutto il mondo possono essere acquistate senza alcun problema, anche se alcuni Stati hanno provveduto a limitarne il commercio e in altri son state avviate anche delle indagini con indagati “pedofili” che avevano acquistato il prodotto che riproduce fattezze di neonati e preadolescenti, con vari kit di vestiti per realizzare anche delle location erotiche, con strumenti annessi feticisti. Noi non diffonderemo nessun link (unico modo per non diffondere i prodotti) che si aggirano tra i 100 dollari fino a 1.000. Un florido mercato. Inquietante è anche il fatto che i produttori, questo emerge da alcuni riscontri, le fattezze, gli abiti e non solo, riproducono le sequenze di foto e video di reali bambini abusati (materiale, almeno per quanto riguarda Meter onlus, denunciato alle varie Polizia nel mondo). Se c’è un mercato, c’è un esigenza del prodotto, un bisogno che deve essere soddisfatto. È certamente un mercato aperto ai perversi che hanno pulsioni sessuali per i bambini, e che in un modo e in un altro vogliono soddisfare.  Porrei comunque alcune domande, che dovrebbero rispondere chi è preposto al controllo o quantomeno a limitare il commercio nei Paesi che sono – speriamo non solo formalmente, a difesa dell’infanzia: si vieterà il commercio, si indagherà su chi comprerà queste bambole sessuali con fattezze di bambini? Non è quantomeno similare la fattispecie che in merito alla detenzione del materiale pornografico (600 quater Cod.Penale) relativo al materiale pornografico che rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni 18 o parti di esse? Per le immagini virtuali (vorremo sapere se rientrano anche le bambole) si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni reali. Ecco forse dovrebbero dirci qualcosa i giuristi, direi anche chi interpretata la legge. Ci aiuterebbe molto ad avere un chiaro orientamento.

Il costo delle bambole non è basso, ma è raggiungibile da molti utenti potenziali. Prevede un rapido sviluppo di questo mercato perverso?

La perversione umana è non solo elaborata e si nutre del reciproco consenso tra persone libere e consapevoli, ma ha raggiunto, o almeno vorrebbe, un livello anche pseudo-culturale, di normalizzazione di ciò che è perverso: relazioni tra adulti e bambini. La battaglia (se vogliamo chiamarla così) non trova un consenso comune, una reazione condivisa, una capacità di sottoscrivere che, lo dico così, i bambini non si toccano. Non c’è quasi nessuna reazione. La sessualità è matura quando permette di crescere, crea una complicità ed evoluzione emotiva reciproca tra esseri umani. Con le sex dolls (immaginate con le fattezze da bambini) è una sessualità parziale, distorta, una perversione incontrollabile.

Il tema della pedofilia è pervasivo, eppure se ne parla poco. Ritiene che con la diffusione di queste bambole si avranno meno attacchi a bambini in carne e ossa, oppure si verificherà l’effetto contrario?

L’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia è un reato, con il quale vengono punite condotte apologetiche e di istigazione connesse ai delitti di pedofilia e pedopornorafia, anche virtuale, che sicuramente travalicano, per cadere nell’illeceità, in confini della libera manifestazione di pensiero. Non so, aiutatemi anche voi a capire, una bambola sembra che sia innocua, un fumetto non dice nulla, ma è a ciò che istiga e rimanda che crea preoccupazione. È quello che ho già detto in risposta alla prima domanda. Una bambola con fattezze da bambino, in atteggiamenti sessuali e di invito a compiere atti sessuali, non è forse una istigazione a un aumento della perversione? Ricorrendo alle sex dolls child, lo dicono anche gli esperti, si può facilmente sconfinare nella perversione su bambini in carne ed ossa. In psicologia si parla di perversione proprio quando una pratica diventa vincolante per raggiungere l’orgasmo. C’è poi il rischio di sviluppare una dipendenza nei confronti di questi strumenti [e come tutte le dipendenze poi si crea assuefazione e allora quello strumento non basta più e serve “qualcosa di più”, serve il bambino in carne ed ossa].

Alcuni lo dicono che potrebbe diventare una pratica preventiva, così da risparmiare dagli abusi sessuali i bambini. Non credo in questa seconda tesi.

La sua associazione Meter lotta da anni contro la pedofilia. Ad oggi, secondo Lei, qual è la modalità più consona per combattere il fenomeno, anche alla luce dei motivi per cui questa perversione si sviluppa negli adulti?

27 anni di impegno, costante, senza sosta, anche quando non c’era nessuna legge, che con molta fatica abbiamo cercato di promuovere. Per amore di cronaca, la prima mozione al mondo di un Parlamento, quello italiano, che impegna il governo ad attivare tutte le misure contro la pedofilia e la pedopornografia porta l’impegno del sottoscritto (e me ne onoro!). Non tutti siamo uniti in questa lotta, spesso siamo distanti, in disaccordo, frammentari e burocratizzati. Si pensi al fatto che è un conto dire che la «pedofilia e la pedopornografia sono un crimine contro l’umanità» (non tutti sono d’accordo, lo posso garantire!) e un altro contro avere una omogenea legislazione in tutti gli Stati del mondo (una chimera e una fatica). Un contro è avere Tavoli di lavoro, Osservatori, Commissioni, ma poi non si opera tutti allo stesso modo. Un abuso è un abuso, da qualunque parte provenga. Questo è faticoso farlo capire: anche sulle bambole con fattezze di bambini per scopi sessuali, non ci trovano d’accordo. Questo è il dramma nella tragedia.

Basta consultare i Report Meter, non elaborati da società di statistica, ma numeri reali di drammi che già i bambini hanno subito: dovremmo scendere in piazza senza divisioni e giochi di potere. Noi continuiamo come sempre. Meter negli ultimi anni ha fatto sviluppare con le sue denunce 23 operazioni di Polizia nazionale e internazionale: più di 250 arresti, più di 4.000 indagati, 20 milioni di foto e video denunciate, migliaia di server coinvolti in tutto il mondo. Ma nonostante tutto non siamo soddisfatti, perché si potrebbe fare di più, soprattutto le Polizie e gli Stati coinvolti. Ecco la domanda: perché non si fa di più?

Giulia Tanel

 

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