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Home Page > Filosofia e morale > Per il piccolo Loris e tutti i bimbi uccisi. Anche quelli nel grembo materno
Loris_Ragusa_omicidio_aborto_Guerini

L’Avv. Pietro Guerini, Presidente del Comitato nazionale NO194, prende le mosse dal tristissimo, agghiacciante, folle omicidio del piccolo Loris , il bimbo di 8 anni ucciso a Ragusa per stracciare il fitto manto dell’ipocrisia di chi decide a tavolino quali sono i bambini che possono vivere e quali no; di quali omicidi le cronache si debbono occupare ed il pubblico sconvolgere e di quali non curarsi.

Chi ha diritto di vivere e chi no.

 

Spettabile redazione,

nel mentre si configura una possibile responsabilità della madre del piccolo Loris , vittima innocente del delitto di Ragusa, appare palese l’ipocrisia di coloro che si scandalizzano per l’eventuale condotta della sig.ra Veronica, alla luce della legalizzazione dell’aborto volontario, avvenuta per via parlamentare nel maggio del 1978 e ratificata di fatto a livello popolare nel 1981.

Ricordo che nel vigore di questa legge, che vogliamo abrogare per via referendaria con il nostro comitato a cui si può aderire tramite il sito www.no194,org, in 36 anni sono stati 6 milioni i figli legalmente e ufficialmente soppressi su decisione delle loro madri.

Chi ha soppresso il proprio figlio durante la gravidanza (al pari di chi ha contribuito con parole, opere od omissioni a tale evento) abbia il pudore di stare zitto, non potendo dare lezioni su cosa sia il rispetto verso la vita dei propri figli e, comunque, dei più piccoli.

Avv. Pietro Guerini – Presidente nazionale comitato No194

 

Redazione

Fonte della lettera: RadioSpada

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3 Commenti, RSS

  • avv. Luca Campanotto

    dice su:
    09/12/2014 alle 23:13
  • Antonella Capuano

    dice su:
    23/10/2016 alle 17:22

    Non ho seguito attentamente questa storia deprimente come tutte le altre in cui muoiono bambini, ragazzine per mano di assassini, spesso parenti diretti o addirittura genitori.
    Però sull’aborto penso che posso esprimere un mio parere che é quello di stupirmi di fronte a tanto accanimento ancora e altrettanto invadenza in fatti che sono solo una cosa privata. Perché non ci occupiamo di salvare le vite di bambini già nati, che si trovano nei paesi in guerra o di quelli nei paesi degli immigrati sui barconi? Salvarli dalle morti quasi certe…da una vita infame… oggi ho letto di una donna incinta morta sul barcone…
    stiamo qui a preoccuparci dolo di giudicare le scelte e senza dare un dito non una mano a chi é in difficoltà o a quelle mamme che non saprebbero o non potrebbero svolgere il loro ruolo e decidono sulla propria pelle, reputazione e sicuramente il dolore intimo se non presto in futuro di questa scelta?

    • Redazione

      dice su:
      24/10/2016 alle 06:58

      Credo che lei non abbia letto con attenzione i nostri (tanti) articoli sull’aborto: abbiamo sempre detto e constatato che le donne sono nella maggior parte dei casi vittime (quasi) come i bambini. Anzi sono abbandonate a se stesse dalla cultura della morte che nega (mentendo e sapendo di mentire) le gravi conseguenza fisiche e psichiche dell’aborto per le donne.
      Il problema è: abbiamo rispetto per le persone, per la vita umana?
      Se sì, dobbiamo averlo sempre: sia per i bambini già nati, sia per gli adulti e i vecchi, sia per i bambini non nati: l’unica differenza che c’è tra un nato e un non nato è che quello si vede e strilla e il non nato non si vede e non può parlare.
      Se cominciamo a dire che “certe categorie” di persone non meritano tutela, chi vieterà un domani di mettere nella categoria dei non tutelati (= ammazzati) anche i malati, gli anziani, gli stupidi, i neri, gli ebrei…. ?????

      Le ho messo qui qualche link, ma se naviga un po’ nel nostro sito ne trova a centinaia. E se non li trova ci contatti pure.
      Cordialmente

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