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Home Page > Filosofia e morale > Si occupava di diritti dei bambini. Condannato per abusi su minore
Peter Newell

Un famoso attivista per i diritti dei bambini, ex consulente dell’Unicef, Peter Newell, è stato condannato a sei anni e otto mesi per aver abusato sessualmente di un ragazzino negli anni ’60. La notizia è stata riportata dalla Bbc.

Il fatto è eclatante in quanto quello di Peter Newell non è un nome qualunque: parliamo di un ex consulente dell’Unicef, autore dell’implementazione della Convenzione dei Diritti del Bambino, varata a Ginevra nel 1998, e adottata da vari Paesi. In questo documento, il punto nevralgico è la direttiva, rivolta ai vari Stati, in cui si chiede di rispettare la capacità di “autodeterminazione” dei più piccoli. Un concetto ambiguo e scivoloso, tanto che oggi ne permette la sessualizzazione precoce.

La voce del buon senso I fatti che avrebbero portato alle manette per Newell, sarebbero una serie di abusi minorili compiuti ripetutamente dal 1960 al 1968, venuti a galla solo dopo un’indagine iniziata nel 2017 in Gran Bretagna dopo le prime accuse di pedofilia rivolte contro ben 125 attivisti inglesi operanti in alcune Ong impegnate nel settore degli aiuti all’infanzia. Ma la dimensione reale del problema è emersa chiaramente solo il 9 febbraio scorso, quando il Times ha pubblicato un reportage che indica decine di dipendenti della Ong Oxfam come responsabili di abusi sessuali, proprio sui minori dei Paesi, ironia della sorte, in cui venivano realizzati gli interventi umanitari (fra gli indagati ci sarebbero anche i dipendenti di Save the Children per 31 casi di abusi e di Medici Senza Frontiere). MacLeod, ex direttore Onu, ha dichiarato che sarebbero addirittura 60 mila i casi di abusi commessi da circa 3.300 impiegati operanti nel settore.

Inoltre, ha sottolineato dalle colonne del The Sun, che si conterebbero addirittura «decine di migliaia di operatori con tendenze pedofile in giro per il mondo, ma se indossi la maglietta dell’Unicef nessuno ti chiede conto del tuo operato». E infine che il problema sarebbe persino «radicato e diffuso in tutto il mondo degli aiuti umanitari».

Manuela Antonacci

Fonte: BBC

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