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Home Page > Filosofia e morale > Sovranismo islamico e nuovi diritti… in Italia
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Che il populismo e il sovranismo siano i nuovi veri protagonisti della politica occidentale, è un dato di fatto ormai universalmente assodato. Che cosa esattamente si celi dietro queste due parole, invece, è meno chiaro. Infatti, se da una parte questi due termini indicano una sorta di ribellione da parte dei popoli contro l’agenda globalista perseguita dalle élite, dall’altra vi sono anche settori interni, per non dire sottoinsiemi allo stesso movimento sovranista che meriterebbero una indagine più attenta. Sì, perché è nell’ambito di detti sottoinsiemi che potrebbe prossimamente nascere il Movimento islamico sovranista.

A dare questo annuncio è stato il signor Cristian Karim Benvenuto, italiano convertito all’Islam, il quale ha rilasciato una intervista esclusiva a ofcs.report, nel corso della quale ha espresso l’orientamento sovranista di alcuni musulmani italiani, che potrebbero prossimamente anche fare squadra e fondare una loro sigla partitica.

«Ci dichiariamo di destra e siamo fieri della nostra italianità», ha dichiarato Benvenuto, il quale ha aggiunto: «Secondo una mia opinione personale, ma condivisa da molti amici e conoscenti, un cittadino di fede musulmana non dovrebbe aderire a ideologie che vogliono disintegrare la tradizione della famiglia, specialmente quando si parla di coppie gay, coppie di fatto, utero in affitto, teorie gender e così via».

La voce del buon senso Tutto ciò, ha continuato il nostro connazionale convertito alla fede mussulmana, «sempre nel massimo rispetto delle scelte altrui, pur non condividendole». Un rispetto, ha evidenziato ancora l’uomo, che riesce difficile assicurare a «chi si ostina a vedere l’Islam e i musulmani non come un alleato naturale, ma come nemico e causa della decadenza italiana, nonostante ci dichiariamo di destra, fieri del nostro retaggio e della nostra italianità».

Che dire, fa certamente piacere apprendere come una parte del mondo islamico italiano non intenda «aderire a ideologie che vogliono disintegrare la tradizione della famiglia, specialmente quando si parla di coppie gay, coppie di fatto, utero in affitto, teorie gender e così via». Tuttavia va per correttezza precisato che, prima di siglare qualsivoglia forma di eventuale collaborazione del mondo pro life e pro family con nuove realtà islamiche sarebbe opportuno prima intendersi bene sulle modalità di applicazione di un possibile contrasto all’utero in affitto e all’ideologia gender.

Ad ogni modo, quanto dichiarato da Cristian Karim Benvenuto appare oggettivamente interessante perché evidenzia – a chi ancora non lo avesse inteso – un aspetto fondamentale, e cioè il fatto che non occorre essere cristiani, credenti e neppure di matrice culturale occidentale per capire come, «quando si parla di coppie gay, coppie di fatto, utero in affitto, teorie gender», sia possibile assumere atteggiamenti e prospettive ideali differenti da quelle della cultura dominante.

L’intervista di questo signore convertito all’Islam è cioè utile a infrangere una volta per tutte un mito caro alla narrativa politicamente corretta dei media in materia di bioetica: quella dell’ultracattolico, termine volto a designare il fondamentalista cristiano, tipo che osteggia «coppie gay, coppie di fatto, utero in affitto, teorie gender». Beh, care penne al servizio del mainstream, ditelo a Cristian Karim Benvenuto, ultracattolico. Se avete il coraggio, ovviamente.

Giuliano Guzzo

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