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Il 2 maggio, il presidente Trump ha partecipato al National Day of Prayer, la giornata nazionale di preghiera, in cui tutti gli americani sono chiamati a pregare per il loro Paese e per i loro leader politici e durante la quale il presidente degli Stati Uniti è tenuto a fare una dichiarazione ufficiale. In questa occasione il presidente ha dato una notizia straordinaria, annunciando la sua decisione di sostenere l’approvazione di un decreto che protegga, garantendola in più ambiti, la libertà religiosa degli americani.

Per avere un’idea della portata di tale iniziativa, basti pensare che, nel momento in cui il decreto del presidente comincerà a essere applicato, i lavoratori americani potranno finalmente rifiutarsi di amministrare o di registrare le “nozze” omosessuali, di praticare o di tollerare l’aborto o di fornire contraccettivi nei vari servizi pubblici, dall’istruzione alla sanità. Nessun individuo potrà essere costretto a compiere attività che violino le proprie convinzioni religiose.

La voce del buon senso «Ogni cittadino ha il diritto assoluto di vivere secondo gli insegnamenti della propria fede e le convinzioni del proprio cuore», ha detto Trump durante il National Day of Prayer; «questo è il fondamento della vita americana. Per proteggere questo patrimonio, la mia amministrazione ha fortemente difeso la libertà religiosa, due parole di cui non avete sentito parlare per un lungo periodo di tempo, ma d’ora in poi le sentirete sempre, “libertà religiosa”. All’inizio di questa settimana ho preso provvedimenti per garantire che gli impiegati federali possano prendersi del tempo libero per osservare le festività religiose», ha annunciato, e «proprio oggi abbiamo definito nuove protezioni amministrative per garantire la libertà di coscienza per medici, farmacisti, infermieri, insegnanti, studenti e organizzazioni di beneficenza basate sulla fede».

Secondo un comunicato stampa del Dipartimento di Salute e Servizi Umani degli Stati Uniti (Hhs), la norma finale «assicura che l’Hhs applichi l’insieme completo degli strumenti necessari per far rispettare le leggi che esonerano gli operatori sanitari dal “dover fornire, partecipare, pagare, fornire copertura di, o fare riferimento a, servizi come l’aborto, la sterilizzazione o il suicidio assistito. Insomma», come sottolinea anche Roger Severino, direttore dell’ufficio Hhs per i diritti civili (Ocr), «questa norma garantisce che le strutture sanitarie e i professionisti non diventino vittime di bullismo nel campo dell’assistenza sanitaria perché rifiutano di partecipare ad azioni che violano la loro coscienza, inclusa l’eutanasia».

Siamo di fronte dunque a un’iniziativa dalla portata e dalle conseguenze straordinariamente grandi e che dimostra, per l’ennesima volta, che l’attuale presidente degli Stati Uniti pronunciatosi più volte e in più occasioni a favore della vita nascente, ha davvero posto al centro del suo mandato la libertà religiosa come priorità assoluta della sua amministrazione.

Manuela Antonacci

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