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Eluana-Englaro

Riceviamo e pubblichiamo
In memoriam

 

E forse, Eluana, tu urlavi,
ma nessuno sentiva…

Non quel padre contratto e lontano,
non la madre in angoscia sfibrante,
non i capi d’un popolo sano
che si affida a un Diritto garante:
“Acqua e cibo son fondo alla vita:
è omicida chi a toglierli invita!”

Ma forse, Eluana, tu urlavi,
e nessuno sentiva…

Tu, vittima segnata sull’altare
d’una Legge dal sorriso di smalto
e artigli di ferro, atta a conquistare
sulla tua carne un suo morbido spalto,
e t’avvolge in sue ali, sozza arpia,
per “sostenerti” in sua torbida via…

ma tu, Eluana, tu forse urlavi,
ma nessuno voleva sentire…

Ecco su te, crocifissa assetata,
oscena smania già dintorno latra,
ed ebbra plaude a la mano guantata
che ti dà morte, ben sedata ed atra,
in orgia di menzogne senza senso,
quale il “diritto a la scelta in consenso”..

E tu Eluana, alzato il braccio, urlavi!
Ma perché allora nessuno sentiva…?

O le belle parole!… “Ad una fine
già si sa, punta ogni esistenza,
e i dottori san bene il confine…
Ma qui il giudicato è sentenza!”
È sentenza, e palese, di morte!
Ormai tutte son chiuse le porte…

Tanto tu, Eluana, pur se urli,
di certo nessuno più ti sente!
Cerchi la mano che dà la carezza
su cui da tanto il tuo fiato si avvita?
Mano santa ch’apre gli occhi a la brezza
d’ogni tuo primo mattino alla vita…
Ché ogni giorno per te è sempre il primo,
nel ricordo che or cerchi nell’imo

di te stessa, Eluana, ululando!
Quella mano, lo sai, sta ascoltando…

Questi tintinni di brindisi in villa?
Sono al successo su di te immolata!
Ché trama occulta un veleno distilla,
ed altra Voce ha la strada negata!
Certo, il tuo sangue sarà su lor sangue:
È mito antico che al sole non langue..!

Però tu, Eluana, se urlavi,
lo crediamo: Qualcuno sentiva…

Così in vetta a questo tuo Calvario,
coi lacciuòli della burocrazia
t’hanno avvinta, ed offerta al sicario
pel gran Mòlok dell’ideologia…
che si chiama, lo sai, “Libertà”,
trasformando la tua “Realtà”…

in un pugno di cenere ardente…
Ma ogni cuore questo lo sente…!

Ed è il popolo immenso ed inerme
che ti ascolta ancor dentro presente,
che si vede ritorcere il verme
di nazistiche brame mai spente
camuffate in progetti d’amore,
e con morte stillante d’orrore!

E tu, Eluana, anche tu che urlavi,
li sentivi? Piangevan da schiavi…

Ora in cuore ciascuno ha una buca
schiumante barbarie ben fosca,
e ragione non v’è che riluca,
ma sol fumo che il vivere attosca,
perché a lungo ancor vivo trapassa,
quel tuo grido, ogni toga carcassa…

Così tu, Eluana, in tua storia
troverai diuturna memoria!

Poiché un canto dai cieli di oriente,
travolge ogni immondo disegno:
“Se una legge dà morte a innocente
È uno stupro che il mondo fa indegno!
Sacra è la vita e il cibo ad essa è sacro!
E il dolore è un mistero al suo lavacro…!”

Ma tu, Eluana, sapevi? Oh, tu urlavi…
O figlia, urlavi!
Ma nessuno voleva sentire…!

——–

“Forse Eluana”
Attilio Manfrin

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