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«Io stesso avrei chiesto l’eutanasia, ma poi…».

Questa affermazione può suonare strana, pronunciata dalla mia bocca, ma è la realtà: la malattia e la sofferenza fisica, unite alla depressione, possono portare a pensare che morire sia la soluzione migliore.

In seguito, passato il periodo più impegnativo della malattia, mi sono spaventato di aver pensato all’eutanasia e ho riflettuto su quanto fossi stato graziato dal fatto che non c’era stato un medico che aveva potuto ascoltare la mia richiesta, facendomi morire.

Anche per questo motivo, così personale, il ddl sull’eutanasia di prossima discussione alla Camera, dal titolo apparentemente innocuo: “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari” (da cui l’acronimo DAT), mi spaventa moltissimo. Rappresenta l’ennesimo attacco contro l’uomo, presentandosi in maniera molto fumosa.

L’eutanasia non è la soluzione. Le persone malate e deboli hanno invece bisogno del calore della famiglia, che a sua volta dovrebbe essere sostenuta dallo Stato (sia economicamente, sia psicologicamente).

Non cediamo a una falsa idea di compassione e a un’idea di umanitarismo che non ha niente a che vedere con l’amore vero che si nutre nei confronti delle persone: firmate e diffondete la petizione di ProVita Onlus per dire NO alle DAT e NO all’eutanasia legale in Italia.

Con una grande mobilitazione possiamo fermare questo mortifero disegno di legge. Non rinunciamo alla nostra umanità!

Toni Brandi


#STOPEUTANASIASTOPDAT:

 non facciamoci imbrogliare! 

firma e fai firmare qui la petizione contro la legge sulle DAT, che legalizza l’eutanasia

 

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7 Commenti, RSS

  • little angel

    dice su:
    13/02/2017 alle 07:31

    E le persone che sono da sole , senza niente e nessuno? Queste persone non hanno nessun tipo di sostegno , e non tutte hanno la forza per andare avanti .Questa povera gente cosa dovrebbe fare ?

    • Redazione

      dice su:
      13/02/2017 alle 11:42

      Il sostegno si trova. Il sostegno arriva, quando uno meno se l’aspetta. Tante volte le persone si sentono sole, ma poi guardandosi bene intorno si accorgono di non esserlo. Nessuno è davvero totalmente solo…

  • little angel

    dice su:
    13/02/2017 alle 13:05

    E questo aiuto da chi dovrebbe arrivare ,sentiamo ?

    • Redazione

      dice su:
      13/02/2017 alle 15:19

      Dalle persone a cui si vuole bene. E se c’è qualcuno che non vuole bene a nessuno, ma proprio a nessuno, si trova spesso spiazzato dallo scoprire che invece qualcuno ha cura di lui/lei…

  • little angel

    dice su:
    13/02/2017 alle 20:52

    Siete fuori dalla realtà, troppo ingenui e troppo ottimisti . Vedete il mondo solo dalla parte del bicchiere mezzo pieno . Non tutti hanno persone che li amano , dovete accettare questo fatto.

    • Redazione

      dice su:
      13/02/2017 alle 21:16

      Ma tutti possono amare. E da cosa nasce cosa: provare per credere.

  • Antonietta Cattarossis

    dice su:
    23/02/2017 alle 14:33

    Sempre la vita fino alla fine, perche’ penso che vivere la morte con umanita’ ma senza troppo accanimento terapeutico, ma con una buona idratazione e, qualche antidolorifico, possibilmente nel proprio letto con qualcuno che ti assiste, sia in fondo un’esperienza da vivere come e’ per la nascita, con la differenza che qui siamo consapevoli di attraversare quella porta che ci apre all’eternita’

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