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Home Page > Giurisprudenza e Amministrazione > Corte Suprema USA: ok alle nozze gay
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La Corte Suprema statunitense ha dichiarato incostituzionale la legge federale “Defence of Marriage Act (DOMA)” che definisce “matrimonio” solo quello contratto tra uomo e donna, perché violerebbe il quinto emendamento sulla difesa delle libertà individuali. Le nozze gay, da oggi, saranno parificate a quelle tradizionali. Si è evitato di decidere sulla “Proposition 8”, la legge dello Stato della California che mette al bando le nozze omosessuali, rimandando la decisione a una corte dello Stato stesso con (viva) indicazione di abrogarla.
Dagli ambienti democratici è tutta una profusione di zucchero filato, il sindaco newyorkese Bloomberg – nota meretrice della fauna politica USA, nata democratica, convertita al repubblicanesimo giusto prima delle elezioni newyorkesi di fine 2001 (poteva vincere un democratico peace&love, a poche settimane dall’11 settembre? No, infatti Bloomberg vinse, grazie alla sua re-immatricolazione repubblicana) rimasta una repubblicana pentita fino al 2007 quando, fiutando l’aria, a giugno decide di abbandonare il partito diventando indipendente (i democratici non la volevano più sul groppone, vista la sua gioiosa volubilità) sostenendo quindi la candidatura alla presidenza del democratico Obama (il quale probabilmente gli avrà dato manforte riguardo al voto del consiglio comunale di NY del 2008, che avrebbe abolito il limite dei due mandati consecutivi consentendo al Nostro di essere rieletto per la terza volta alla carica di sindaco) e ri-sostenendo la successiva candidatura del Baraccone nazionale nel 2012 – dicevo, il sindaco è forse l’unico democratico dalle dichiarazioni gioiose ma pacate, politiche; si sa mai che un giorno possa sentire il bisogno di ritornare repubblicano, non può mica fregarsi con le sue mani. Un po’ come quando hai davanti due belle ragazze e rimandi ingordamente la scelta ammiccando a entrambe.
In compenso Obama – che è ormai al suo secondo mandato e che politicamente non ha più nessun pericolo da schivare (se non i viaggi a Dallas, suppongo) – si abbandona gayamente ai festeggiamenti, twittando dall’Air Force One (nel quale voci di corridoio raccontano di una festa a tema con Platinette e Malgioglio, con la regia democraticamente bipartisan di Cecchi Paone) un festoso comunicato: “Applaudo la scelta della Corte Suprema. Cancellata legge discriminatoria che trattava coppie gay innamorate e impegnate come cittadini di serie B”.
Si è poi congratulato coi legali che hanno perorato la causa davanti ai giudici, dicendo: “Siamo tutti orgogliosi di voi. Con il vostro lavoro le cose hanno preso la strada giusta. Dovreste essere molto orgogliosi di quello che avete fatto oggi”.
Infine, forse credendo di dover essere rieletto (o essendone convinto, si sa mai che non stia macchinando qualche leggina sulla scia newyorkese, che gli consenta di cavalcare la leggenda romantica dell’uomo nero e schiavo che si fa padrone e comandante ancora per qualche mandato) concede lo zuccherino ai credenti: “L’amministrazione è stata sempre rispettosa a come le istituzioni religiose definiscono e consacrano il matrimonio. Questa decisione, che riguarda solo le nozze civili, non cambia questo nostro atteggiamento”.
Grazie, troppo gentile.
Una sola cosa, di fronte a tanta gayezza contagiosa, non comprendo: la feroce amarezza della conferenza episcopale americana che, a nome del suo presidente arcivescovo Timothy Dolan parla di “giorno tragico per la Nazione”. Andiamo, Eccellenze, bevano una tisana, vogliano calmarsi! Di certo siamo a una svolta, un colpaccio che porterà alla supremazia del movimento pro-life; siamo tutti uguali, bianchi e neri, omo ed etero, gay e lesbiche, uomini con il seno e donne con il membro, uomini col seno e senza membro, donne senza… vabbé, siamo tutti uguali, non capite che manca pochissimo alla abrogazione mondiale delle leggi abortiste? La scienza ha dimostrato che il concepito è già uomo; è fatta! Suvvia, si calmino le Eccellenze, leggo una dichiarazione del Presidente sull’aborto per placarle e far loro dormire sonni tranquilli. Dunque, googliamo. Obama… aborto… ecco, qui sta parlando di una legge antiabortista; vediamo con quali parole di fuoco difenderà l’eguaglianza del concepito rispetto a tutti gli altri esseri umani:
“E’ assurdo, è sbagliato, è un attacco ai diritti delle donne. Quando si legge di qualcuna di queste leggi (che vietano l’aborto, n.d.r.) viene voglia di controllare il calendario per essere sicuri di vivere nel 2013.”

…ops.

di Alberto Calabrò

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