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Home Page > Giurisprudenza e Amministrazione > Un giurista laico contro la legge sull’omofobia
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Repetita iuvant: riceviamo e pubblichiamo la nota di un amico  giurista che spiega in modo molto chiaro i contenuti della legge di cui tanto abbiamo parlato e individua il principale vulnus della stessa, in modo sintetico,senza entrare in questioni di diritto naturale e etica sociale. Per chi ancora non avesse capito bene la questione legale in gioco.

Cosa dice il disegno di legge contro l’omofobia? Chi non bazzica argomenti legali è fuorviato dai tanti pareri che gli sono propinati da stampa e televisione, e finisce per non capirci nulla. In verità non c’è tanta filosofia da fare; questo è il testo attuale del disegno di legge:

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato è punito:
a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, o fondati sull’omofobia o transfobia;
b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, o fondati sull’omofobia o transfobia.
È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, o fondati sull’omofobia o transfobia;
c) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, o fondati sull’omofobia o transfobia;
d) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, ovvero fondati sull’omofobia o transfobia.”

La prima magagna è la mancanza di una definizione dei termini “omofobia” e “transfobia”.
E’ “omofobo” solo chi mantiene atteggiamenti violenti contro gli omosessuali o anche chi faccia considerazioni pacifiche, come ad esempio il ritenere inopportune le adozioni per le coppie omosessuali? C’è il rischio che a finire in carcere non siano solo (e giustamente) i violenti, ma anche chi si ponga in un rispettoso atteggiamento critico verso il transessualismo. Bisogna che il testo sia modificato per rendere chiaro e inequivocabile quali atteggiamenti siano omofobi (e punibili col carcere) e quali no. Questo è il primo difetto del disegno di legge, e il motivo per cui si parla di pericolo di “reato d’opinione”.

E poi: tutti gli uomini sono uguali, qui non si discute. Perché se io prendo una coltellata, il mio aggressore rischia al massimo tre anni (vedi l’articolo 582 del codice penale) mentre se a prenderla è un omosessuale, il suo aggressore rischia fino a quattro anni (vedi le lettere b) e d) del disegno di legge?
La mia incolumità vale meno di quella di un omosessuale?

Io sono contro la proposta di legge sull’omofobia. Non per motivi religiosi, non sono un bigotto moralista che vorrebbe bruciare gli omosessuali di tutto il mondo.
Sono contrario perché è una proposta imprecisa, scritta male, e perché pretende di tutelare alcune persone più di altre.
Sono contrario perché credo che un omosessuale debba essere difeso dalla legge esattamente come sono difeso io, che sono eterosessuale.
Perché credo che tutti gli uomini sono uguali e che la legge debba essere uguale per tutti!

Il resto son quisquilie, e pinzillacchere.

Alberto Calabrò

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