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Iva è una ragazza americana che oggi ha 16 anni ed è già mamma di una bellissima bambina. Certamente non l’aveva previsto, né l’aveva voluto. Soprattutto non avrebbe mai voluto subire la violenza, in pieno giorno, mentre correva nel parco vicino casa. La paura l’ha paralizzata a lungo. E quando ha avuto la prima mancanza e i sintomi della gravidanza, la paura si è trasformata in terrore puro. Non aveva avuto il coraggio di parlarne a nessuno, ed è riuscita a tenere nascosta la cosa per 8 mesi.

All’inizio, il suo primo pensiero è stato quello di trovare il modo di abortire senza far sapere niente ai genitori, piuttosto all’antica, che le avevano sempre detto che “i figli si fanno dopo il matrimonio”. Poi, un giorno, il bambino si è mosso dentro di lei: questo l’ha fatta recedere dal proposito dell’aborto. Quel bambino faceva parte di lei, in qualche modo l’avrebbe custodito… incoscienza? O coraggio?

Poi, all’ottavo mese, a scuola si sono accorti che non era solo “ingrassata”, e Iva ha dovuto affrontare i suoi genitori: i suoi timori si sono rivelati infondati. L’hanno compresa, aiutata sostenuta e subito hanno accolto con amore il nipotino in arrivo. L’hanno anche aiutata a denunciare lo stupro alla polizia, soprattutto le sono stati vicini nei momenti in cui la cosa si è rivelata particolarmente dolorosa: le domande imbarazzanti, il rivivere il trauma che avrebbe voluto cancellare, il “sospetto” che mentisse o che avesse in qualche modo adescato il violentatore…

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In tutto questo, però, il SUO bambino è stato una consolazione. Mai l’ha odiato, mai l’ha considerato colpevole o “figlio” di quel mostro: era il figlio della sua mamma.

Pur avendo completamente trascurato la sua salute (per otto mesi non era mai stata da un medico, non aveva preso neanche una vitamina), alla fine è nata una bimba bella e sana: è stata una gioia immensa che l’ha aiutata a superare il trauma: ” La mia piccola non è un promemoria di quello che è successo, non è un mostro, è una bambola d’amore puro per la sua mamma… E’ valsa la pena.”

L’associazione Choices 4 life ha aiutato e continua ad aiutare Iva, e tante altre ragazze come lei. Offre sostegno materiale e psicologico per chi si ritrova incinta a seguito di una violenza. Offre veramente la possibilità di “scelta”, perché l’aborto viene presentato come l’unica via d’uscita, di fronte a una gravidanza non desiderata, anche in una situazione tragica come lo stupro. Anzi, le testimonianze, come quella di Iva, che potete leggere sul sito, dimostrano che non si risolve niente, non si supera il trauma, aggiungendo la violenza dell’aborto alla violenza subita dalla madre.

Francesca Romana Poleggi

Fonte: LifeNews

 

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