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Home Page > Aborto > Aborto in Irlanda? Alcuni giudici spiegano la verità
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Nella sezione Maggiori informazioni della “Guide to Referendum 2018”, un gruppo di giudici ha cercato di chiarire alcuni aspetti della proposta di legge sull’aborto in Irlanda, che, diversamente, passerebbero per lo più inosservati, dando un’immagine diversa di ciò che realmente essa comporta.

L’approvazione di una tale legge, infatti, annienterebbe tutti i diritti costituzionali del nascituro e, al contempo, darebbe alle due camere dell’Oireachtas (il Parlamento della Repubblica irlandese) la possibilità di legiferare sull’aborto senza più alcun limite.

A dimostrazione di ciò, spiegano che già è pronta una proposta di legge che comporta la possibilità di abortire fino  al sesto mese, età in cui il piccolo dovrebbe sopravvivere (ma abbiamo visto che ciò può accadere anche prima), per motivi «così simili alla legislazione della Gran Bretagna che non esiste una base razionale per pensare che opererebbero diversamente».

Quest’ultima, infatti, contempla la possibilità di abortire fino al sesto mese praticamnete sempre, con la solita scusa dei rischi per la salute fisica e psichica della donna (e a quelli, anche mortali, che reca l’aborto stesso alla donna chi ci pensa?).

Infatti, per quanto riguarda i rischi per la salute mentale, nè nella legislazione della Gran Bretagna, nè in quella proposta in Irlanda vi sono criteri che stabiliscano cosa sia da intendersi pericoloso a tal punto da rendere legale l’aborto.

E ciò apre inevitabilmente ad un amplissimo raggio di casistiche per cui la scelta della donna di abortire possa essere ritenuta dai medici “appropriata” e quindi interpretata come legale a tutti gli effetti, anche se il rischio fosse solo quello di un semplice stress.

Pertanto, concludono i giudici, in tal modo il risultato di questa legge non sarà altro che l’aborto su richiesta. Infine, spiegano che, una volta approvata, la legge potrà essere modificata in qualsiasi momento anche senza il consenso del Popolo.

Speriamo che il 25 maggio non si dia il “via libera” a questo massacro.

Luca Scalise

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