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Home Page > Aborto > Aborto in Irlanda: l’Onu chiede di uccidere i bambini malati
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Irlanda di nuovo sotto accusa per la sua legislazione in materia di aborto. L’attacco ora viene da Ginevra.

A sollevare il caso è infatti il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha rivelato per l’ennesima volta il vero volto di quella grande piovra chiamata Onu: un carrozzone, una mega-macchina, che invece di proteggere i diritti umani, ne stravolge il senso favorendo lobby e politici che hanno come unico intento l’oppressione dei deboli e degli indifesi.

L’occasione è stata fornita dal caso Mellet v. Ireland: una donna irlandese, Amanda Mellet, incinta di un figlio affetto da sindrome di Edwards, è stata “costretta” ad andare ad abortire a Londra perché nel suo Paese la legge vieta l’aborto, a meno che non sia in pericolo la vita della madre.

Il Comitato delle Nazioni Unite ha espresso un parere legale sulla questione, sostenendo che le norme irlandesi vigenti in materia di aborto violerebbero alcuni articoli del Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici. Pertanto, per l’Onu proteggere la vita dei bambini malati nel grembo delle loro madri è contro i diritti umani…

Eppure l’art. 7 del Patto stabilisce che nessuno può essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. In verità, in un mondo normale tale dispositivo dovrebbe comprendere pure l’aborto, che è l’omicidio di un bambino indifeso. Ma il Comitato ribalta la situazione e dichiara che per trattamento inumano e degradante è da intendersi anche “obbligare” una donna a portare avanti la gravidanza di un bambino malato o affetto da grave handicap. L’Irlanda sarebbe pertanto responsabile di questo atto disumano…

Per l’ideologia imperante, avallata dai consessi internazionali, un figlio malato è solo un problema, un ostacolo da rimuovere, un essere (forse) assolutamente indegno di vivere. È un discorso che purtroppo sentiamo con sempre maggior frequenza, in maniera più o meno esplicita. E a ben guardare, a pensarla così sono gli stessi che poi gridano allo scandalo se si usa la parola “handicappato”, perché sarebbe offensiva, o se nella società i disabili vengono emarginati. Discriminazione ed emarginazione dei disabili e dei malati sono effettivamente un’ingiustizia ed un orrore tremendi, ma i primi responsabili non sono forse quanti hanno ormai diffuso nella cultura e nella società l’idea che la vita dei malati non è degna, e che dunque “per amore” e “per pietà” è meglio eliminare il problema alla radice con l’aborto?

Ovviamente quello del Comitato è solo un parere giuridico, senza alcun carattere vincolante. L’Irlanda può benissimo ignorarlo. Ma la lobby dell’aborto, Amnesty International in testa, è sempre più minacciosa e opprimente. E il governo irlandese, tanto desideroso di “modernizzare” il Paese, potrebbe effettivamente usare questo richiamo per legalizzare l’omicidio degli innocenti.

Non a caso il ministro per l’infanzia, la militante lesbica Katherine Zappone, invoca un referendum per cambiare la Costituzione. La bella Costituzione dell’Irlanda, che si apre nel nome della Santissima Trinità e difende la vita sin dal concepimento.

Redazione

Fonte: AgendaEurope; LifeSiteNews


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