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Home Page > Aborto > Aborto totale, anche al 9° mese in Vermont come a New York: la donna diventa “individuo”
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Uccidere al primo mese o al nono non fa differenza. Ma l’approvazione dell’aborto totale, senza restrizione alcuna e fino a un istante prima della nascita, rischia di produrre un effetto domino negli Usa che sta facendo scalpore e di cui bisogna parlare. Dopo lo stato di New York anche il Vermont si appresta ad approvare una norma analoga. Una controffensiva la cui tempistica è più che sospetta o quantomeno simbolica, se si tiene conto che il provvedimento newyorkese è stato varato il 22 gennaio, ovvero nel 46° anniversario della sentenza Roe vs. Wade, e pochi giorni dopo la Marcia per la Vita, che ha ricevuto il convinto endorsement del presidente Donald Trump.

Il Reproductive Health Act (Rha) è stato approvato dal Senato dello Stato di New York con 38 voti favorevoli e 24 contrari, in un’assemblea a netta maggioranza democratica. Conclusa la votazione, una voce si sarebbe levata in aula: «Possa Dio Onnipotente avere pietà di questo Stato!».

A spendersi in prima persona per l’aborto libero e totale è stato il governatore Andrew Cuomo, spalleggiato dalla ex first lady Hillary Clinton. Quello di New York è stato uno dei primi Stati americani a legalizzare l’aborto nel 1970, quindi già tre anni prima della storica sentenza della Corte Suprema. Fino a ieri, l’interruzione di gravidanza era consentita fino alla 24° settimana, tuttavia i tentativi di depenalizzazione totale andavano avanti da ormai tredici anni.

La voce del buon senso La scelta se far nascere il bambino o, al contrario, abortire è indicata nel Rha come un “diritto fondamentale”. Come se non bastasse, di fatto, viene messa al bando l’obiezione di coscienza e la pratica abortiva può essere eseguita da qualunque operatore sanitario autorizzato: non è necessaria, quindi, la presenza di un medico. Il Rha, inoltre, sconfinando dal campo giuridico verso quello scientifico e filosofico, si arroga persino la facoltà di dare una definizione di persona, quando afferma: «omicidio significa una condotta che provoca la morte di una persona»; in tal modo viene negato lo status di persona al nascituro fino a pochi istanti prima di venire alla luce. Da notare che il testo del Rha non usa il termine “donna” per indicare chi usufruisce del diritto all’aborto ma “individuo”, in omaggio alla neolingua gender.

La bozza di legge presentata mercoledì scorso alla Camera dei Deputati del Vermont ricalca in tutto e per tutto la nuova legge newyorkese. L’aborto viene riconosciuto come “diritto umano fondamentale” per la donna, non soggetto ad alcuna restrizione o eccezione. Il provvedimento godrebbe del sostegno dei parlamentari democratici e persino del governatore repubblicano Phil Scott.

Secondo quanto riferiscono LifeSiteNews e alcuni media locali, la nuova legge del Vermont potrebbe diventare parte di un emendamento costituzionale per consentire l’aborto su richiesta nel caso in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti possa rovesciare la Roe vs. Wade.

La leader del Vermont Right to Life Committee, Mary Hahn Beerworth, ha messo in luce un paradosso: legalizzando l’aborto per tutta la durata della gravidanza e consentendolo anche al personale non medico, «si vuole introdurre la morte nella Costituzione del Vermont», laddove la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America fu fondata sul diritto alla vita.

Luca Marcolivio

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7 Commenti, RSS

  • Ludovica Tirone

    dice su:
    27/01/2019 alle 09:23

    L’interruzione volontaria di gravidanza è consentita dopo il termine usuale solo in caso in cui ci siano gravi rischi di salute (determinati a livello medico) per la donna. In nessun altro caso è permessa. Spero che quest’omissione nell’articolo sia una dimenticanza e non sia stata fatta in cattiva fede. Mi permetto di consiglirvi l’articolo scritto da charlotte matteini sul giornale Open a riguardo

    • Redazione

      dice su:
      27/01/2019 alle 20:16

      Cara signora, veda qui il testo della legge: hanno addirittura modificato la legge penale sull’omicidio. Prima era omicidio l’uccisione di un bambino in grembo sopra le 24 settimane , ora non più.
      La generica salutedella madre è la scusa con cui si può abortire sempre e dovunque: basta dire “non posso tenere questo figlio se no impazzisco”. Legga per bene il testo della legge: https://nyassembly.gov/leg/?default_fld=&leg_video=&bn=A00021&term=2019&Text=Y#

  • Lorena F.

    dice su:
    28/01/2019 alle 19:30

    Che dire? Mia madre si è trovata a dover scegliere tra la sua vita e la mia e ha deciso di rischiare il quinto cesareo 35 anni fa, e c’è l’ha fatta. Sono grata a lei e a Dio per il suo coraggio. Senza voler scendere nei particolari del perché una donna possa non voler fare nascere suo figlio (non intendo giudicare), ma mi domando se quando si parla della salute della donna si tenga conto anche delle conseguenze psicologiche che possa comportare un aborto, perché stento a credere che si possa far morire un figlio e continuare a vivere come se niente fosse accaduto. Comunque leggi del genere mi sembrano una perversione dei diritti umani.

  • Nicolò C.

    dice su:
    31/01/2019 alle 12:25

    Una schifezza assoluta, l’ultimo orrore che, purtroppo, non è altro che la conseguenza “logica” del voler negare l’evidenza, ovvero che la vita umana inizi dal concepimento; alla fine tutte le continue crepe hanno fatto crollare il muro. Curioso di vedere come gli assassini abortisti giustificheranno anche questa disposizione, arrampicandosi sugli specchi. Peccato che, però, anche coloro che, giustamente, inorridiscono per questa notizia non siano così convinti quando il bambino viene eliminato nel primo trimestre, nel secondo o anche il giorno dopo, con la pillola omicida, devono ancora fare il passo successivo, ovvero comprendere che è omicidio sempre, dal momento esatto del concepimento fino alla fine e speriamo che alla fine questo accada. Ringrazio anche il sito per aver dato risalto ad una notizia, oscurata dai media mainstream, forse perché hanno paura che la gente capisca…

  • Antonella M

    dice su:
    01/02/2019 alle 08:09

    Come la mente umana possa partorire un’idea così folle è indicibile, se poi è collettiva, beh… Non è più umana…è qualcos’altro….

  • Daniele Labianca

    dice su:
    01/02/2019 alle 15:00

    Non ho parole che questa: il Signore certo risponderà duramente.

  • Daniele Labianca

    dice su:
    01/02/2019 alle 18:16

    Se il Signore dice: guai a chi scandalizza i piccoli (cfr. Mt 18); cosa dirà a chi li uccide quando sono ancora nel grembo materno? E se a farlo sono proprio lo Stato, i dottori, i genitori, le madri che sono i primi che devono amarli e difenderli che cosa dirà?
    Spero e prego che si levino voci autorevoli e voci numerose su questi orribili crimini che gridano vendetta al cospetto di Dio. Il Signore non tarderà a rispondere.

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