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Home Page > Gender > Bambini, ecco a voi il video del maestro peloso con la parrucca!
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I bambini canadesi e nord americani possono essere intrattenuti ed educati da maestri come John Paul Kane, noto come drag queen”Fay Slift” (nella foto il primo a sinistra, quello con la barba).

Bambini a lezione dalle drag queen a New York

Infatti, in diverse città del Nord America, si tengono gli eventi noti come “Drag Queen Story Time“: i travestiti truccati e imparruccati  raccontano storie ai bambini. Immaginiamo bene che storie. I nostri Lettori ne hanno avuto contezza nell’articolo intitolato “Bambini, chi vuole fare la Drag Queen da grande?” , titolo che cita testualmente un invito fatto al giovanissimo pubblico dall’educatore di turno (a New York si teneva quella “lezione”).

Bambini a lezione dalle drag queen a Toronto

Kane, è un insegnante di scuola materna che tiene lezioni di  “Storytime” – invece – ai bambini di Toronto. Ha detto apertamente durante un’intervista quanto sia importante cominciare a far capire “le diversità” ai bambini molto piccoli.

Il sito web  Drag Queen Story Hour (DQSH) spiega ancor più chiaramente che le “lezioni” servono all’indottrinamento dei bambini, a farli divenire di genere fluido, a porger loro modelli “queer”. In spazi come “Storytime”, i bambini imparano che la finzione è realtà, e le persone sono ciò che desiderano essere: insomma, si  «incoraggia i bambini a guardare oltre gli stereotipi di genere e ad abbracciare l’esplorazione libera di sé».

Ci saranno presto  tanti altri piccoli Lactatia, allora! Non ne siete contenti? Non sapete chi è Lactatia? Guardate qui.

E che forse non mettereste i vostri bambini in braccio a Fay Slift? Forse vi sembra un po’ troppo… peloso?

Bambini a lezione dalle drag queen a Boston

drag-queen_suore_bambini-minBeh, sappiate che c’è anche di peggio dei peli di Kane: nel mese di giugno, nella Biblioteca Pubblica di Boston la “Storytime” è stata tenuta da drag queen vestite da suore: le “Sister of Perpetual Indulgence” (qui a fianco) sono un gruppo notoriamente  anticattolico che basa i suoi spettacoli sulla blasfemia. Chi volesse approfondire  i loro spettacoli può cliccare qui. Chi volesse saperne di più sulle lezioni di transgenderismo+blasfemia che hanno ricevuto i bambini di Boston, può leggere qui:  per noi basta così. Abbiamo qualche problema di voltastomaco. Non tanto per i poveri illusi travestiti, di per sé. Quanto per i genitori che gli affidano i bambini.  E – si badi bene – questi signori variopinti non si limitano a intrattenere e far giocare i bambini: hanno l’intento dichiarato di indottrinarli.

È più che sufficiente vedere il video di presentazione di Kane qui sotto.

Questa la traduzione letterale di ciò che dice.

«Mi chiamo John Paul Kane, sono un insegnante che lavora in un asilo. Oh, sono anche una drag queen, chiamata Fay Slift.
“Drag Queen story time” è un’occasione meravigliosa per me per unire il mio amore nel lavorare con i bambini e la mia performance come drag queen. Sono sempre stato creativo e teatrale. Non so, c’è qualcosa di magico nel trasformarsi. So bene di essere sempre me stesso. Ultimamente i miei bambini hanno influenzato moltissimo il mio stile che si è evoluto negli ultimi 10 anni: la musica che scelgo, la brillantezza dei colori dei costumi che indosso…. Insomma i bambini hanno molto ispirato “lei”(Fay), più di me.
Le performance da drag queen insieme ai bambini piccoli, danno luogo a una relazione perfetta. È come con i clown, piacciono molto ai bambini, giocano con tutto, sono il massimo, come cartoni animati che diventano vivi.

Poi si vede l’inizio di un incontro con i bambini e Kane dice: «Benvenuti allo Storytime di Fay e Fluffy. Leggere è … divertimento… demenziale» (gioco di parole in inglese:  “fondamentale” si dice  “fundamental”  e lui lo spezza in “fun”  e “demental”) e tutti ridono felici.

Io spero che venendo a Storytime i bambini traggano l’opportunità di vedere che le cose che sono diverse non sono spaventose. Che le cose che sono diverse sono straordinarie. Quello che è incredibile di queste letture è che ci vedi famiglie di tutti i tipi, di ogni provenienza, esperienza, relazione, identità di genere ecc.
Serve a capire che la diversità nelle persone è ciò che deve essere celebrato. E più siamo immersi nella diversità, più a nostro agio ci sentiremo gli uni con gli altri. Alla radice di tutto ciò stiamo dando in piccoli pezzettini insegnamenti a questi bambini, che poi sono loro stessi i più potenti insegnanti del mondo. Spero che sia come gettare una pietra in uno stagno e vedere che poi tracima».

Redazione

Fonte: LifeSiteNews


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Un Commento, RSS

  • sara bi

    dice su:
    23/08/2017 alle 21:05

    Be’ io credo che oggi il vero serio e reale problema educativo non siano tanto le persone che cercano di indottrinare spacciandosi per educatori, di matti ce ne sono sempre stati, ma la cosa che piu mi sconvolge sono i genitori che hanno perso il loro ruolo di educare e vigilare sui propri figli. Cosi’ infatti ogni dittatura e’ sempre stata sconfitta…a sto giro la vedo dura…

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