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Home Page > Notizie dal mondo > Divieto di aborto tardivo: vittoria pro life al Congresso americano
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La Camera dei Deputati degli Stati Uniti, il Congresso, ha approvato il disegno di legge a favore della vita che vieta l’aborto dopo 20 settimane di gravidanza.

Il voto per il Pain Capable Unborn Child Protection Act (legge per la protezione del bambino non nato capace di sentire dolore) è stato approvato 242 voti contro 184, grazie alla maggioranza repubblicana eletta nell’Assemblea. Solo 4 Democratici hanno votato a favore della legge (Cuellar, Langevin, Lipinski, e Peterson) e 5 repubblicani hanno dato voto contrario (Dent, Dold, Hanna, Frelinghuysen).

Se anche il Senato approverà il disegno di legge, Barack Obama ha dichiarato che eserciterà il diritto di veto presidenziale per bloccarla. Non interessa evidentemente al Presidente il fatto che secondo diversi sondaggi nazionali, l’84% degli americani vuole restrizioni significative sull’aborto. Lo limiterebbero ai primi tre mesi di gravidanza perfino il 69% di coloro che si identificano come “pro-choice”. Ma i prolife, comunque, sperano che nel frattempo le elezioni del 2016 mettano a capo dello Stato un uomo di altra statura morale.

Durante il dibattito che ha preceduto il voto finale, il deputato Sean Duffy ha sottolineato come sia considerato nobile e necessario combattere per i dimenticati, per gli indifesi, per chi non ha voce: ma non c’è nessuno nella nostra società che è più indifeso dei bambini, e in particolare dei bambini che neanche si vedono, custoditi nel grembo materno. Bambini che per essere abortiti vengono smembrati pezzo a pezzo.

C’è da dire che anche prima delle 20 settimane di gravidanza i bambini sentono dolore: infatti il sistema nervoso si forma immediatamente. All’inizio della 4a settimana, dopo la fecondazione, si chiude il tubo neurale (abbozzo rudimentale del sistema nervoso), stadio preliminare dello sviluppo del cervello e del midollo spinale. La corteccia cerebrale compare dopo 6 settimane (lo stesso periodo in cui inizia anche la formazione dei polmoni) e si forma il sistema nervoso. Verso la 10a settimana i neuroni cominciano a formare delle sinapsi, cioè una rete di comunicazione fra le cellule del cervello, cioè prima dei tre mesi di gravidanza il piccolo cervello comincia a funzionare.

Quindi i bambini in grembo sentono dolore anche prima delle 20 settimane, soprattutto se li smembrano pezzo a pezzo con un aspiratore. Il Dr. Maureen Condic, che è professore associato di neurobiologia e Professore di Pediatria presso l’University of Utah School of Medicine, ha testimoniato davanti al Congresso che il nascituro è in grado di reagire al dolore già da 8 – 10 settimane. Gli interventi di altri esperti in materia sono riportati da LifeNews.

Quello che però ha fatto fare il passo avanti agli Stati Uniti è il fatto che a 20 settimane il bambino ha una certa capacità di sopravvivere anche fuori dal grembo. Un vasto studio su quasi 5.000 bambini prematuri, pubblicato la scorsa settimana sul New England Journal of Medicine, è stato seguito da un articolo del New York Times dal titolo: “I bambini prematuri possa sopravvivere a 22 settimane”.

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E, a dire il vero, è la seconda volta che il Congresso USA tenta questo passo avanti. Nel 2013 un disegno di legge analogo fu bloccato al Senato che allora era a maggioranza dei Democratici.

C’è ancora da dire che se la legge in questione passasse in via definitiva, certamente si salverebbero tante piccole vite. Ma purtroppo la piaga dell’aborto non sarebbe sconfitta, perché la maggioranza degli aborti chirurgici avviene comunque prima delle 20 settimane e sono in continuo aumento – e non sono quantificabili nel numero – gli aborti chimici realizzati grazie alle diverse pillole velenose: non solo quelli con RU486, per i quali si richiede un certo controllo medico (magari via Skype, ahinoi!) ma anche quelli che avvengono di solito nelle primissime settimane di gravidanza con le varie pillole del giorno o dei giorni dopo.

Redazione

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