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Il voler pervicacemente negare l’esistenza della sindrome post aborto è probabilmente la più grande colpa del femminismo e dell’abortismo nei confronti delle donne e del diritto alla salute delle donne.

Da sempre, anche medici abortisti ne hanno riconosciuto la notevole incidenza e la pericolosità: la depressione che la caratterizza è tale che può portare al suicidio: la cosa è risaputa da tempo.

Visto che da poco è stato pubblicato lo studio danese che rileva come anche gli ormoni contenuti negli anticoncezionali moltiplicano il rischio che le donne sviluppino istinti suicidari, sarà il caso anche di ricordare che l’aborto moltiplica per sei il rischio che le donne commettano suicidio (donne che statisticamente sarebbero meno inclini a togliersi la vita rispetto agli uomini).

L’ultimo dei diversi studi che rileva questi dati è stato pubblicato a cura della Society for the Protection of Unborn Children (SPUC) e può essere scaricato qui.

La ricerca è stata realizzata dal dottor Gregory Pike, fondatore del Centro per la bioetica e la cultura di Adelaide.

Dai dati elaborati risulta che le donne che hanno abortito hanno più probabilità di morire (per qualsiasi causa) di quelle che hanno partorito; le donne che hanno abortito si suicidano 6 volte di più di quelle che hanno partorito; i tassi di mortalità delle donne che hanno abortito sono superiori a quelli delle donne che hanno partorito per 10 anni.

Le donne che hanno abortito denunciano un dolore significativo e perdurante anche tre anni dopo l’aborto; e infine, dopo l’aborto si registra un aumento del 30% del rischio di depressione, un aumento del 25% del rischio di ansia e attacchi di panico, un aumento del 30% di altri disturbi mentali.

Depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico sono anche associati alle successive gravidanze di donne che hanno avuto un aborto.

I “ben pensanti” negano tutto questo, negano i danni fisici oltre che mentali che discendono dall’aborto volontario e intanto, l’industria dell’aborto fa lauti guadagni (con i denari dei contribuenti) sulla pelle delle donne.

Le Donne della Redazione


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Un Commento, RSS

  • marierose maciejasz

    dice su:
    15/12/2017 alle 10:10

    La legge 194 è un vero suicidi, ci vuole un importante informazione, cosa che non era negli anni 70 …80…..o troppo poco…l’educazione è importante sia in famiglia , che a scuola…bisogna parlarne , parlare sempre per evitare questo dramma. Non solo per la donna ma anche agli uomini. Loro non sano il risultato di una sofferenza tremenda per tutta la vita.
    Questa legge doveva essere tolta da subito, ma non fu cosi anzi….
    Queste donne son vittime, un inganno,che non si cancella dalla memoria a chi è successo.
    Bisogna informare questa verità con voce alto….
    Ma mi chiedo esiste una legge fatta per il bene in questo mondo ??? non mi sembra ….anzi legge di distruzione ….
    Solo la legge di Dio è sana, il resto immondizia……Grazie.

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