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La violenza sulle donne da parte delle compagne lesbiche è una realtà grave e nascosta che forse sta venendo alla luce.

Dopo che è stato detto e ridetto che l’omofobia è una questione urgente (mentre dati statistici non fanno altro che smentirlo), dopo che si è mobilitato a riguardo un disegno di legge con prerogative altamente liberticide, dopo che sono stati tacciati di omofobia coloro che difendono i diritti dei bambini (e di questa omofobia ne abbiamo ben sviscerato il significato), ora viene a galla una verità scomoda.

Abbiamo già parlato del libro Men Who Beat the Men Who Love Them (Uomini che picchiano uomini che li amano) che smonta l’ormai diffusa concezione secondo cui l’omofobia sarebbe una piaga dilagante nella nostra società e della quale i colpevoli sarebbero gli eterosessuali, o chi ha una mentalità all’antica, o chi difende la famiglia naturale, ecc…

Infatti – come potete leggere anche qui  – nel 99,7% dei casi, l’autore di atti di violenza su persone gay sarebbe gay anch’esso. Pare che gli atti di violenza domestica consumati all’interno di coppie gay siano, in America, il terzo problema di salute più grande degli omosessuali. Anche il giovane cinese ucciso recentemente a Prato è stato vittima di compagni gay. Ed emerge anche che le lesbiche subiscano violenza da altre donne lesbiche 44 volte di più delle donne sposate eterosessuali ed i gay 300 volte di più.

Quanto detto circa l’argomento (che non ci è affatto nuovo e di cui abbiamo già fornito documentazione) è ampiamente confermato dalle misure che gli stessi attivisti gay si sono trovati a dover prendere anche in Italia.

A Bologna infatti, ci informa Repubblica, è stata attivata una linea telefonica per le donne che subiscono violenza da altre donne (detta “linea lesbica”). Ma la confessione più sorprendente deve ancora venire… «Il movimento Lgbt – recita il comunicato stampa di ArciLesbica Bologna ha taciuto riguardo alla violenza e al conflitto all’interno delle relazioni same sex temendo che, in una realtà priva di riconoscimento, il far emergere gli aspetti negativi potesse allontanarci invece che farci avvicinare all’ottenimento dei diritti».

Quindi starebbero dicendo che (almeno fin ora) il mondo gay ha tenuto di più alle proprie rivendicazioni sociali che a difendere le vittime di violenza presenti fra i suoi stessi membri!

Non mi dilungo in ulteriori commenti che lascio alla riflessione di ciascuno. Per il bene e la difesa degli omosessuali vittime di violenza, denunciamo i loro reali aggressori: i gay stessi.

Luca Scalise


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Un Commento, RSS

  • Luciano Salsi

    dice su:
    03/12/2017 alle 08:23

    Distinguere le violenze commesse a danno di donne (femminicidio) o di omosessuali è in ogni caso incostituzionale, violando il principio dell’uguaglianza di fronte alla legge. La violenza è sempre lo stesso reato, da punire con la medesima severità qualunque sia l’autore e qualunque la vittima, fatte salve le aggravanti previste per la crudeltà di chi agisce o la debolezza di chi subisce

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