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Home Page > Fine Vita > Eutanasia dei malati di mente non consenzienti?
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La dottoressa olandese Berna van Baarsen , medico bioeticista e membro del comitato etico di supervisione sull’applicazione della legge sull’eutanasia,  si è dimessa dal suo incarico perché è in voga la prassi di uccidere i malati di mente senza il loro consenso.

Per dieci anni, Berna van Baarsen, eutanasista convinta, ha contribuito a valutare l’applicazione della legge mortifera olandese, nella regione settentrionale in cui vive e lavora.  Si è dimessa il 1 ° gennaio: sostiene che le DAT o il biotestamento (udite udite) non possono sostituire una richiesta orale e attuale di chi soffre di disturbi di mente come la demenza.

Ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2 della legge olandese sull’eutanasia , un medico può uccidere i malati non in grado di esprimersi sulla base di un biotestamento scritto tempo addietro:

«Se un paziente di sedici anni o più che non è più in grado di esprimere la sua volontà,  prima di raggiungere questo stato è stato ritenuto in grado di fare una valutazione ragionevole dei propri interessi, e ha fatto una dichiarazione scritta che richiede che la sua vita sia terminata, il medico può [La legge italiana obbliga il medico a uccidere! ndR] rispettare questa richiesta a meno che non abbia fondati motivi per rifiutarsi di farlo».

La  van Baarsen, però, fa un caso specifico a proposito dei malati di demenza (o patologie di mente assimilabili).

Ci sono cioè delle patologie irregolari, intermittenti. I malati  vivono a lungo, e molte cose possono accadere: ad esempio, un paziente potrebbe dire che vuole l’eutanasia quando non riconosce più i suoi parenti. Può succedere che oggi non li riconosca, ma domani sì. E allora, qual è il momento giusto per l’eutanasia?

Inoltre, dice la dottoressa, la sofferenza in certe malattie di mente è difficile da valutare. Anzi è praticamente impossibile stabilire se malati stiano soffrendo in modo insopportabile, perché non possono spiegarsi. A volte i pazienti agiscono in modo aggressivo dopo essere stati ricoverati in una casa di cura, anche urlando che vogliono andarsene. Naturalmente è possibile in quel caso stiano soffrendo in modo insopportabile, ma lo stesso vale per uno che siede tranquillamente in un angolo. E viceversa, può darsi che quello apparentemente calmo stia soffrendo molto più di colui che urla e si agita.

Come la van Baarsen tre anni fa, anche l’esperto di bioetica Theo Boer si è dimesso ed è diventato un severo critico del sistema olandese dell’ eutanasia.

Noi, invece, abbiamo approvato la legge sul biotestamento che obbliga i medici ad uccidere le persone non in grado di comunicare, in base a una dichiarazione sottoscritta chissà quando…

Redazione

Fonte: BioEdge


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