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Home Page > Fine Vita > Eutanasia: in Canada dilaga, ma in Italia si fa finta di niente
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Alex Schadenberg, direttore esecutivo dell’ Euthanasia Prevention Coalition (Coalizione per la prevenzione dell’eutanasia), ha scritto un articolo per mettere in guardia dal dilagare della morte per eutanasia in Canada.

Ha spiegato che in Quebec, il ministro della Sanità Gaetan Barrette ha proposto di estendere l’eutanasia alle persone con malattie degenerative come l’Alzheimer o la demenza, anche se non possono esprimere il loro consenso come vorrebbe la legge in vigore (ha fatto bene la signora Christine Nagel, di cui abbiamo parlato qui, a farsi fare quel tatuaggio che vedete in foto: ma se passa questa proposta governativa non le servirà più a niente!). Si sta pensando anche – a livello di governo federale – di estendere l’eutanasia non solo ai suddetti incapaci, ma anche ai minori di 18 anni e a tutti coloro che denunciano forti “sofferenze psicologiche”, pur non essendo malati.

Del resto che i paletti posti dalla legge sono destinati a saltare è ampiamente dimostrato da ciò che è accaduto in Belgio e in Olanda. Ma i cultori della morte fanno finta di niente e i politici italiani, o sono cultori della morte essi stessi, o sono incapaci di guardare la realtà che si svolge intorno a loro – magari perché accecati dall’ideologia.

Infatti, su L’Occidentale, apprendiamo da Eugenia Roccella, una delle sette persone che hanno tentato di contrastare la legge sulle DAT fin da quando era in Commissione, che l’aula ha bocciato alcuni emendamenti, che rendono la legge sul biotestamento sempre più evidentemente «la via italiana all’eutanasia, come d’altra parte ha ben spiegato la stessa presidente dell’associazione Coscioni.

Sono stati respinti, infatti, emendamenti su idratazione e alimentazione artificiali che, tenendo ferma la possibilità di rifiutare le cure, vietavano di sospendere acqua e cibo quando la sospensione portasse alla morte per disidratazione, e non per la propria patologia.

Spiega inoltre la Roccella che «sarà possibile, per un tutore, far morire per disidratazione anche persone fragili, con problemi o disabilità, poste sotto la propria tutela. Con questa legge il Dj Fabo non avrebbe avuto bisogno di andare in Svizzera per suicidarsi: sarebbe stato sufficiente applicare l’articolo 1 della legge che stiamo discutendo, e si sarebbe potuto far morire togliendo appunto idratazione e alimentazione».

Redazione


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