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Home Page > Fine Vita > Eutanasia per i dementi, anche se felici, volenti o nolenti
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Quando una cosa s’ha da fare, s’ha da fare: specialmente l’eutanasia.

Il Journal of Medical Ethics ha pubblicato un articolo, “The implausibility of response shifts in dementia patients” (Implausibile il cambiamento di risposta per i pazienti affetti da demenza), in cui si sostiene che il cambiamento di volontà dei pazienti affetti da demenza, che conducono una discreta qualità di vita e quindi appaiono felici, nonostante la patologia che li ha colpiti, non va preso in considerazione.

Karin Rolanda JongsmaMirjam AG Sprangers , Suzanne van de Vathorst, le autrici dell’articolo in questione, ritengono che quando i pazienti affetti da demenza esprimono desideri che non sono conformi o addirittura possono contraddire le preferenze in precedenza espresse, non bisogna arrendersi ad un banale “poverino, è contento così!”: se in passato avevano detto di voler essere uccisi in caso di perdità della capacità di intendere e di volere, non è plausibile pensare che abbiano effettivamente cambiato idea.

Vien subito in mente di chiedere: “E se è il contrario? Se oggi, affetto da demenza, chiedo di essere ammazzato, mentre fi o a ieri non volevo?”. Scommettiamo che in questo caso prevale la volontà attuale del paziente? Nei Paesi nordici già è così.

I bioeticisti e gerontologi che sostengono che i pazienti affetti da demenza cambiano idea perché subiscono un ‘cambiamento di risposta’ sbagliano. Una persona con disturbi da demenza senile potrebbe avere momenti di lucidità, potrebbe – nel complesso – condurre una vita di cui non sente “il peso”. La realtà, di un tale disturbo mentale, potrebbe essere meno brutta di quello che si immaginava da giovani.

Le autrici dell’articolo spiegano il cambiamento di idea in modo diverso. Fa esso stesso parte della malattia.  Quindi le “direttive anticipate” impartite in gioventù da pazienti affetti da demenza non possono essere ignorate.

 Insomma l’eutanasia è cosa buona e giusta. Tanto giusta che va somministrata anche a chi non la vuole. Perché “lui non lo sa, ma la vuole. E’ meglio per lui!”.

Redazione


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6 Commenti, RSS

  • marica silver

    dice su:
    13/06/2016 alle 00:25

    È giusto procedere all’eutanasia in demenza, sempre sé il paziente quando era lucido aveva scelto di morire in caso di questa patologia, non consideriamo il dopo

    • FRP

      dice su:
      13/06/2016 alle 07:21

      E’ “GIUSTO”???????????????????????????????

    • mariagrazia mariagrazia

      dice su:
      13/06/2016 alle 18:13

      la demenza non viene da un giorno all’altro, se voleva morire poteva farlo benissimo per conto suo quando era lucido per evitare la malattia…quello che non è giusto è che qualcuno uccida un essere umano, demente o no

  • Aurora Bontempi

    dice su:
    15/06/2016 alle 07:05

    Signore aiutaci Hitler è tornato

  • Patrizia Peschini

    dice su:
    15/06/2016 alle 15:08

    La vita è sacra ci viene data senza il nostro consenso ed è un dono che va rispettato sotto ogni sua forma. L’eutanasia e’ il trionfo del male!!! Nessuno può togliere la vita ad un altro uomo sia esso volente o no.Non ho mai capito il significato di :” Morire con dignità”. Cosa c’è di dignitoso nel far commettere ad un altro su tua richiesta un omicidio?

  • Eliana Gallina

    dice su:
    16/06/2016 alle 14:23

    Nn mi dilungo nemmeno nel dire l ovvio e cioè che la vita va difesa e assicuratabla dignità sempre e comunque, c’è una linea da nn valicacare..
    Facciamo attenzione xche la vecchiaia, volenti o dolenti, arriva per tutti….con tutte le correlazioni. Noi quarantenni andando avanti cosi, uaciremo dal mondo del lavoro per entrare direttamente, grazie alla morte dignitosa per chi nn produce piu, direttamente alla fossa!!!!! Svegliamoci!!!!! Chi approva o favorisce queate leggi al momento opportuno resterà qui, o penserà bene di trasferirsi in qualche nazione dove governi han ancora buon senso???

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